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Intervista ad Alessandro Marescotti

«Con i lavori che inquinano siamo destinati al declino»

Il Sole 24 Ore boccia Taranto
Ambiente a picco, città senza benessere
Taranto 96esima nella speciale classifica del BIL (BENESSERE INTERNO LORDO)
22 settembre 2009
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno - 22 settembre 2009

«Questa classifica non mi sorprende affatto. Taranto rientra in quella parte dell´Europa che ha un´economia basata su settori inquinanti e qui si ritiene, per tradizione e per inerzia, che questo tipo di sviluppo è l´unico che garantisce lavoro. Ma è vero esattamente il contrario». Alessandro Marescotti, anima di Peacelink, commenta i dati del «Sole 24 Ore» e scopre che Taranto raggiunge il punto più basso proprio in relazione alle emissioni di Co2.

Come va interpretato questo risultato?

«Taranto è una città destinata al declino se continua a incrementare la propria produzione nei lavori sporchi. Uno studio internazionale del Wwf evidenzia che la aziende che si basano su sviluppo ecosostenibile, mobilità sostenibile, servizi per efficienze energetica, producono 3,4 milioni di posti di lavoro, mentre i posti di lavoro basati sui settori inquinanti sono 2,8 milioni. In sostanza in Europa i lavori puliti battono i lavori sporchi. I primi sono destinati ad essere quelli che avranno sviluppo e che non saranno attaccati dalla crisi, anzi saranno spinti in alto dalla crisi. Sono lavori che risparmiano energia, che migliorano la qualità della vita e ci riferiamo quindi al Bil, al benessere interno lordo».
Taranto, 23 Novembre 2008
L´impatto ambientale della grande industria continua a essere sottovalutato?

«Domani c´è la proiezione in tutto il mondo del film "The age of stupid" (l´età dello stupido) dedicato proprio al problema del surriscaldamento del pianeta e sembra proprio riferirsi a Taranto perchè noi continuiamo a produrre in maniera massiccia Co2 e soprattutto abbiamo un tipo di sviluppo che è centrato sull´economia di alta produzione di inquinanti. Il film racconta la vicenda di un anziano signore nel mondo devastato del 2055, che guardando un archivio fotografico del 2008 si chiede: "Perchè non abbiamo arrestato il cambiamento climatico quando ne avevamo la possibilità?". L´uomo si rende conto che la gente, in particolare chi aveva il potere di decidere, ha sottovalutato il problema e non ha agito prima che fosse troppo tardi. Questo filmato verrà proiettato in tutto il mondo e sarebbe una cosa utile farlo vedere a chi ci governa e chi fa l´amministratore».

Allora, cosa fare?

«I settori che danno maggiori opportunità di lavoro sono quelli legati all´efficienza energetica, ai beni e servizi finalizzati all´incremento di efficienza e risparmio. Tutto ciò richiede ricerca, ci vuole un miglioramento della qualità dell´istruzione. Invece di investire nei settori inquinanti bisognerebbe investire in formazione, anche in formazione permanente con corsi serali, formazione dei lavoratori, riconversione delle proprie capacità professionali e quant´altro» .

E´ possibile istituire a Taranto un centro ambiente-salute?

«La proposta lanciata tempo fa dal direttore regionale dell´Arpa, Giorgio Assennato, è condivisibile. Sarebbe importante creare un centro di eccellenza che lavori su Taranto per monitorare la qualità ambientale e per progettare interventi di risanamento, un centro che sia un polo di eccellenza e che progetti il settore della ricerca».

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