Moderna

Dal 1492 al 1789
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  • Anche i "grandi pensatori" predono le loro cantonate

    Socialisti: chi disse "né un uomo né un soldo" e chi appoggiò il colonialismo

    Antonio Labriola, teorico italiano del marxismo, giunse a giustificare il colonialismo. Labriola fu molto apprezzato per la sua interpretazione non dognatica del materialismo storico, tuttavia non ebbe le idee chiare su una questione così importante. Invece il socialista Andrea Costa fu chiaro: “Per continuare le criminose pazzie africane noi non daremo né un uomo, né un soldo”.
    21 agosto 2004 - Alessandro Marescotti
  • Il mitizzato presidente scatenò la Guerra contro il Sud per ragioni economiche. L'antischiavismo? Un pretesto

    Lincoln: "Non sono per l'uguaglianza con i negri"

    Fu contro lo schiavismo ma a favore della segregazione razziale. Il "Proclama di Emancipazione degli Schiavi" non portò una reale eguaglianza.
    26 luglio 2004 - Documento storico
  • Gaspar Yanga, il primo schiavo africano che liberò i suoi compagni
    2004: Anno mondiale contro la schiavitù

    Gaspar Yanga, il primo schiavo africano che liberò i suoi compagni

    Nel 1570 cominciò in Messico una vicenda di cui i nostri libri di storia non hanno mai parlato. Eppure è l’avventura vittoriosa di un gruppo di schiavi che si liberò e fondò una comunità autonoma. Una storia cominciata con le armi e finita con un accordo di pace.
    6 luglio 2004 - Daniele Marescotti
  • Il metodo scientifico verso il disastro ecologico

    Riduzionismo cartesiano, metodo scientifico e disastro ecologico

    La bomba atomica dimostra la potenza gigantesca della "Méthode". Descartes avrebbe ben potuto cambiare il titolo della sua opera "Discorso sul Metodo per ben condurre il proprio ragionamento e cercare la verità nelle scienze" (titolo integrale) in "Discorso sul Metodo per diventare padrone e proprietario della Natura", tanto per citare un altro passaggio-chiave del "Discorso".
    1 marzo 2004 - Jean-Pierre Berlan*
  • Libri: Alle origini dell’etica ambientale. Uomo, natura, animali in Voltaire, Michelet, Thoreau, Gandhi
    Luisella Battaglia Dedalo ed. Bari 2002 pp.216.

    Libri: Alle origini dell’etica ambientale. Uomo, natura, animali in Voltaire, Michelet, Thoreau, Gandhi

    Intento di questo lavoro sembra, dunque, quello di sgombrare il campo da molti fraintendimenti e pregiudizi circa le nuove istanze della riflessione morale “estesa”.
    1 marzo 2004 - Maria Antonietta La Torre
  • Una storia del XVI secolo

    La ribellione di Gaspar Yanga: link su Internet

    E' una storia in cui gli schiavi hanno conquistato e difeso la loro salvezza con le armi. Hanno creato una loro citta' e per mantenere la loro liberta' hanno siglato un trattato di pace con la Corona spagnola. Una vicenda esemplare.
    20 febbraio 2004 - Daniele Marescotti
  • Illuminismo e pacifismo

    Jean-Jacques Rousseau e la pace perpetua

    Il Settecento è stato notoriamente il secolo delle utopie. Uno dei più frequentati temi di riflessione per i filosofi illuministi fu il progetto di una «pace perpetua» da raggiungere attraverso un governo mondiale. Che cosa rimane oggi della gloriosa tradizione di quel «pacifismo giuridico»?
    17 dicembre 2003 - Alessandro Ferioli
  • Le emergenze sociali nel Cinquecento e nel Seicento

    Quando i poveri invadevano le città

    Oggi gli immigrati, ieri i poveri e i "vagabondi". La storia si ripete in forme nuove ma simili.
    14 dicembre 2003 - Fernand Braudel
  • Un pacifista critica la Chiesa

    L’Elogio della follia: come mettere a nudo il potere religioso

    L’Elogio della follia, operetta satirica universalmente nota del grande umanista olandese, scritta nel 1509, con la quale egli colpí in modo caustico le nefandezze e le incongruenze della società a lui contemporanea, riserva ampio spazio al mondo ecclesiastico (papi, vescovi, teologi e monaci), criticandone con ironia i difetti e le contraddizioni.
    14 dicembre 2003 - documento storico
  • La mentalità del colonizzatore

    Cristoforo Colombo e la percezione degli indiani

    L’incapacità di comprendere le altrui culture e la convinzione della propria superiorità, sempre presenti nelle descrizioni di Colombo e degli altri viaggiatori e conquistatori, sono state messe a nudo dal semiologo bulgaro Tzvetan Todorov. Nelle seguenti pagine lo studioso rileva l’assimilazione al paesaggio ed alla natura dei nativi incontrati nelle scoperte dal navigatore genovese, e quindi la sottovalutazione delle loro religioni, culture e leggi – in sostanza della loro qualità di uomini civili.

    14 dicembre 2003 - Tzvetan Todorov
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