Si può seguire la conferenza stampa live su FaceBook

Oggi Julian Assange riceverà la tessera onoraria del sindacato dei giornalisti italiani

Una parte significativa del giornalismo italiano si muove e prende posizione. Oggi alle 17.30, Julian Assange riceverà la tessera onoraria di Articolo 21, il sindacato nazionale dei giornalisti, presso la Federazione Nazionale della Stampa Italia (FNSI), Corso Vittorio 349 a Roma.
Patrick Boylan

Tessera onoraria di Articolo21 a Julian Assange

A ricevere per conto di Assange la tessera onoraria di Articolo 21 sarà Stefania Maurizi, la giornalista che per anni ha lavorato sui documenti di Wikileaks e che alla vicenda di Assange ha dedicato il volume “Il potere segreto”. Con lei saranno nella sede del sindacato dei giornalisti: il presidente Fnsi Beppe Giulietti; la portavoce di Articolo 21 Elisa Marincola; il presidente dei Garanti di Articolo 21 Vincenzo Vita; Riccardo Iacona ed Elena Marzano, che nella trasmissione “Presadiretta” di Rai3 hanno seguito i più recenti sviluppi del processo Assange; il giornalista e docente universitario Arturo Di Corinto. Durante l’incontro sarà proposto anche un contributo video di Furio Colombo.

L’iniziativa, coordinata da Roberto Natale, potrà essere seguita online sulla pagina Facebook di Articolo 21: https://fb.me/e/a6W4nYVPi

Tessera onoraria di Articolo21 a Julian Assange. Giovedì 9 dicembre alle 17.30 “Un’ora con…”

Articolo 21, l’associazione nata vent’anni fa per contribuire a tutelare la libertà di informazione e di cronaca, vuole dare un riconoscimento simbolico a Julian Assange, il giornalista australiano fondatore di WikiLeaks, ora detenuto nel carcere speciale londinese di Belmarsh dove la corte inglese deve decidere sulla richiesta di estradizione degli Stati Uniti: là lo aspetterebbe una carcerazione di 175 anni per un reato di spionaggio previsto da una legge del 1917.

A differenza di ciò che accadde nel 1971 con la divulgazione dei cosiddetti Pentagon Papers sulla guerra del Vietnam – che furono pubblicati dal New York Times e dal Washington Post – le rivelazioni sui conflitti in Iraq e in Afghanistan da parte di Assange sono nel mirino, fino all’inquietante cumulo di pene minacciato.

Chi si è battuto per fare emergere la verità rischia di concludere la sua vita (già ora precaria) in carcere, mentre i responsabili dei delitti di Stato coinvolti in quelle guerre vanno in giro per il mondo a tenere conferenze ben pagate.

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