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Storie di straordinaria rinascita

Grazie al progetto Sharma molte donne acquisiscono
indipendenza economica e rispetto sociale
8 ottobre 2007 - Claudia Signoretti (Assistente Progetti Fondazione Pangea Onlus)
Fonte: da Persona a Persona 9/07 (www.pangeaonlus.org) - 01 ottobre 2007
Una beneficairia del Progetto Sharma Balika Basnet vive a Dang, un distretto molto povero nelle pianure del Terai, nel Nepal meridionale. Sposatasi all’età di 15 anni, Balika si ritrovò ben presto con tre figli e un marito molto più dedito all’alcool e al gioco d’azzardo che alla famiglia. Impegnata a provvedere da sola alla famiglia e al duro lavoro nei campi, la sera era costretta a subire le prepotenze e, spesso, l’ira violenta del marito ubriaco che la picchiava senza motivo. Balika trascorreva così le sue giornate per mesi, anzi per anni, fin quando, venuta a sapere che era stato aperto un Centro Donna proprio nel suo distretto, andò a incontrare Tulasa, la responsabile, alla quale raccontò la sua storia e i suoi problemi. Tulasa le propose di inserirsi in un gruppo di risparmio e così Balika iniziò, con grande entusiasmo, a partecipare a tutte le attività svolte nel Centro Donna. Dimostrando buone capacità nella gestione dei risparmi all’interno del gruppo, Balika ottenne dal Centro stesso un prestito di 20.000 rupie nepalesi (poco più di 200 euro) per avviare una propria attività di allevamento di bufali. In breve tempo tale attività cominciò a produrre buoni guadagni, con i quali Balika non solo ha potuto restituire il prestito nei tempi prefissati, ma ha anche iniziato a mettere da parte qualche risparmio per la propria famiglia.
Il successo di Balika ha innescato un’enorme trasformazione anche nel marito, che non solo ha smesso di bere e di giocare d’azzardo, ma ha iniziato a prendersi cura della famiglia e a dedicarsi a lavori socialmente utili nel proprio villaggio. Incoraggia la moglie a partecipare alle attività del Centro ed è diventato convinto sostenitore dell’importanza di una partecipazione attiva delle donne all’interno della comunità.
Sita Adhikari ha 35 anni ed è la quinta moglie di un uomo che ha esattamente il doppio della sua età. Anche lei, come Balika, aveva un marito alcolizzato e violento. Per mantenere la famiglia, Sita aveva venduto tutti i gioielli che le erano stati regalati dai genitori per le nozze e con il ricavato aveva aperto un negozietto per la vendita di generi alimentari. Ma la disonestà di un abitante del villaggio, che acquistò da lei un sacco di riso a credito, con l’impegno disatteso di pagarlo il giorno successivo, fece immediatamente fallire l’attività appena intrapresa. Presso il Centro Donna anche Sita ha potuto contare sull’appoggio di altre coetanee dal vissuto simile al suo e, ricevuto un microcredito, ha potuto ritentare un’attività commerciale, aprendo un piccolo negozio di tè. Ora dichiara con orgoglio (e con grande riconoscenza verso le amiche del Centro che l’hanno aiutata) di essere riuscita finalmente a realizzare i suoi sogni: garantire un’istruzione a entrambi i figli e godere del supporto e della stima del marito, che ora l’aiuta sia nelle faccende domestiche che nel lavoro del negozio.
Il fattore economico, unito all’amicizia e alla solidarietà delle altre donne e agli incontri formativi offerti dal Centro non solo hanno aiutato sia Balika che Sita a ritrovare sicurezza in sé stesse e nelle proprie capacità, ma hanno cambiato radicalmente le loro vite: le due donne hanno imparato a gestire efficientemente i propri guadagni e risparmi, hanno migliorato i rapporti con la propria comunità, hanno conquistato la stima e la fiducia dei propri mariti e famiglie.

Le vicende di Balika e Sita sono due delle tante storie di ordinaria povertà ma anche di straordinaria rinascita delle donne coinvolte nel progetto Sharma, che Fondazione Pangea sta realizzando in collaborazione con la nepalese Women Foundation in cinque distretti nel sud del Nepal.
Il progetto ha permesso l’apertura di cinque Centri Donna, luoghi di aggregazione e socializzazione. Per ogni Centro sono state selezionate tre responsabili che vengono formate sulla gestione delle varie attività. Al termine di questa formazione, che prevede corsi di contabilità, gestione del microcredito, “genere e sviluppo”, nonché consulenza psicologica e legale, le responsabili tornano nei propri distretti per essere, a loro volta, formatrici e trasmettere alle altre donne quanto hanno appreso.
Sotto la guida delle responsabili, presso i Centri si organizzano incontri di sensibilizzazione e informazione per la comunità su varie tematiche tra cui i diritti umani, la violenza domestica, i diritti legali, il traffico di donne e di minori, la recente guerra civile e il processo di pace. Inoltre si offre supporto psicologico e consulenza legale, mediazione familiare e all’interno della comunità, per le donne vittime di soprusi e violenza. Infine si tengono corsi di alfabetizzazione e di formazione professionale per rendere le donne in grado di svolgere un’attività autonoma, anche con la concessione di microcrediti per favorire il raggiungimento dell’indipendenza economica.
Ogni Centro è frequentato da un minimo di 100 a un massimo di 500 donne che, come Balika e Sita, hanno deciso di prendere in mano le redini della propria vita e cambiare il proprio destino. Donne coraggiose i cui sforzi e i cui successi restano solitamente in un anonimo silenzio.
Purtroppo è difficile contenere in queste poche righe le emozioni e la formidabile energia di queste donne, raccontare, senza correre il rischio di banalizzarle, le loro storie e la loro ferrea determinazione, cogliere come il percorso offerto dai Centri Donna sia stato un momento importante e decisivo per la loro vita. Tale cammino assume ancor più rilevanza se si pensa che s’inserisce nel contesto di una società fortemente patriarcale, in cui l’identità della donna si forgia secondo il ruolo che essa ricopre in relazione all’uomo - quello di figlia, moglie, madre - e in cui la cittadinanza si può acquisire solo a partire dai 16 anni. Ma deve essere un uomo a chiederla per conto della donna!
Note:

da Persona a Persona - Fondazione Pangea Onlus

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