Si propone un trattato sulla vita del frate Turoldo che fu poeta, filosofo, sacerdote, autore, e resistente nella lotta partigiana antifascista, come si può leggere nella prefazione della giornalista Laura Tussi - Campagna “Siamo tutti Premi Nobel per la pace con Ican” - e Fabrizio Cracolici
Guerino Dalola ha raccolto una serie di ricordi di chi ha lavorato con il religioso durante la Resistenza. Resoconto della Presentazione del Libro "Turoldo, Il Resistente" presso la Libreria Il Mosaico di Tirano
24 marzo 2021 - Laura Tussi
Recensione al Libro di David Maria Turoldo. Il Resistente
Piccola recensione ritmica di Renato Franchi & Gianfranco D’Adda, Musicisti, per il Libro "David Maria Turoldo. Il Resistente" di Guerino Dalola, con prefazione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici
Era un’amicizia forte, quella tra David Maria Turoldo e don Tonino Bello. Entrambi cercatori di futuro. Entrambi con radici solide e profonde nel passato, nella storia. E, accanto a loro, i poveri.
Un progetto organico per riconvertire i lavoratori dell’Ilva in attività di bonifica, adattamento climatico e risanamento ambientale. Con una base giuridica solida, fondi europei e clausole sociali negli appalti pubblici. Costa meno delle attuali perdite dell’Ilva e va sottratto al riarmo.
La giornata di ieri ha segnato un punto di svolta nella mobilitazione internazionale dei ragazzi e degli studenti, capaci di riempire le piazze delle principali capitali e città europee per gridare un secco "No" all'escalation bellica e alle politiche di tagli alla scuola e allo stato sociale.
Il Comune di Genova e la Regione Liguria diventino capofila degli enti locali italiani per l’acquisizione di autonomia e sovranità digitale. Se non ora quando?
Il numero lo abbiamo visto in TV durante la crisi istituzionale polacca. Ma l'atteggiamento dell'attuale ministro dell'Interno Piantedosi è oppositivo. Nel 2025 ha dichiarato pubblicamente più volte che la discussione sui numeri di identificazione è "del tutto inutile, persino provocatoria".
Una mobilitazione ampia e partecipata ha attraversato decine di città italiane. La convergenza tra studenti, lavoratori, portuali e movimenti civili (che già si è evidenziata nella chiamata alle piazze del 17 ottobre) indica la possibilità di costruire un fronte unitario contro l'economia di guerra.
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