Forti con i deboli, deboli con i forti
Si costituisce parte civile, in un processo penale a carico di persona imputata, chi si ritiene danneggiato dal reato commesso. Il Comune di Taranto ha scelto la costituzione di parte civile nel processo a carico di cittadini intervenuti per aiutare altri cittadini i quali avevano abusivamente occupato alcune case in via di assegnazione secondo il metodo della graduatoria degli aventi diritto. Colpa per la quale sono sottoposti a giudizio questi cittadini è il non essersi fidati delle graduatorie. Chi ha occupato gli alloggi, sia le famiglie, sia chi le ha aiutate. A proposito, voi vi fidate di queste graduatorie? Il reato loro imputato è violazione di una proprietà in via di assegnazione a privati. In ogni caso una semplice violazione della proprietà altrui. Nessuno ha riportato ferite. Nessuno ha riportato contusioni. Non è morto nessuno. Gli accadimenti di questi ultimi tempi vogliono che, di recente, il Comune di Taranto abbia ritirato la costituzione di parte civile in un procedimento penale a carico di un privato che per il personale arricchimento continua a inquinare l’aria che tutti noi respiriamo con grave danno per la intera popolazione. Malauguratamente qualcuno tra noi, lasciate le terrene cose, non può più lamentarsene. Malauguratamente qualcuno di noi, molto presto purtroppo, non potrà lamentarsene. Il grave reato continua ad essere ancor oggi reiterato. Il Comune di Taranto sapeva tutto questo e legittimamente ha chiesto e ottenuto la costituzione di parte civile divenendo il paladino della salute dei tarantini, il primo soggetto pubblico che abbia lanciato strali contro il colosso privato della siderurgia. Poi arriva il tempo delle elezioni. Una stagione in cui sugli interessi della collettività prevalgono gli interessi dei gruppi a fini elettorali. Riva e Fitto raggiungono uno strano accordo in cui l’onere della bonifica ricade sostanzialmente sulla comunità. Riva ringrazia e graziosamente dona 600.000 euro. Il Comune commosso gira, graziosamente, quei soldi alla squadra di calcio tarantina. Come è possibile notare, c’è un valzer di generose donazioni. La squadra è foraggiata, l’orgoglio calcistico di Taranto è salvo. Tutto bene? Diremmo di no. C’è tutto il sapore del liberarsi la coscienza e della platealità del populismo. La coscienza è a posto, andiamo alle elezioni. Non è questa la nostra interpretazione. Senza inseguire i comportamenti propagandistici, esaminiamo i fatti nella loro cruda realtà. Il Comune di Taranto aveva ed ha coscienza del grave danno che viene perpetrato ai danni dei cittadini. Questa volta ci sono ammalati gravi, morti, famiglie dilaniate, lavoratori infortunati, madri che piangono i giovani figli, fidanzate che hanno visto svanire il loro sogno di una famiglia con la persona amata. Bene, il Comune di Taranto, per un piatto di lenticchie, vende la dignità, l’orgoglio e la salute dei tarantini ad un privato che non ha altro fine che riempire le proprie tasche. Ma i cittadini possono stare tranquilli. Il Comune di Taranto, ma possiamo anche dire una cospicua parte del nostro ceto politico, benché esitante e contraddittorio sulla salute dei tarantini, non permetterà mai che un manipolo di “comunisti” occupi delle abitazioni. Forti con i deboli e deboli con i forti. Il diritto alla casa, è noto, vale per pochi, non per tutti.
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