Dalle pagine dello storico Erodiano

L'antimilitarismo popolare durante l'impero romano

Publio Elvio Pertinace fu proclamato imperatore il 1º gennaio 193 e regnò per tre mesi, prima di essere assassinato dai pretoriani il 28 marzo 193 dopo Cristo.
15 settembre 2020
Fonte: Tesi di dottorato di Giulia Cocchiara

"Gran parte dei cittadini si portava verso il campo in gran fretta, temendo
che i soldati fossero ostili all’avvento di Pertinace. Si credeva che i
pretoriani, avvezzi a servire un tiranno esercitando la violenza e la rapina,
non avrebbero visto di buon occhio un governo ispirato alla moderazione.
I cittadini dunque accorrevano in massa per costringere i pretoriani a
sottomettersi".

Erodiano

Pertinace, l'imperatore ucciso dai pretoriani dopo tre mesi perché contrario alle violenze dei soldati

Disprezzo e avversione sono diretti sia ai pretoriani sia ai legionari stanziati ai confini: essi solitamente gradiscono non la monarchia aristocratica, ma la tirannide; e amano i donativi sempre piú sostanziosi e la licenza di rapina e di violenza. Dopo il discorso del prefetto al pretorio Quinto Emilio Leto, che propone l’acclamazione di Pertinace, «i soldati (ovviamente, i pretoriani) erano incerti ancora e maldisposti; ma il popolo, rompendo gli indugi, acclamò Pertinace imperatore, chiamandolo padre e salutandolo con fausti auspici. Allora anche i soldati, costretti dalla superiorità numerica della folla (essi erano infatti pochi, circondati tutt’intorno dal popolo, e disarmati per la festa imminente) per quanto la pensassero in modo assai diverso, si unirono alle acclamazioni; riconobbero Pertinace come Augusto, e pronunciarono in suo nome i consueti giuramenti». Enunciato il suo programma di «un regime aristocratico, anziché una tirannide», Pertinace, tra i primi provvedimenti, «ordinò ai soldati di astenersi dalle violenze contro i civili; di non portare scuri, e di non percuotere chiunque incontrassero. Il suo programma era di ripristinare l’ordine e la disciplina…». Senato e popolo romano «erano contenti e ben presto, in seguito ai positivi atti di governo di Pertinace, manifestarono soddisfazione «tutte le province, i popoli alleati, e gli eserciti». «Dunque tutti si rallegravano, in pubblico e privatamente, per il nuovo governo moderato e pacifico. Ma nella felicità comune erano malcontenti i pretoriani, cui spetta il compito di scortare l’imperatore.
Poiché infatti si vietava loro di rapinare e di commettere abusi, ed erano costretti a una rigida disciplina, consideravano quel governo mite e umano come un’offesa e un oltraggio per loro, quasi fossero defraudati di un diritto alla violenza; e non si adattavano alla fermezza del nuovo governo; anzi, già dal principio si mostravano riottosi e insubordinati». Ben presto è
pronto l’humus della rivolta e della eliminazione di Pertinace: «…i pretoriani mordevano il freno, rimpiangendo le rapine, le violenze, l’incontrollata dissolutezza concesse loro sotto la precedente tirannide. Meditavano di eliminare Pertinace, che riusciva loro odioso per la sua severità, e cercavano un capo che potesse ricondurli alla sfrenata licenza di un tempo». Il 28 marzo 193, tre mesi dopo l’avvento, i pretoriani assassinarono Pertinace e, pochi giorni dopo, calmatosi il tumulto popolare, «proclamarono che l’impero era messo all’asta, promettendo di elevare al potere il maggior offerente e di portarlo al palazzo sotto la tutela delle loro armi». 

Note: Il testo è estratto dalla tesi di dottorato della dott.ssa Giulia Cocchiara
IL POTERE IMPERIALE NELLA CULTURA PAGANA E CRISTIANA SOTTO SEVERO ALESSANDRO
https://iris.uniroma1.it/handle/11573/1088714#.X2EVy2gzY2w
Le frasi virgolettate sono di Erodiano, storico greco probabilmente vissuto fra il 170 e il 255 d.C.

Articoli correlati

  • Pacifisti e testimoni di pace
    Storia della Pace
    Una selezione delle figure più importanti

    Pacifisti e testimoni di pace

    Le donne e gli uomini che si sono battuti contro le guerre e che hanno promosso la cultura della pace in Italia e nel mondo. Un elenco ordinato dalla A alla Z che comprende anche chi è stato perseguitato per le proprie idee nonviolente e per essere stati obiettori di coscienza.
    26 giugno 2021 - Alessandro Marescotti
  • Pablo Picasso, l’artista che ripudiava la guerra
    Storia della Pace
    I paladini della pace

    Pablo Picasso, l’artista che ripudiava la guerra

    Dipinse Guernica, dopo il bombardamento nazista del 1937. Quel quadro rappresentava in maniera plastica e simbolica l’orrore devastante della guerra. Mise la sua fama al servizio della pace e del disarmo. Celebri divennero le sue colombe della pace.
    11 luglio 2021 - Redazione PeaceLink
  • Victor Schoelcher, l’antischiavista
    Storia della Pace
    Paladini della pace

    Victor Schoelcher, l’antischiavista

    Lotta anche contro la pena di morte, per il miglioramento della condizione delle donne e per la protezione dei bambini. Durante la guerra franco-prussiana del 1870, si pronuncia a favore del pacifismo e dell’alleanza dei popoli.
    Redazione PeaceLink
  • Victor Hugo, lo scrittore visionario
    Storia della Pace
    Paladini della pace

    Victor Hugo, lo scrittore visionario

    Grande scrittore francese e intellettuale impegnato, Victor Hugo presiede il Congresso Internazionale della Pace che si tiene a Parigi nel 1849 e fa appello a una “fraternità europea”. Frase celebre: “Verrà un giorno in cui le pallottole e le bombe saranno sostituite dai voti”.
    Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)