L’inquinamento delle falde uno dei principali problemi

Perché porsi oggi il problema delle falde di superficie e falde di profondità? E’ uno dei quesiti sollevati dall’iniziativa del Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua tenuta a Taranto. Con i decenni anche le falde di profondità sono state interessate causando un inquinamento notevole.
13 aprile 2008
Filippo Girardi
Fonte: Corriere del Giorno - 12 aprile 2008

- Da più di un secolo il clima è stato modificato dal crescente inquinamento prodotto dalle industrie e dallo sviluppo dei mezzi di trasporto. Gli interessi generali hanno finito per segnare nei fatti quelli di un ristretto numero di persone ed influenzare il corso della storia. I risultati di questa crescita selvaggia sono sotto gli occhi di tutti. Il futuro sarà contraddistinto dalla questione idrica. Il territorio tarantino con la presenza di un gigantesco insediamento industriale più grande del doppio dell’area della città, deve porsi oggi più che mai il problema delle falde acquifere di superficie e di profondità. Da un’attenta osservazione delle cartine idrogeologiche si nota che lo spartiacque sotterraneo passa pressappoco nella zona d’Ilva, precisamente dove sono ubicati gli altiforni, le cokerie, le centrali termoelettriche, in sostanza la cosiddetta area a caldo dello stabilimento. Lo sversamento d’apirolio, d’oli minerali usati dalle macchine, idrocarburi vari, residui di amianto nel suolo, hanno portato a fenomeni di contaminazione del sottosuolo, favorito dalla composizione calcarea, con una continua infiltrazione. Con i decenni anche le falde di profondità sono state interessate causando un inquinamento notevole. Da considerare che in epoche remote, studi approfonditi hanno certificato che nel sito dove oggi persiste lo stabilimento siderurgico esisteva una gran palude. Questa in pratica abbracciava anche il territorio dove ora è situato il cimitero comunale. Personalmente ritengo che il sindaco di Taranto dovrà, tra le tante emergenze, far monitorare anche la periferia orientale della città, le zone della salina grande, quella piccola, la zona Cimino. In accordo con il comune di San Giorgio occorre verificare le acque della sorgente Riso e dei pozzi circostanti (palude Cicoria). Inoltre occorre fare un’attenta analisi delle sorgenti del Mar Piccolo, delle Polle (fiume Cervaro, Galeso, Tara). 1) Investimenti Ilva per rifacimento rete idrica acquedotto Pugliese. 1) Dati sul consumo idropotabile delle acque dei pozzi artesiani e problematiche derivanti dalla “salinizzazione” della falda 3) Dati Arpa sulle campagne di monitoraggio 4) Riutilizzo irriguo (inserire anche riferimento normativo!) delle acque reflue in agricoltura Questa operazione deve essere concordata con la Provincia e la Regione che interverranno per mobilitare l’Arpa che consentirà di monitorare tutte le sorgenti. Tracce di diossina nell’acqua portano all’avvelenamento degli orti e vigneti coltivati nelle zone orientali della città sino alle propaggini della provincia. Considerazioni non azzardate visto che lo spartiacque sotterraneo dirige l’acqua sia a Nord della città che al Sud di essa. Questa a mio avviso è una delle emergenze del nostro disastrato territorio da affrontare con la dovuta priorità. Filippo Girardi

Articoli correlati

  • Non poteva continuare così, si doveva fermare
    Taranto Sociale
    Cosa ci ha mosso di così grave da affrontare una causa che avremmo potuto perdere?

    Non poteva continuare così, si doveva fermare

    Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.
    29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli
  • La sovranità sui dati è la condizione della democrazia nell'era digitale
    Taranto Sociale
    La app TarantoRespira ci permette di capire cosa stiamo respirando adesso

    La sovranità sui dati è la condizione della democrazia nell'era digitale

    Ad aprile 2026 il canale pubblico che ripubblicava il dato orario del benzene a Taranto — misurato ogni ora, anche da dentro l'area industriale — si è interrotto. Il dato non ha smesso di esistere. Semplicemente, chi quell'aria la respira non lo vedeva più. Nessun annuncio, nessuna spiegazione.
    24 luglio 2026 - Nicolas Moerynck
  • Dal caso ILVA al dataset aperto: il registro E-PRTR delle emissioni industriali
    Ecologia
    Dati, ambiente, intelligenza artificiale

    Dal caso ILVA al dataset aperto: il registro E-PRTR delle emissioni industriali

    Nel 2005 PeaceLink usò un poco conosciuto registro europeo per dimostrare che l'ILVA di Taranto era responsabile dell'8,8% delle emissioni di diossina di tutta Europa. Vent'anni dopo, quello stesso registro è stato liberato dal suo formato proprietario e reso disponibile su PeaceData.
    21 luglio 2026 - Francesco Iannuzzelli
  • Addio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
    Ecologia
    Pediatra, ricercatore e divulgatore scientifico

    Addio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento

    Burgio ha dedicato gran parte della sua vita a comprendere come l'inquinamento possa influire sullo sviluppo dei bambini, contribuendo a diffondere nel nostro Paese le conoscenze sull'epigenetica e sulle origini ambientali di molte malattie.
    6 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.8.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)