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intervista al Ministro Antonio Di Pietro

Andare avanti,andare avanti, andare avanti...

5 ottobre 2007 - Nadia Redoglia

Qualche particolare (invero assai pochi) trasmesso dai media sulle inchieste del PM De Magistris di Catanzaro, ha certamente raccolto almeno un punto interrogativo tra i più. Tra quelli definiti dalle istituzioni “neo prevenuti anti politici” più di uno. I ragazzi, figli scafati di quel sud martoriato e martirizzato, quelli del “e adesso ammazzateci tutti” hanno fatto in fretta a tirar somme quando hanno imparato che il Ministro di Giustizia Mastella, supportato da leggi ex novo, ha ritenuto a sua discrezione di chiedere il trasferimento del PM e così questi ragazzi, scafati appunto, dopo aver condensato il tutto nello slogan “e adesso trasferiteci tutti”, si sono opposti e l’hanno fatto talmente bene che i canali d’informazione nazionali non hanno potuto astenersi dal trasmettere le loro voci. Michele Santoro le ha sapute raccogliere e mandare in onda coadiuvandole con domande che i più vogliono porre. Qualche risposta è stata ottenuta e la si è potuta ottenere grazie esclusivamente a contraddittori autentici (condizione essenziale perché il palinsesto potesse reggere) e non artefatti. Ci pare il caso di ascoltare un’altra voce, quella di un Magistrato che qualche anno fa, in altro modo, in diverso contesto socio/storico/politico/economico, recise la conclamata prima repubblica.
Ascoltiamo Antonio Di Pietro che pur essendo Ministro delle Infrastrutture, nonché collega del Ministro di Giustizia protagonista della premessa, ha accettato di rispondere alle nostre domande probabilmente perché ha compreso che a noi interessava conoscere il suo pensiero proprio in questa vicenda che vede un suo ex collega determinato a far valere l’art. 3 della Costituzione: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge...

D: I cittadini sono stati informati dai mezzi di stampa che il Ministro della Giustizia ha rilevato che l'inchiesta del PM di Catanzaro Luigi De Magistris presenta "gravi anomalie" ha avuto "conseguenze disastrose sull'amministrazione della giustizia penale" gestendo il suo ufficio "in modo macroscopicamente inadeguato". Sono espressioni forti, peraltro non motivate che destano immediati punti interrogativi, ma anche preoccupanti sensazioni e spingono le menti pensanti a porsi alcuni perchè, visto che i motivi non si conoscono. Dato il Suo ben noto "occhio clinico" , date le innumerevoli manifestazioni di solidarietà da ogni parte, comprese quelle del partito che lei rappresenta ci spiega perchè, secondo lei, queste avvengono e quali sono le parti che non hanno interesse, invece, a manifestare la propria solidarietà al dottor De Magistris?
R: Ovviamente non è il caso di entrare nello specifico di quelli che sono i riscontri formali, non conoscendo gli atti. E’ però opportuno ribadire che i cittadini devono poter contare su un sistema giudiziario che non faccia sconti a nessuno e che possa nei limiti del consentito essere di pubblico dominio, vale a dire bisogna che i cittadini sappiano su che cosa e su chi si sta indagando. Se in Calabria si è sviluppato un fenomeno di grande solidarietà a De Magistris bisogna che ancora una volta le istituzioni si chiedano come mai e perchè non diano le risposte adeguate. Anche noi dell’Italia dei Valori siamo del parere che c'è bisogno di una Magistratura in Italia che come tutti i paesi democratici possa svolgere le proprie indagini senza alcun condizionamento e peraltro siamo certi che chiunque parta da una innocenza non può e non deve temere nulla.

D: Ha seguito la trasmissione “Anno Zero”? A questo proposito cosa ne pensa del modo in cui viene impostata l’informazione ai cittadini?
R: Non mi è stato possibile seguire la trasmissione, ho sentito qualche commento. Santoro è un giornalista in gamba, ma qui non si tratta di discutere su quella trasmissione o altre simili, noi dobbiamo poter contare su un sistema plurale dell'informazione e su giornalisti che siano liberi di informare i cittadini su tutto, un'informazione plurale vuole dire più voci anche partendo da punti diversi ma che diano un quadro d’informazione completo al cittadino, affinché questi possa trarre le sue conclusioni. Ben vengano quindi i Santoro, i Travaglio, e anche i Belpietro. Che ci siano informazioni a 360 gradi, ma che ci siano. Informazione libera da qualunque punto di vista, l’importante è che sia libera. Spetterà al punto di vista del lettore, del telespettatore decidere secondo i suoi criteri per poter trarre le conseguenze.


D: Il PM De Magistris è apparso in scena grazie al furor di popolo. Parliamo di questo e come esempio le porto l’attualissimo furor di popolo grillesco che conduce al trito e ritrito “Re nudo” Che ne pensa in proposito?
R: Ho sentito che Grillo ha in mente di fare un V-day a favore di De Magistris. Grillo, come comico e con modalità da comico…D: Mi scusi, in che senso, come comico? R: voglio dire come cittadino che esercita una professione, un mestiere come ciascuno di noi e dunque, quando ci esprimiamo, lo facciamo anche in virtù del mestiere che esercitiamo, dal che Grillo si esprime, simpatico turpiloquio compreso, com’è abituato a fare perché è il suo linguaggio ed è questo che è fondamentale. La politica è linguaggio di tutti e non di uno solo studiato ad hoc. Lui si è fatto portavoce o, meglio, megafono della società. Se con un V-day riesce a mettere insieme 400.000 persone che firmano un progetto di legge di iniziativa popolare significa che i cittadini sanno possono e devono, esprimere liberamente le proprie istanze. Grillo non fa altro che fornire loro un mezzo che è la rete attraverso cui veicolare le proprie richieste. Quindi Grillo, se dovesse inaugurare anche una manifestazione a favore di De Magistris e raccogliesse tanta gente intorno, allora vorrebbe dire che i cittadini hanno bisogno, anche in questo caso, di far sentire la loro voce. Questa non è antipolitica come qualcuno frettolosamente ha voluto definire in modo dispregiativo, ma è una politica diretta proveniente dal basso e quindi va rispettata pienamente.

D:Negli ultimi tempi notiamo l'esponenziale interesse dei giovani che con disinvoltura e comunque una coraggiosa presa di posizione pretendono giustamente di esprimere le loro opinioni e dissentono contro ogni forma di corruzione, non celando una specie di sfida che lanciano alle istituzioni. Come legge questa concretezza (più che ideologia) da parte loro: esasperazione, rabbia, amarezza, sconforto oppure, al contrario, una presa di coscienza a dispetto del lassismo dei loro ascendenti?
R: I giovani, a differenza di quanto si pensi, sono i precursori di fenomeni sociali e sbagliamo noi politici, ma non solo, a non ascoltarli. La politica italiana oggi è in grave ritardo su un cambio generazionale che si sarebbe già dovuto effettuare da molti anni. Oggi probabilmente assistiamo a un fenomeno nuovo di zecca. C'è sempre stato un modo vecchio di parlare: è vitale necessario dare spazio alle loro nuove intenzioni. Questo non significa affatto che i giovani vogliano buttare via il vecchio, chiedono però in modo determinato e senza proroghe di fare in modo che essi possano entrare in sinergia con la vecchia guardia. Un po’ come dire sinergia tra una saggezza comunque acquisita e il nuovo mondo ormai dettato dall’esistenza senza spazio e tempo. Oggi sono impegnato a Vasto, ma so che tutto il pianeta può sapere in tempo reale cosa sta succedendo qui, grazie a Internet, strumento che già ai tempi di tangentopoli mi ha dato un aiuto enorme.…Fino a pochi anni fa chi conosceva Vasto?
Mi unisco alla sua risata mentre gli chiedo l’ultima cosa D: Il famoso “resistere, resistere, resistere” pronunciato in altri tempi, motivi, condizioni è ancora valido oggi e, se si, come andrebbe riformulato? R: lo possiamo riformulare con “andare avanti, andare avanti, andare avanti”
Speriamo ci azzecchi dottor Di Pietro…

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