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Ci riserviamo una volta letti i pareri definitivi di intraprendere un'azione forte e rigorosa

AIA : INGIUSTIZIA è FATTA

L'AIA che sta per essere varata non è l'autorizzazione che contiene leprescrizioni obbligatorie per cui abbiamo lottato e per cui abbiamo inviato centinaia di pagine di osservazioni tecnicamente molto puntuali
6 luglio 2011
Altamarea

Altamarea in attesa di poter leggere il parere conclusivo sul rilascio dell'Aia per Ilva e facendo riferimento alle notizie che arrivano in queste ore non può che esprimere un parere assolutamente negativo e sdegnato su quella che sembra a tutti gli effetti l'ennesima ingiustizia alla città di Taranto e ai suoi abitanti.

Nei giorni in cui la Procura di Taranto ha avviato un'indagine meticolosa basata sul rapporto dei Carabinieri del Noe, nel quale si evincono diverse e diffuse emissioni pericolose, nel momento in cui era necessario essere assolutamente rigorosi sulla concessione di un Autorizzazione Integrata Ambientale ci ritroviamo ad assistere all'ennesimo compromesso che non risolve quasi per nulla i devastanti effetti derivati da un assedio inquinante al quale siamo sottoposti.

Giusto per fare un esempio dei tanti che si potrebbero portare sono di oggi i dati Arpa sul benzo(a)pirene.(apparsi oggi sul sito web dell'ARPA).  Pecore-Ilva

Sono tali da confermare l'allarme su questo pericoloso cancerogeno

Le analisi realizzate da Arpa per individuare sevi siano altre sorgenti di benzo(a)pirene oltre all'Ilva nell'area industriale hanno dato risultati inequivocabili. 

L'Arpa ha utilizzato la cosiddetta tecnologia"ventoselettiva" che consente non solo di misurare gli inquinanti ma anche di individuarne la provenienza. Grazie a questa tecnologia si è potuto finalmente chiarire che l'apporto inquinante dell'Ilva è assolutamente preponderanterispetto alla raffineria Agip, alla Cementir e alle altre industrie vicine.

Infatti la concentrazione di benzo(a)pirene, quando il vento soffia dall'Ilva verso il resto dell'area industriale, è di ben 4.46 nanogrammi a metro cubomentre quando il vento soffia in senso opposto (verso l'Ilva) la concentrazione crolla a soli 0,06 nanogrammi a metro cubo. Ricordiamo che nella vecchia legge sul benzo(a)pirene vi era un limite a 1 nanogrammo a metro cubo. 

E' assolutamente evidente che l'origine delbenzo(a)pirene nell'area industriale è l'Ilva. L'Ilva aveva contestato i dati Arpa (che attribuivano alla cokeria il 98% dell'origine del benzo(a)pirene nelquartiere Tamburi) ipotizzando che nell'area industriale vi fossero altresorgenti significative di benzo(a)pirene.

Questo dimostra che il parere istruttorioconclusivo dell'AIA dell'Ilva ha ignorato sostanzialmente la gravità del problema. 

L'AIA andrebbe resa molto più prescrittiva sulbenzo(a)pirene.Avevamo chiesto un limite emissivo dalla cokeria di 150 ng/m3dal piano coperchi che la commissione AIA tuttavia non ha accolto conmotivazioni inconsistenti.

In conclusione l'AIA che sta per essere varata non è l'autorizzazione che contiene leprescrizioni obbligatorie per cui abbiamo lottato e per cui abbiamo inviato centinaia di pagine di osservazioni tecnicamente molto puntuali. Ci riserviamo una volta letti i pareri definitiv, laddove confermassero i rumors di queste ore, di intraprendere un'azione forte e rigorosa.

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