Aggredito Paolo Foschi, fotoreporter del Corriere della Sera

Chi è salito sul taxi?

Minacce, insulti e aggressioni fisiche a operatori dell'informazione durante le proteste di questi giorni dei tassisti
20 luglio 2006
Pietro Orsatti

Inizia presto, alle 10.30 del mattino. Te ne accorgi subito che il clima è molto brutto. In mezzo a migliaia di tassisti esasperati si aggirano le squadre della "curva nord", ingaggiate come "servizio d'ordine". Ti scrutano, ti si avvicinano, ti minacciano senza tanti giri di parole. Al Circo Massimo, luogo di appuntamento del popolo delle "auto bianche", arriva Paolo Foschi, cronista del Corriere della Sera, in motorino. Parcheggia e proprio mentre sta legando lo scooter si sente chiamare; si gira e riceve due pugni al volto. Per fortuna non ha legato ancora il motorino e, in qualche modo, riesce a scappare. Bilancio: un occhio nero e sei giorni di prognosi. Per aver scritto quello che è evidente: il popolo dei tassisti (in particolare romani) si è fatto abilmente cavalcare dalla destra estrema e le manifestazioni sono pesantemente infiltrate da gruppi di esagitati e di veri e propri picchiatori "prezzolati". E ancora: venerdì scorso era stato già minacciato e seguito dopo essere intervenuto in difesa di due colleghi di una radio che erano stati "amichevolmente" presi a calci e bottigliate. Il clima è pesante. Fotoreporter, giornalisti, operatori (fra i quali mi ritrovo anch'io) sono il bersaglio continuo di minacce, insulti, addirittura tentativi di furto, spinte. Non sono casi isolati: dallo stesso pulmino dell'organizzazione (dove siedono beati strabilianti leader dei raider capitolini con tanto di tatuaggio della Decima Mas sull'avambraccio) partono slogan rassicuranti come "Giornalisti terroristi", "metteremo Roma a fuoco", etc etc... Non parliamo dei due poveri sindacalisti della Cisl che provano a prendere la parola. Chi non inneggia all'incendio di Roma e cerca un qualche possibile punto di incontro (e non saluta romanamente) oggi rischia di brutto. Un breve corteo e questi "pacifici manifestanti" (a piazza Venezia si notano anche passaggi di bombe carta, tondini di ferro e sassi) raggiungono piazza S.S. Apostoli. Nel pomeriggio ogni tanto parte la caccia all'uomo (o un passante esasperato che protesta, o un abusivo - o presunto tale - che passa incautamente per via IV novembre): sono sempre loro, i tipi della curva, il servizio d'ordine a pagamento, che stazionano in gruppetti in vari punti strategici. Se appena tenti di filmare anche da lontano una di queste "azioni democratiche" ti ritrovi qualcuno addosso che urla e minaccia. Quello che verso le sei del pomeriggio è venuto addosso a me non era "uno del servizio d'ordine": era un tassista (giovane) con bandiera del 3570. Passa alcuni minuti a minacciarmi. Grazie al cielo sono a due metri da un cordone della polizia. Alla fine me ne devo andare. Da quel momento verrò sempre seguito. Il pomeriggio trascorre così. Ti tieni lontano, guardi i movimenti dei vari gruppetti, ti fai insultare. Poi alle 10 la notizia che il governo ha ceduto. Cori da stadio, saluti romani. Filmo e me ne vado. Sconcertato. Con alcuni amici e colleghi non ci nascondiamo che non prenderemo mai più tranquillamente un taxi in questa città. Non so se sia un boicottaggio "politico", lo sarà sicuramente di necessità

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