"Nell’era nucleare gli uomini debbono elaborare una nuova mentalità politica, una nuova concezione della pace, che sia una garanzia certa di sopravvivenza dell’umanità."
Freddata con dei colpi di pistola, nella sua casa a Mosca. Una voce critica nei confronti del Cremlino, una voce libera sulla torbida guerra in Cecenia. Il primo di una serie di materiali che Osservatorio dedicherà alla giornalista russa
«I media tra i cittadini e il potere». Gore Vidal, Mikhail Gorbaciov e Manuel Castells analizzano lo stato (piuttosto deplorevole) dell'informazione in un incontro nell'isola veneziana di San Servolo
Non è “politically correct” ricordare Antonio Russo, il nostro splendido amico ed ex Vicepresidente assassinato in Georgia. I “grandi” del mondo non ne vogliono parlare.
La relatrice ONU vede riconosciuta la libertà di parola da un tribunale USA, ma paga ancora il prezzo delle ritorsioni di Trump. L’Europa è chiamata a scegliere da che parte stare.
La guerra è stata presentata all'opinione pubblica come una "missione di pace" e buona parte della sinistra italiana l'ha anche sostenuta con convinzione. Eppure circolavano foto eloquenti di corpi carbonizzati, teste fracassate, soldati occidentali che posavano sorridenti accanto a cadaveri.
Quando i parlamentari italiani nel 2001 votarono a favore dell’intervento militare, chi avrebbe immaginato che i soldati della Nato sarebbero stati bersagliati proprio da soldati afghani alleati che avrebbero dovuto combattere i talebani?
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