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    La recente scoperta di una vera e propria rete ‘ndranghetista, che ha cercato di dominare e opprimere la città di Francavilla e il circondario, è l’ultima (in ordine di tempo) dimostrazione che l’Abruzzo “isola felice” (come già scritto mesi fa) esiste solo nelle menti ipocrite di chi non vuol vedere, di chi vuol cullarsi in una pax borghese e disinteressata alle sorti comuni. La realtà dell’Abruzzo è questa da tantissimi anni.
    4 marzo 2017 - Alessio Di Florio
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    Un ricordo di Pina Maisano, la vedova dell’imprenditore Libero Grassi assassinato dalla mafia nel 1991 per essersi ribellato al racket, scomparsa il 7 giugno scorso
    18 giugno 2016 - Arianna Tascone
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    La “commemor-azione”, il ricordare proseguendo sul cammino su cui ci hanno preceduto, è l’unica rispettosa e degna. Oggi come tutto l’anno Peppino e Pippo non devono essere santi per laici altari ma “fuoco che deve arderci dentro”.
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    10 maggio 2014 - Lidia Giannotti
X Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

10 anni contro le mafie da uomini liberi

Il 21 marzo 1995 nasceva Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. La Giornata di domani ribadirà che il percorso iniziato 10 anni fa prosegue con la stessa fermezza e determinazione.

20 marzo 2005 - Alessio Di Florio

Nella primavera 1995 fu lanciata la "dichiarazione di impegno per il futuro e di doverosa attenzione per il passato". Diverse associazioni della società civile insieme a don Luigi Ciotti fondarono Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Erano mesi in cui molti si erano dimenticati della mafia, della quale non si parlava più. I tempi dell'estate insanguinata del 1992, dell'arresto di Totò Riina e della sfida allo Stato del 1993 erano lontanissimi. La mafia vive e prospera grazie all'omertà. Per denunciare che la mafia non era finita ( come molti dicevano ) e che, anzi, nell'ombra continuava la sua opera criminale nacque Libera. La prima grande sfida della neonata associazione fu una petizione popolare per il recupero sociale dei beni immbili confiscati ai mafiosi. La petizione chiedeva di destinarli a finalità sociali. La grande mobilitazione, un milione di firme raccolte in pochi mesi, portò all'approvazione della legge 109/96. A partire da questo successo nacque Libera Terra, straordinaria esperienza della società civile siciliana e non solo. Nei terreni, nelle case, liberate dal giogo mafioso e restituite alla collettività fiorirono cooperative, comunità, coltivazioni biologiche. Lì dove prima comandava la prevaricazione mafiosa rifioriva la speranza. I giovani scommettevano sul proprio futuro, dimostravano che è possibile vincere la mafia. Si mettevano in gioco direttamente in un progetto che li vedeva protagonisti della propria esistenza. Un impegno che è proseguito negli anni, crescendo e seminando speranza in sempre più luoghi. Nei mesi scorsi, sul suo solco, Libera e Cittadinanzattiva hanno lanciato una petizione per estendere gli effetti della legge anche ai reati di corruzione( http://www.cittadinanzattiva.it/form_legge_corruzione.php?idpage=EBAAAAAA ). E' una nuova sfida che prosegue quella di 10 anni fa.
Libera è nata il 21 marzo, da sempre simbolicamente giorno d'inizio della primavera, stagione del risveglio e della rinascita della natura. Per non dimenticare e, anzi, ribadire il proprio impegno quotidiano contro le mafie, nel 1996 ( un anno dopo la nascita di Libera ) viene celebrata la I Giornata della "Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie". Quest'anno si celebrerà la X Giornata e si tornerà a Roma, come nel primo anno. In questa giornata Libera ribadisce la propria volontà di proseguire il cammino intrapreso quel 21 marzo di ormai 10 anni fa. Non è un momento di celebrazione, né di semplice retorica del ricordo. E' innanzitutto la giornata dell'impegno, impegno in prima persona di tutti i partecipanti, nella lotta alle mafie e l'affermazione della legalità. Nelle scuole italiane una delle materie "cenerentola" è l'educazione civica. L'educazione dei ragazzi al rispetto, alla legalità e alla giustizia. Dovrebbe essere al primo posto, è in uno degli ultimi. Libera, con un'impegno capillare, cerca di fare "educazione civica" costante. Uno dei momenti più densi di significato è la lettura dei nomi delle vittime della mafia ( l'elenco integrale è possibile leggerlo sul sito di Libera, http://www.libera.it/index.asp?idmenuliv3=153 ). Non è un momento celebrativo, assolutamente no. E' un ricordare l'impegno dei tantissimi che negli ultimi decenni hanno dato la vita in una lotta che è compito nostro portare avanti. Da Placido Rizzotto a Giuseppe Fava, da Peppino Impastato a Rocco Chinnici, e poi ancora, Rita Atria e Libero Grassi e tantissimi altri, tutti i nomi parlano ad ogni persona. Parlano di una esperienza, di una denuncia, di un esempio di cittadinanza attiva e responsabile, di un no all'omertà e all'illegalità, di un si alla libertà e alla giustizia. Ricordandoli, ognuno di noi prende a sua volta un impegno. Quello di non dimenticarli, ma soprattutto di farli propri. Di proseguire nella scuola, nell'università, nei luoghi del lavoro e dell'agire quotidiano la loro opera. Di fronte a tutti loro abbiamo un debito di riconoscenza. Un debito che possiamo ripagare, parzialmente, solo proseguendo quell'impegno, senza lasciarlo cadere nel vuoto. Questo è il senso della giornata. In questi giorni uno spot viene trasmesso in televisione per informare della X Giornata. Nello spot vediamo una bambina ricomporre un fiore distrutto e frantumato. Senza falsi pudori e retorica, ammetto che mi sono commosso nel vederlo. E' uno spot bellissimo, che meglio di qualunque dichiarazione, lancia un messaggio. Il fiore frantumato è la speranza, che ogni assassinio, ogni attentato, strage, vuole distruggere. Ma la speranza rifiorisce ogni volta, se noi lo vogliamo. Ad ogni nuovo atto della barbarie mafiosa abbiamo il compito di proseguire sulla strada dell'impegno civile e sociale. Per non lasciare morire la speranza. Il 21 marzo non è stato scelto a caso. Sul sito ufficiale di Libera ( http://www.libera.it/index.asp?idmenuliv2=55 ) vi è infatti scritto: "Nel giorno in cui la natura rinasce, Libera ricorda che un’azione antimafia non può dimenticare l’esempio di coloro che hanno pagato con la vita la loro onestà e correttezza civile. Come il rigoglio della primavera esprime anche la memoria della semente morta per dare spazio alla nuova vita, così ogni nuovo passo sulla strada della legalità è possibile a partire da quei passi che sono stati stroncati su quella medesima strada, ogni nuovo diritto conquistato è possibile da quei diritti che sono stati calpestati. ... Le vittime delle mafie, tuttavia, non vanno soltanto ricordate: l’esempio che esse portano va anche accolto e vivificato, progettando apertamente un cammino di legalità e coinvolgendo la collettività su di esso. La Giornata, è il modo per affermare che ci siamo, che vogliamo fare la nostra parte. Non per essere "eroi" ma per essere pienamente cittadini, con diritti e doveri, capaci di solidarietà, rispettosi della legalità.
Come il rigoglio della primavera è anche promessa di un raccolto in estate, così la legalità ha bisogno di impegni concreti."
Quell'impegno deve essere il nostro, quei nuovi passi possibili devono essere i nostri. Quest'anno si ripartirà da Roma, così come negli anni scorsi da Niscemi, Reggio Calabria, Corleone, Casarano, Torre Annunziata, Nuoro, Modena e Gela. Ma bisognerà continuare in tutte le nostre città, i nostri paesi. Tutti i giorni.
Nessuno può fare tutto ma tutti possiamo fare qualcosa ...

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