Il contributo di Ada Alessandrini al movimento per la pace
Ada Alessandrini, nata a Terni nel 1909, è stata una figura di spicco con un profondo impegno pacifista e una vita dedicata alla difesa dei valori democratici e della pace. Laureatasi in lettere nel 1932 con una tesi sull'influsso di santa Caterina da Siena, ha successivamente approfondito le sue competenze presso la Scuola vaticana di paleografia diplomatica e archivistica dell'Archivio Vaticano, diventando vice direttrice della biblioteca Corsiniana nel 1942.
Durante la Resistenza romana, Ada si unì alla formazione partigiana "Democrazia del lavoro", svolgendo un ruolo cruciale nella diffusione della propaganda antifascista e nell'occultamento dei perseguitati politici e razziali. Fedele alla sua fede cattolica, dopo la liberazione si unì alla Democrazia Cristiana, ma lasciò il partito nel 1947 a seguito della rottura del Tripartito.

Ada Alessandrini fu cofondatrice del Movimento cristiano per la pace, contribuendo alla formazione del Fronte democratico popolare. Partecipò attivamente alla politica come membro della presidenza del Fronte e candidata alle elezioni del 1948. Successivamente, fu tra i promotori italiani del Movimento mondiale dei partigiani della pace nel 1949, impegnandosi in numerose iniziative a favore della pace attraverso comizi, manifestazioni popolari e sottoscrizioni.
Negli anni Sessanta, Ada Alessandrini dedicò tempo alla ricerca presso l'Accademia nazionale dei Lincei, pubblicando saggi e curando mostre documentarie. Tornò anche alla politica, impegnandosi nelle campagne per l'abrogazione della legge sul divorzio e sull'interruzione di gravidanza, pur comportando ciò le sue dimissioni dall'UDI.
Nei suoi ultimi anni, Ada si riavvicinò alle organizzazioni antifasciste e partigiane, mantenendo viva la sua passione per la difesa dei principi democratici e della pace. La sua lunga e variegata carriera testimonia il suo impegno instancabile per un mondo migliore, caratterizzato dalla giustizia sociale e dalla promozione dei valori umanitari

Articoli correlati
Protestanti che perseguitarono altri protestanti nel SeicentoIl pacifismo dei quaccheri perseguitati in America nel Seicento
Fra i quaccheri che fuggivano in America era radicata la convinzione che nessun protestante avrebbe potuto uccidere un altro protestante per motivi di coscienza. Ma non fu così. Perfino i capitani delle navi che li trasportavano vennero pesantemente sanzionati. Cerchiamo di ricostruire la storia.15 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Scheda storica su Smedley ButlerIl generale americano pluridecorato che divenne il più feroce oppositore dell'imperialismo
Nato negli Stati Uniti il 30 luglio 1881, partecipò a quasi tutti i conflitti militari dell'epoca. Ma da eroe si trasformò in critico intransigente delle guerre americane fino a scrivere un manifesto pacifista: "War is a racket"5 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Terzo secolo a.C.L'imperatore Ashoka che abbandonò le guerre di conquista
Al posto della conquista militare, Ashoka propose quella che chiamò "conquista mediante il Dhamma" (dhammavijaya), cioè la diffusione dell'esempio morale, della giustizia e della cooperazione. Governò gran parte dell'attuale India, Pakistan, Bangladesh e Afghanistan orientale.5 luglio 2026 - Redazione PeaceLink- Scheda 17 – Il “quieto vivere” degli intellettuali italiani
La Controriforma e il conformismo
Rielaborazione dal libro "Schede per una storia della pace e dei diritti umani", Alessandro e Daniele Marescotti, 200524 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network