Contributi annui ed entrate ordinarie per i comuni che subiscono la presenza di istallazioni e attività militari. Lo sancisce la legge dello Stato riconoscendo l'impatto della militarizzazione "sull’uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale".
Intervista a Antonio Bernini - Elfo Frassino, grossetano trapiantato in Piemonte per il suo amore per il progetto della Federazione di Damanhur, comunità spirituale e sociale sviluppatasi nella Val Chiusella. Dal 2004 è il presidente del Conacreis e dal 2009 è Sindaco del Comune di Vidracco. In questa veste l’ho intervistato, perché ci spieghi il tema del taglio ai piccoli comuni.
Cinquanta esperienze esemplari dell'intreccio tra richieste dei movimenti, pratiche sociali e politiche realizzate da comuni e province. altri modi«Comunità partecipate. Guida alle buone pratiche locali», un libro curato da Erika Lombardi e Grazia Naletto per manifestolibri
31 agosto 2006 - Mario Pianta
Legambiente e Provincia di Massa Carrara per Sostenibilità e Pace
Fu uno dei pochi vescovi argentini che si oppose alla giunta militare e pagò il suo coraggio con la vita sfidando le gerarchie della Chiesa fedeli a Videla, rimaste in silenzio nonostante le sue ripetute denunce
Tra repressione sociale, interessi delle oligarchie e subordinazione a Washington, il governo accelera la riforma dello Stato. Sindacati e opposizioni denunciano il tentativo di rendere irreversibile il modello neoliberista e aprire il Paese alla rimilitarizzazione statunitense
Anche Rossana Rossanda aderì al comitato che chiedeva la revisione del processo che aveva portato alle condanne dei neofascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini. E' allegata a questa pagina web la condanna definitiva.
Lo stordimento e l'incredulità lasciarono presto spazio alla graduale consapevolezza di un evento tremendo. "Le lenzuola trasportate dai soccorritori volontari contenevano persone o quel che ne rimaneva", ricorda ancora oggi. E' la storia di un sopravvissuto per un pugno di salamini e una pesca.
Nel 1978, durante il sequestro di Aldo Moro, via Gradoli 96 fu scelta come base operativa dalle Brigate Rosse. Un luogo che, come hanno ricostruito le indagini, era "marchiato" dai servizi segreti. Poi utilizzato dai neofascisti.
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