La situazione nella Siria nord-orientale sta degenerando a causa degli implacabili attacchi condotti dalla Turchia, guidata dal presidente Erdogan. Le principali città del Rojava sono teatro di manifestazioni di massa contro gli attacchi turchi. Ma la comunità internazionale rimane silente.
18 gennaio 2024 - Redazione PeaceLink
Il Paese delle donne presenta un'intervista di Laura Tussi
A dirlo, a margine di un convegno a Milano per la presentazione del libro "Riace, Musica per l'Umanità", è l'ex sindaco del comune calabrese Mimmo Lucano, soprannominato da allora "Mimmo dei curdi"
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L’iniziativa lanciata da varie organizzazioni democratiche curde per aprire un “corridoio” tra la Turchia e la Siria settentrionale, dove possa passare una Carovana con aiuti umanitari per la città-martire di Kobane, va senz’altro sostenuta politicamente e anche con raccolte di fondi e materiali.
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Un sondaggio dell' NDI rivela che dopo la distruzione del paese, malgrado un milione e mezzo di tombe, milioni di orfani, quattro milioni di sfollati e una carneficina che continua ogni giorno, da quasi un decennio - le cose stanno migliorando. Quasi da non crederci.
Sabato 4 settembre 2010 dalle ore 17,30 presidio presso il carcere di Benevento. Una corriera per Benevento partirà dalla Concattedrale di Taranto alle ore 13,30. Il costo del biglietto è di 10 euro a persona.
Mentre la Spagna sceglie di regolarizzare mezzo milione di migranti, la Finlandia risponde con muri, hub di rimpatrio e un contributo in denaro al posto della solidarietà. Due visioni del mondo inconciliabili.
Khamenei non era un leader democratico. Il regime opprime le donne, imprigiona i dissidenti, spara sui manifestanti nelle piazze. Ma l'Occidente che oggi dice di voler liberare il popolo iraniano è lo stesso che nel 1953 gli ha strappato la democrazia di mano con un'operazione della CIA.
Il 4 marzo 2026, alla Camera, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affermato: «Ad oggi non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi USA in Italia». Eppure, subito dopo, la maggioranza parlamentare ha votato una risoluzione che concede il via libera. Il silenzio di Mattarella.
Nel marzo 2025 PeaceLink aveva cominciato a ricostruire il tessuto produttivo di ogni regione allo scopo di scoprire l’esistenza di una filiera tecnologica e produttiva dedicata all’innovazione tecnologica militare. Oggi la situazione ha avuto una accelerazione inquietante.
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