Dobbiamo decelerare il passo perché la nostra terra torni a essere arca di pace piuttosto che arco di guerra, come tanto desiderava don Tonino. E, invece, l’Italia tuttora torna ad armarsi.
Chi arma chi? Cosa si cela dietro il conflitto sudanese? Relazioni pericolose, rapporti di forza, rigorosamente a suon di armi e accordi con altre numerose potenze internazionali.
La Corte di giustizia dell’Unione Europea di fronte alla richiesta di asilo del soldato USA André Shepherd. Che non vuol più essere complice della guerra.
La durezza della guerra, il linguaggio della carità e la piccolezza dell’essere umano di fronte alla crudeltà degli eventi bellici. Ma restare umani è ancora, nonostante tutto, possibile.
Ancora una guerra in Iraq! Ma questa volta niente allarmismi. Governo e stampa non cercano di venderci un intervento italiano, anzi, ne parlano appena appena. Come mai? Da una tavola rotonda ISPI dell'7 luglio a Roma (Centro Studi Americani) forse la risposta.
Sarajevo: teatro di pace oggi come di guerra ieri. Dall’esordio della Prima Guerra Mondiale al Premio per la Pace conferito poche settimane fa, passando per la guerra dei Balcani.
Sleepless in Gaza. Droni nei cieli. Sotto la lente di ingrandimento i danni e i pericoli che causano, esposti in un rapporto del prof. Atef Abu Saif dell’Università di Gaza.
La Siria è tuttora palcoscenico di una vera carneficina di vittime innocenti. Tra smentite e notizie incerte, tra sciacalli e desiderio di verità, resta oggettivo il dramma che vive il popolo.
L’esperienza di Angelo Roncalli in caserme e ospedali militari legittima l’affermazione di un suo rapporto privilegiato con le Forze Armate tanto da accreditarlo come “protettore” degli eserciti? Parliamone.
San Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II. L’esperienza conciliare, le preoccupazioni vissute, le speranze e il grande sogno per la pace universale.
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
sociale.network #guerra