La rassegnazione ora è tramontata
Egregio direttore,
una marea ha inondato Taranto, uno tsunami che viene dal profondo, un’onda pacifica ma gigantesca e destrutturate. Non è stata la manifestazione di un gruppo politico che cerca mediazioni o rappresentazione.
E’ un’altra cosa. I ragazzi lì presenti, tanti, sono stati i protagonisti, i veri padroni del loro futuro e chiedono conto al nostro presente, hanno preteso rispetto e dignità, vogliono ristabilire le regole della natura prima che sia troppo tardi. Nessuno può fermarli perché il futuro è loro per biologia e perché hanno dalla loro parte il tempo. Chiunque pensi di restare aggrappato al vecchio palazzo sarà sommerso da questa ondata alta e senza scampo.
E’ come una rivoluzione, dolce, improcrastinabile, della quale nessuno conosce lo sbocco ma che procederà per strade nuove, per arretramenti e avanzamenti, ma già da ora nulla sarà come prima. Nuove idee si affermeranno, nuovi modelli, nessuno sarà più la millesima parte di una moltitudine di mille persone, nessuno potrà ancora traguardare nella nostra comunità la rassegnazione come unico orizzonte.
Ognuno dovrà finalmente contare, sarà artefice di qualcosa per il proprio destino e per il destino di chi verrà dopo.
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