Si propone un trattato sulla vita del frate Turoldo che fu poeta, filosofo, sacerdote, autore, e resistente nella lotta partigiana antifascista, come si può leggere nella prefazione della giornalista Laura Tussi - Campagna “Siamo tutti Premi Nobel per la pace con Ican” - e Fabrizio Cracolici
Guerino Dalola ha raccolto una serie di ricordi di chi ha lavorato con il religioso durante la Resistenza. Resoconto della Presentazione del Libro "Turoldo, Il Resistente" presso la Libreria Il Mosaico di Tirano
24 marzo 2021 - Laura Tussi
Recensione al Libro di David Maria Turoldo. Il Resistente
Piccola recensione ritmica di Renato Franchi & Gianfranco D’Adda, Musicisti, per il Libro "David Maria Turoldo. Il Resistente" di Guerino Dalola, con prefazione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici
Era un’amicizia forte, quella tra David Maria Turoldo e don Tonino Bello. Entrambi cercatori di futuro. Entrambi con radici solide e profonde nel passato, nella storia. E, accanto a loro, i poveri.
Fu uno dei pochi vescovi argentini che si oppose alla giunta militare e pagò il suo coraggio con la vita sfidando le gerarchie della Chiesa fedeli a Videla, rimaste in silenzio nonostante le sue ripetute denunce
Tra repressione sociale, interessi delle oligarchie e subordinazione a Washington, il governo accelera la riforma dello Stato. Sindacati e opposizioni denunciano il tentativo di rendere irreversibile il modello neoliberista e aprire il Paese alla rimilitarizzazione statunitense
Anche Rossana Rossanda aderì al comitato che chiedeva la revisione del processo che aveva portato alle condanne dei neofascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini. E' allegata a questa pagina web la condanna definitiva.
Lo stordimento e l'incredulità lasciarono presto spazio alla graduale consapevolezza di un evento tremendo. "Le lenzuola trasportate dai soccorritori volontari contenevano persone o quel che ne rimaneva", ricorda ancora oggi. E' la storia di un sopravvissuto per un pugno di salamini e una pesca.
Nel 1978, durante il sequestro di Aldo Moro, via Gradoli 96 fu scelta come base operativa dalle Brigate Rosse. Un luogo che, come hanno ricostruito le indagini, era "marchiato" dai servizi segreti. Poi utilizzato dai neofascisti.
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