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Minacce, insulti e aggressioni fisiche a operatori dell'informazione durante le proteste di questi giorni dei tassisti
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Inizia presto, alle 10.30 del mattino. Te ne accorgi subito che il
clima è molto brutto. In mezzo a migliaia di tassisti esasperati si
aggirano le squadre della "curva nord", ingaggiate come "servizio
d'ordine". Ti scrutano, ti si avvicinano, ti minacciano senza tanti
giri di parole. Al Circo Massimo, luogo di appuntamento del popolo
delle "auto bianche", arriva Paolo Foschi, cronista del Corriere della
Sera, in motorino. Parcheggia e proprio mentre sta legando lo scooter
si sente chiamare; si gira e riceve due pugni al volto. Per fortuna
non ha legato ancora il motorino e, in qualche modo, riesce a
scappare. Bilancio: un occhio nero e sei giorni di prognosi. Per aver
scritto quello che è evidente: il popolo dei tassisti (in particolare
romani) si è fatto abilmente cavalcare dalla destra estrema e le
manifestazioni sono pesantemente infiltrate da gruppi di esagitati e
di veri e propri picchiatori "prezzolati". E ancora: venerdì scorso
era stato già minacciato e seguito dopo essere intervenuto in difesa
di due colleghi di una radio che erano stati "amichevolmente" presi a
calci e bottigliate.

Il clima è pesante. Fotoreporter, giornalisti, operatori (fra i quali
mi ritrovo anch'io) sono il bersaglio continuo di minacce, insulti,
addirittura tentativi di furto, spinte. Non sono casi isolati: dallo
stesso pulmino dell'organizzazione (dove siedono beati strabilianti
leader dei raider capitolini con tanto di tatuaggio della Decima Mas
sull'avambraccio) partono slogan rassicuranti come "Giornalisti
terroristi", "metteremo Roma a fuoco", etc etc... Non parliamo dei due
poveri sindacalisti della Cisl che provano a prendere la parola. Chi
non inneggia all'incendio di Roma e cerca un qualche possibile punto
di incontro (e non saluta romanamente) oggi rischia di brutto.

Un breve corteo e questi "pacifici manifestanti" (a piazza Venezia si
notano anche passaggi di bombe carta, tondini di ferro e sassi)
raggiungono piazza S.S. Apostoli. Nel pomeriggio ogni tanto parte la
caccia all'uomo (o un passante esasperato che protesta, o un abusivo -
o presunto tale - che passa incautamente per via IV novembre): sono
sempre loro, i tipi della curva, il servizio d'ordine a pagamento, che
stazionano in gruppetti in vari punti strategici. Se appena tenti di
filmare anche da lontano una di queste "azioni democratiche" ti
ritrovi qualcuno addosso che urla e minaccia. Quello che verso le sei
del pomeriggio è venuto addosso a me non era "uno del servizio
d'ordine": era un tassista (giovane) con bandiera del 3570. Passa
alcuni minuti a minacciarmi. Grazie al cielo sono a due metri da un
cordone della polizia. Alla fine me ne devo andare. Da quel momento
verrò sempre seguito.

Il pomeriggio trascorre così. Ti tieni lontano, guardi i movimenti dei
vari gruppetti, ti fai insultare. Poi alle 10 la notizia che il
governo ha ceduto. Cori da stadio, saluti romani. Filmo e me ne vado.
Sconcertato.

Con alcuni amici e colleghi non ci nascondiamo che non prenderemo mai
più tranquillamente un taxi in questa città.

Non so se sia un boicottaggio "politico", lo sarà sicuramente di
necessità

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