Nacque nel 61 d.C. e morì nel 113 d.C.

Plinio il Giovane tra tolleranza e repressione

Intellettuale dell'impero romano, ricoprì la carica di console e di legato imperiale. Voleva trattare gli schiavi con umanità ma condannò a morte i cristiani.
Daniele Marescotti21 novembre 2004

Nipote dell’erudito Plinio il Vecchio, allievo di Quintiliano, esercitò l’avvocatura e intraprese il cursus honorum. Tra le mogli si ricorda l’ultima, la giovane Calpurnia, della quale possediamo alcune descrizioni.
Sotto il dispotico Domiziano assunse atteggiamenti di opposizione senza però scoprirsi troppo. Sotto l’imperatore Traiano, invece, Plinio ottenne diversi privilegi tra i quali il consolato e, successivamente, la carica di legato imperiale. Uno dei maggiore studiosi di Plinio il Giovane è Francesco Trifoglio che, pur essendo un appassionato del letterato latino, è costretto a dichiarare che “alla tentazione della vanità Plinio fu soggetto e non sempre seppe difendersene con sufficiente cautela”.

Il Panegirico

Il Panegirico (o Panegyricus) è il ringraziamento scritto rivolto a Traiano che aveva nominato console Plinio. Da quest’opera si può comprendere la concezione politica del neoconsole.
Secondo Plinio l’impero è necessario e ineluttabile e l’imperatore detiene il potere assoluto. Di questo potere egli può fare un buono o un cattivo uso. Compito del letterato è quello di suggerire all’imperatore uno “speculum principis”, un modello di sovrano al quale ispirarsi per condurre in maniera ottimale l’impero. Il registro linguistico, visto il fine, risulta quindi elevato.

L’epistolario

L’opera comprende 247 missive in nove libri. Plinio, con l’epistolario, è l’inauguratore di un nuovo genere: l’epistolario d’arte. Le lettere, pur trattando fatti reali e pur essendo destinate a persone vere, sono scritte per interessare e dilettare il pubblico. Questo ci porta a comprendere pienamente quanto inguaribile fosse la vanità di Plinio. Nelle epistole lo stile e il linguaggio si adattano ai temi trattati. Lo stile è vivace ma con signorilità, brioso, fatto apposta per piacere al lettore. La fatica di revisione di Plinio, ha dichiarato a tal proposito Francesco Trifoglio, ha portato ad una perfetta limpidezza dello stile.

Plinio e gli schiavi

In un’epistola (Epist.VIII, 16) Plinio il Giovane esprime umanità, affetto e rispetto per gli schiavi, polemizzando con chi li disprezzava. Tuttavia egli accetta il sistema schiavistico. Nell’epistola Plinio intende far mostra della sua umanità. Già Seneca aveva espresso delle considerazioni umanitarie a proposito della schiavitù. Plinio intende offrire, all’interno della propria “domus” quel rispetto e quella dignità che al di fuori non vengono garantiti. Al di là delle mura della casa la sua “humanitas” non può andare. E del resto, come Seneca, anche Plinio il Giovane non mette in discussione l’istituto stesso della schiavitù. Scrive Francesco Trigoglio: “Plinio è uno degli uomini più sensibili del suo tempo, ma è del suo tempo” (dal suo saggio “La personalità di Plinio nei suoi rapporti con la politica, la società e la letteratura”, Accademia delle Scienze di Torino,1972).

Plinio, i cristiani e i diritti umani

Plinio, in qualità di governatore di Ponto e Bitinia, in Asia Minore, scrive una epistola all’imperatore Traiano. In essa si chiede come trattare i cristiani che allora venivano condannati alla pena capitale semplicemente per il loro culto: esisteva dunque il reato d’opinione. Solo qualora i cristiani avessero rinnegato la loro fede sarebbero stati rilasciati. Mentre, come scrive Plinio stesso, “se perseveravano, ordinavo che fossero messi a morte. Ero infatti ben convinto che, qualunque fosse l’argomento della loro confessione, almeno la loro caparbietà e la loro inflessibile cocciutaggine dovevano essere punite (…) Non ho trovato nulla, all’infuori di una superstizione balorda e squilibrata”.

Articoli correlati

  • Per sconfiggere la guerra, dimostriamo che un altro mondo è possibile
    Pace
    Eirenefest: non solo una fiera di libri, ma soprattutto un ambito di convergenza

    Per sconfiggere la guerra, dimostriamo che un altro mondo è possibile

    Mancano pochi giorni al via del primo Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza, un mega evento che si terrà a Roma dal 2 al 5 giugno prossimi: un tentativo di sfidare le radici della guerra - egoismo, violenza, sopraffazione - coltivando, tutti insieme, una convergenza di valori opposti.
    22 maggio 2022 - Olivier Turquet
  • Pace proibita? Esponenti della cultura, del giornalismo e dello spettacolo protestano
    Pace
    Un evento di Santoro e Vauro, dal vivo e in streaming

    Pace proibita? Esponenti della cultura, del giornalismo e dello spettacolo protestano

    Michele Santoro e Vauro Senesi riuniscono in nome della pace, lunedì prossimo (2 maggio) alle ore 21, esponenti della cultura, del giornalismo e dello spettacolo per "opporsi alla deriva verso il pensiero unico e la resa dell’intelligenza" davanti agli orrori della guerra in corso in Ucraina.
    28 aprile 2022 - Patrick Boylan
  • Nelle onde della storia
    Cultura
    Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel per la Letteratura 2021

    Nelle onde della storia

    L'opera di Abdulrazak Gurnah descrive in che modo il colonialismo e la perdita della terra natale lacerano l'essere umano. La prosa del Premio Nobel è sobria e introspettiva
    14 ottobre 2021 - Karsten Levihn-Kutzler
  • Victor Schoelcher, l’antischiavista
    Storia della Pace
    Paladini della pace

    Victor Schoelcher, l’antischiavista

    Lotta anche contro la pena di morte, per il miglioramento della condizione delle donne e per la protezione dei bambini. Durante la guerra franco-prussiana del 1870, si pronuncia a favore del pacifismo e dell’alleanza dei popoli.
    Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)