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Nichi Vendola: contro le mafie, insieme

«Chiedo scusa a nome delle istituzioni che rappresento»

«Non vi parlo come Nichi, ma a nome delle istituzioni che rappresento e vi chiedo scusa». E’ la prima frase che il presidente della Regione Puglia ha rivolto ai familiari delle vittime di mafia seduti nelle prime file sotto il palco di piazza della Libertà a Bari, dove si è conclusa la lunga marcia che con oltre 100mila persone
15 marzo 2008
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

La Puglia contro le mafie BARI – Lacrime e commozione sul palco di Bari allestito in piazza della Libertà per celebrare la Giornata della memoria per le vittime di mafia. Ha pianto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha chiesto scusa e perdono ai famigliari delle vittime. E piange don Ciotti che grida «basta», chiedendo alle istituzioni e a tutti di fare la propria parte.

«Non vi parlo come Nichi, che vi ha conosciuto da tanti anni, ma vi parlo a norme delle istituzioni e vi chiedo scusa». E’ la prima frase che il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha rivolto ai familiari delle vittime di mafia seduti nelle prime file sotto il palco di piazza della Libertà.

«Dobbiamo chiedervi perdono – ha detto con la voce rotta dall’emozione e le lacrime agli occhi mentre la gente lo applaudiva – per lo spettacolo indegno di complicità e protezioni, vi voglio chiedere scusa a nome di coloro che per una manciata di voti hanno costruito una rete di connivenze, scusa per coloro che dopo una condanna hanno festeggiato con i cannoli».

Durante la breve e accorata richiesta di perdono gridata da Vendola, i famigliari delle vittime si sono alzati in piedi, applaudendo, mentre Vendola sul palco continuava a piangere e ad abbracciare i parenti delle vittime di mafia che gli erano accanto.

Il momento di profonda commozione ha attraversato tutti i presenti sul palco, anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che ha abbracciato con forza e per lungo tempo il presidente della Regione Puglia in lacrime.

«Quanti siamo non importa» il presidente di Libera , don Luigi Ciotti non vuole indicare numeri per il grande corteo – si parla di oltre 100mila persone - che stamani ha percorso il lungomare di Bari nella 13esima giornata della memoria delle vittime di mafia.

«Ciò che importa – ha detto don Luigi Ciotti – è che sempre più nella coscienza il cambiamento ha bisogno del 'noi', delle scelte e dell’impegno del nostro sporcarci le mani: ci sono scuole, gruppi da tutta Italia, per la prima volta 30 paesi europei sono rappresentati, questa società responsabile si mette in gioco, oggi con noi ci sono centinaia di parenti delle vittime di mafia ma vogliamo ricordare anche le vittime sul lavoro, per il terrorismo e delle altre forme di violenza».

«Siamo a Bari che ha avuto tante vittime di mafia ma anche gli anticorpi per reagire» ha aggiunto e quindi, dopo aver ricordato la cooperativa agricola che lavora nel Salento su terreni confiscati alla criminalità organizzata, don Luigi Ciotti ha chiesto che non siano dimenticate le parole di Paolo Borsellino, anni fa nel momento di massimo successo di lotta alla mafia, in quei giorni di euforia, ha ricordato don Luigi Cioptti, Borsellino disse in modo profetico «attenzione alle perniciose illusioni».

Infatti, ha proseguito il presidente di Libera «ci vuole coerenza e continuità da parte di tutti, occorre colpire le alleanze, le compiacenze con il mondo degli affari, della finanza e della politica e i patrimoni mafiosi».

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