Sono tutti quei popoli che consentono a pochi potenti lestofanti di opprimerli con la mistificazione dell'informazione, con falsi legislativi, amministrativi e sociali
A partire da Wall Street, giovani indignati hanno occupato le principali piazze di tutto il mondo. E i simboli dell’alta finanza e del potere economico.
Nuove forme di resistenze dal basso.
Una tolleranza di facciata consente a governi e a comunità locali di proseguire una guerra verbale tra sordi dominata da pregiudizi, arroganza del potere e interessi privati senza badare ai costi sociali che dovrà pagare una società in cui la morale e la dignità delle persone hanno ceduto il passo ai piccoli interessi immediati dell'economia.
Mentre si desorienta lo spirito critico della gente con luci e rumori e si disperdono con il business le nascenti riprese di democrazia, si celebra a Barcellona il congresso delle Smarts Cities, città innovative in ambito ambientale.
Intervista a Lorenzo Marsili, direttore di European Alternatives, e promotore di un forum di tre giorni - dall'10 al 12 febbraio - al Teatro Valle di Roma su "Reddito, Beni Comuni, Democrazia. Dalle campagne europee all'affermazione di un’Europa alternativa"
Come il mondo ha armato la repressione in Medio Oriente: un rapporto di Amnesty International denuncia la vendita di armi utilizzate oggi contro popolazioni che chiedono libertà e democrazia.
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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