Installati nel 1960, furono smantellati dopo la Crisi di Cuba

Le basi dei missili nucleari Jupiter in Puglia e Basilicata

Le basi erano 10, di forma triangolare, con tre missili ognuna. Nell'ottobre del 1961 furono colpite quattro testate nucleari da fulmini, e in due casi venne attivato il processo fisico-chimico preliminare all'esplosione (che non avvenne). Un museo della pace e della memoria è oggi possibile
22 dicembre 2019
Fonte: Da sito quellidel72.it sono state tratte sia le informazioni militari sulle dieci basi nucleari

Elenco delle basi missili dei nucleari Jupiter

La decisione dell'installazione questi i missili nucleari e di creazione delle basi di lancio nel sud dell'Italia, fra la Puglia e la Basilicata, venne confermata formalmente con l'accordo del 25 marzo 1959 fra Stati Uniti e Italia. Furono poi smantellati dopo la crisi di Cuba, nel 1963.

Base 1 Gioia del Colle (BA)

Base 2 Mottola (TA)

Base 3 Laterza (TA)

  • 1° Reparto I.S. - 58° Gruppo 
  • Località: Segnale Quintano (Masseria Gaudella)
  • Operativa dal 1° ottobre 1960
  • Coordinate 40°35'41.62"N  16°51'32.74"E

Base 4 Altamura A (Bari)

  • 2° Reparto I.S. - 59° Gruppo (maggio 1960-aprile 1961) 111° Gruppo (ridenominato tale dall'aprile 1961). Logistica unica per i gruppi 108° e 111°
  • Località: Casal Sabini
  • Operativa forse dal settembre 1960
  • Coordinate 40°48'46.41"N  16°38'7.01"E

Base 5 Gravina di Puglia (BA)

  • 1° Reparto I.S. - 60° Gruppo
  • Località: Vaccheria San Tommaso
  • Operativa dal 1 agosto 1960
  • Coordinate 40°45'32.39"N  16°22'52.25"E

Base 6 Altamura B - Quasano (BA)

  • 2° Reparto I.S. - 108° Gruppo. Logistica unica per i gruppi 108° e 111°
  • Località: Località: Murgia Ceraso
  • Operativa forse dal settembre 1960 
  • Coordinate 40°58'4.90"N  16°30'22.87"E

Base 7 Spinazzola (BT)

  • 2° Reparto I.S. - 109° Gruppo
  • Località: Ponte Impiso
  • Operativa dal 1° novembre 1960
  • Coordinate 40°57'43.24"N  16°10'54.53"E

Base 8 Irsina - Calle (MT)

  • 2° Reparto I.S. - 110° Gruppo
  • Operativa dal 1 dicembre 1960
  • Località: Macchia Orsini (Serra Amendola)
  •  40°42'14.31"N  16° 8'27.50"E

Base 9 Acquaviva delle Fonti (BA)

  • 2° Reparto I.S. - 59° Gruppo
  • Località: Masseria Cattiva (Via Scappagrano )
  • Operativa dal 1 gennaio 1961
  • Coordinate 40°55'23.11"N  16°48'28.27"E

Base 10 Matera

  • 2° Reparto I.S. - 112° Gruppo
  • Località: Masseria Santa Lucia
  • Operativa dal 1 marzo 1961
  • Coordinate 40°34'59.50"N  16°35'41.90"E

Fonte dei dati e loro riorganizzazione su Pinterest.

Jupiter nelle Murge, foto storica

La segretezza dei siti

La segretezza dei siti dove vennero installati i missili è testimoniata dalla comunicazione al parlamento in cui non venne appositamente dato alcun particolare circa la loro localizzazione, come si può leggere in questo libro.

"Il personale statunitense alloggia per la maggior parte a Taranto, a circa 50 minuti di auto da Gioia del Colle", si legge nel resoconto - oggi desecretato - della visita ai siti italiani Jupiter di A. G. James.

Gli incidenti

La dislocazione dei missili fu caratterizzata da una sicurezza alquanto precaria in quanto non vennero chiusi in bunker e non erano protetti da eventuali danni potessero essere prodotti nelle vicinanze. Ad esempio un MiG bulgaro si schiantò nelle vicinanze di una base, dopo un volo radente di spionaggio.

In quattro occasioni le testate nucleari vennero colpite da fulmini e la gravità degli episodi hanno inserito tali missili nella lista "nuclear accident".

October1961 – On four occasions between mid-October 1961 and August 1962, United States Air Force Jupiter IRBM mobile missiles carrying 1.4 megaton (5.9 PJ) nuclear warheads were struck by lightning at their launch sites near the Gioia Del Colle Air Base, Italy. In each case, thermal batteries were activated, and on two occasions, tritium-deuterium "boost" gas was injected into the warhead pits, partially arming them. After the fourth lightning strike on a Jupiter IRBM, the U.S. Air Force placed protective lightning strike-diversion tower arrays at all of the Italian and Turkish Jupiter IRBM missiles sites. These Jupiter missiles are sometimes called "The Other Missiles Of October". Their deployment in Italy and Turkey prompted the Soviet Union to place its missiles in Cuba in 1962, causing the Cuban Missile Crisis.

Fonte

Il 1961 fu un anno nero per gli incidenti nucleari, come evidenziano documenti recentemente desecretati grazie all'azione del giornalista investigativo Eric Schlosser.

Il MiG bulgaro

Il 17 gennaio 1962, un aeroplano di ricognizione MiG-17 bulgaro si schiantò contro un uliveto vicino a uno delle postazioni di lancio dei missili statunitensi Jupiter in Italia, dopo aver volato a bassa quota. Si trattò di un atteggaggio di fortuna di cui furono spettatori i contadini di Lamone (Acquaviva delle Fonti). Il pilota fu portato in ospedale e sopravvisse. Si chiamava Milusc Solakov e nel gennaio 1963 il ministro della Difesa Andreotti lo fece ritornare nella sua nazione, come scrisse l'Unità con un articolo sarcastico che sottolinea la volontà del pilota di non rimanere in Italia (si era vociferato di una sua fuga dalla Bulgaria). Un anno prima sempre l'Unità sosteneva che non si trattava di spionaggio asserendo che i missili visibili ai contadini e anche a chi passava con il treno Bari-Taranto.

L'idea di creare un museo della pace e della memoria

L'idea di fare della basi Jupiter un luogo della memoria fu proposto all'inizio della presidenza della Regione Puglia da un gruppo di associazioni (Comitati Alta Murgia, Centro studi Tor di Nebbia) e da esponenti della cultura ambientalista e pacifista come Piero Castoro. L'ascolto della Regione fu allora deludente e l'idea di creare un percorso culturale e turistico attorno ai temi della pace non decollò. Si trattava di acquistare a un prezzo irrisorio i terreni di varie basi Jupiter per creare un museo diffuso dedicato alla pace e al disarmo nucleare, ma nulla venne fatto. Fu messa i scena una rappresentazione teatrale.

L'idea di mettere in campo un percorso di questo tipo non è comunque caduta e potrebbe essere integrata nella progettualità dei parchi. Inoltre in ogni base potrebbe essere piantato l'albero di caki piantando i semi dell'albero sopravvissuto all'esplosione atomica di Nagasaki

 
Note: I LANCI

La 36^ Aerobrigata I.S. effettuò cinque lanci reali dal poligono di Cape Canaveral (Florida). Per questo scopo venivano inviati al poligono 2 equipaggi completi.

22 aprile 1961 Lancio effettuato dalla rampa LC26A con un missile Jupiter IRBM CM-209 che raggiunse un apogeo di 500 km (310 mn). Gli italiani lanciarono il primo di una serie di 12 missili verso un obiettivo prefissato a 1514 mn. Il missile impattò dopo circa .79 mn e 2.19 mn a destra dell'obiettivo. Il missile seguì la rotta programmata e raggiunse l'obiettivo entro le tolleranze previste. Il personale dell'Aeronautica effettuò il fuoco dopo i controlli di rito. lo scopo della missione ea di valutare la capacità operativa del'equipaggio addetto al lancio in condizioni di allarme operativo.

5 agosto 1961 Lancio effettuato dalla rampa LC26A con un missile Jupiter IRBM CM-218 che raggiunse un apogeo di 500 km (310 mn). Il fuoco fu effettuato alle 19.19 e 6 secondi verso est a 1516 mn. Il lancio era stato programmato per il 3 agosto ma fu posticipato a causa di problemi al cavo del carburante e di in microinterruttore della pompa del carburante. La missione ebbe esito positivo.

6 dicembre 1961 Lancio effettuato dalla rampa LC26A con un missile Jupiter IRBM CM-115 Il missile fu sparato alla 17.37 (22.37 GMT) e 24 secondi verso est a 1516 mn. Il missile seguì la traiettoria di volo prefigurata e raggiunse l'obiettivo entro i limiti di tolleranza previsti. La missione ebbe esito positivo.

1 agosto 1962 Lancio effettuato dalla rampa LC26A con un missile Jupiter IRBM CM-111 che raggiunse un apogeo di 500 km (310 mn).

23 gennaio 1963 Lancio effettuato dalla rampa LC26A con un missile Jupiter IRBM CM-106 che raggiunse un apogeo di 500 km (310 mn).

Fonte: http://www.quellidel72.it/sistema/jupiter/jupiter_6.htm

Per approfondimenti

La 36^ Aerobrigata Interdizione Strategica "Jupiter" di Antonio Mariani

Ufficio Storico A.M

Il volume, partendo dalle analisi politiche e strategiche che portarono all’installazione dei missili balistici nucleari in Italia, racconta la storia della 36^ Aerobrigata Interdizione Strategica “Jupiter”

Una pagina importante, ma poco conosciuta, di questo lungo periodo, che ha caratterizzato, nel bene e nel male, la storia del mondo dopo il secondo conflitto mondiale, è raccontata in questo volume da Antonio Mariani.

L'Italia nella guerra fredda. La storia dei missili Jupiter di Deborah Sorrenti
Editore: Edizioni Associate - 2003
Quest'opera analizza la partecipazione italiana alla guerra fredda nella condivisione delle armi nucleari con gli Stati Uniti, trattando appro-fonditamente gli aspetti sociali, politici e tecnici dell'installazione di missili a medio raggio sul territorio italiano alla fine degli anni Cinquanta.

Cfr. http://www.quellidel72.it/sistema/jupiter/jupiter_9.htm

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