"Qualcuno doveva fare un passo avanti", disse

L'agente della CIA che finì in carcere perché raccontò la verità sulla tortura

La storia di John Kiriakou è una di quelle che dovremmo conoscere tutti perché ci ricorda che la verità, anche quando scomoda, ha sempre bisogno di qualcuno disposto a raccontarla.
10 maggio 2026
Redazione PeaceLink

"Sono in pace con la mia decisione. Qualcuno doveva fare un passo avanti". Con queste parole, John Kiriakou si presentava al carcere federale nel 2013, pronto a scontare 30 mesi di reclusione. Era l'unico uomo, in tutto l'apparato di intelligence statunitense, a pagare un prezzo per il programma di tortura della CIA.

La sua colpa? Aver detto pubblicamente ciò che molti sapevano ma nessuno osava confermare: gli Stati Uniti torturavano.

La scoperta dell'orrore

Nel 2002, Kiriakou era un uomo di successo. Capo delle operazioni antiterrorismo della CIA in Pakistan, parlava arabo, aveva lavorato in 72 paesi e ricevuto dieci Exceptional Performance Awards. Fu lui a guidare l'operazione che portò alla cattura di Abu Zubaydah, un alto funzionario di al-Qaeda. Un eroe, per l'America post-11 settembre.

Poi venne a sapere cosa era successo dopo la cattura.

Abu Zubaydah (1) era stato sottoposto al waterboarding — la simulazione dell'annegamento — 83 volte. Non 35 secondi, come inizialmente gli era stato riferito. Non una volta. Ottantatré. John Kiriakou talking on prison survival and whistleblowing at the Disruption Network Lab, Berlin, 2017

L'uomo che ruppe il silenzio sulla tortura della CIA

"Nel 1946, gli Stati Uniti giustiziarono soldati giapponesi che avevano sottoposto al waterboarding prigionieri americani. Nel 1968, un soldato americano fu condannato a 20 anni di lavori forzati per lo stesso reato", racconta oggi Kiriakou . "La legge non è mai cambiata. Allora com'è possibile che dal 2002 al 2005 la tortura fosse magicamente legale? Non lo era. Stavamo commettendo crimini contro l'umanità".

Nel dicembre 2007, Kiriakou parlò. Concesse un'intervista alla ABC News e confermò pubblicamente l'esistenza del programma di tortura della CIA . Raccontò del waterboarding, delle prigioni segrete, della "lista della morte" — un comitato del Consiglio di Sicurezza Nazionale che ogni martedì decide chi uccidere .

L'impatto fu devastante. Per l'amministrazione Bush, che aveva sempre negato. Per la CIA, che aveva vissuto nella segretezza. E per Kiriakou stesso.

"Non riuscivo a dormire la notte", confessa.

La punizione

La risposta del governo non si fece attendere. Nel 2012, Kiriakou fu arrestato con l'accusa di aver rivelato a un giornalista il nome di un agente segreto coinvolto nel programma di interrogatori . L'accusa iniziale era ai sensi dello Espionage Act — la stessa legge usata contro i whistleblower come Daniel Hale e Chelsea Manning — ma fu poi ridotta. Alla fine, Kiriakou si dichiarò colpevole di violazione dell'Intelligence Identities Protection Act, una legge che non produceva una condanna da 27 anni .

La pena: 30 mesi di prigione. (2)

Ma il messaggio era chiaro. Come lui stesso disse: "In verità, questa è la mia punizione per aver denunciato il programma di tortura illegale della CIA e per aver detto al pubblico che la tortura era la politica ufficiale del governo americano" .

Nessun altro, tra coloro che la tortura l'avevano ordinata o eseguita, andò mai in carcere.

Kiriakou invece è finito in carcere, ha perso il lavoro e anche il diritto alla pensione. Dovrà lavorare fino alla morte per potersi sostenere.

Note: (1) Abu Zubaydah è ancora in carcere. Nonostante siano passati oltre 20 anni dalla sua cattura, si trova tuttora detenuto senza alcuna accusa formale nella prigione militare statunitense di Guantanamo Bay, a Cuba

(2) Vedere https://en.wikipedia.org/wiki/John_Kiriakou


Altre info su PeaceLink

Conosci gli eroi del nostro tempo perseguitati dal potere degli Stati Uniti? Loro necessitano della nostra solidarietà!

https://lists.peacelink.it/dirittiglobali/2021/09/msg00012.html

Articoli correlati

  • Una regia "atlantica" dietro la strage di Bologna del 1980
    Storia della Pace
    Il terrorismo di destra è stato supportato da uomini collegati alla Nato e della CIA

    Una regia "atlantica" dietro la strage di Bologna del 1980

    La sentenza parla di "cornice piduista" in una "prospettiva politica atlantista". Oltre al ruolo di Licio Gelli nella strage emerge infatti quello di Federico Umberto D’Amato, amico di Cossiga e affiliato alla P2, e già rappresentante del Ministro dell’Interno nel Comitato di Sicurezza della Nato.
    27 ottobre 2025 - Alessandro Marescotti
  • Julian Assange e i suoi sostenitori passano all’attacco
    CyberCultura
    Primo discorso in publico del cofondatore di WikiLeaks dopo anni di reclusione

    Julian Assange e i suoi sostenitori passano all’attacco

    A Strasburgo, a New York e a Londra, Assange e i suoi sostenitori cominciano a chiedere conto degli eventuali illeciti commessi dai governi responsabili dei 14 anni di persecuzione giudiziaria inflitti al giornalista australiano.
    27 settembre 2024 - Patrick Boylan
  • "Salvador Allende era un pacifista"
    Storia della Pace
    Le parole dello scrittore cileno Jorge Baradit Morales

    "Salvador Allende era un pacifista"

    "Era un pacifista che, nei momenti in cui trionfava la via armata, insisteva che la via era la pace e la democrazia. Oggi Salvador Allende è una figura mondiale al pari di Martin Luther King, Mahatma Gandhi e altri che 'in nome dell’amore' per l’umanità furono assassinati dai mercanti di morte".
    27 giugno 2024 - Alessandro Marescotti
  • Le ultime udienze di Julian Assange e ciò che potrebbero significare per la sua libertà
    CyberCultura
    Mobilitarsi per Julian, per la libertà di stampa e per il nostro Diritto di Sapere

    Le ultime udienze di Julian Assange e ciò che potrebbero significare per la sua libertà

    Il 20-21 febbraio 2024 potrebbero costituire l’ultima occasione per fermare l'estradizione di Julian Assange negli USA dove l'attende in practica l'ergastolo, ha esclamato Stella Assange su Substack, aggiungendo: “Perciò radunatevi fuori dal tribunale alle 8.30 di entrambi i giorni. Ora o mai più.”
    23 dicembre 2023 - Patrick Boylan
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.0.7 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)