La situazione nella Siria nord-orientale sta degenerando a causa degli implacabili attacchi condotti dalla Turchia, guidata dal presidente Erdogan. Le principali città del Rojava sono teatro di manifestazioni di massa contro gli attacchi turchi. Ma la comunità internazionale rimane silente.
18 gennaio 2024 - Redazione PeaceLink
Il Paese delle donne presenta un'intervista di Laura Tussi
A dirlo, a margine di un convegno a Milano per la presentazione del libro "Riace, Musica per l'Umanità", è l'ex sindaco del comune calabrese Mimmo Lucano, soprannominato da allora "Mimmo dei curdi"
. L’iniziativa lanciata da varie organizzazioni democratiche curde per aprire un “corridoio” tra la Turchia e la Siria settentrionale, dove possa passare una Carovana con aiuti umanitari per la città-martire di Kobane, va senz’altro sostenuta politicamente e anche con raccolte di fondi e materiali. .
Un sondaggio dell' NDI rivela che dopo la distruzione del paese, malgrado un milione e mezzo di tombe, milioni di orfani, quattro milioni di sfollati e una carneficina che continua ogni giorno, da quasi un decennio - le cose stanno migliorando. Quasi da non crederci.
Sabato 4 settembre 2010 dalle ore 17,30 presidio presso il carcere di Benevento. Una corriera per Benevento partirà dalla Concattedrale di Taranto alle ore 13,30. Il costo del biglietto è di 10 euro a persona.
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
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