Nel mondo attuale 8 uomini, da soli, posseggono 426 miliardi di dollari, la stessa ricchezza della metà più povera del pianeta, ossia 3,6 miliardi di persone. Ed è dal 2015 che l’1% più ricco dell’umanità possiede più del restante 99%.
Dire “Justiça nos trilhos” è chiedere giustizia per chi estrae il ferro e vive tra le sue polveri, lungo i trilhos (binari) su cui è trasportato, prima di essere scaricato nei porti europei
Dire “Justiça nos trilhos” è chiedere giustizia per chi estrae il ferro e vive tra le sue polveri, lungo i trilhos (binari) su cui è trasportato, prima di essere scaricato nei porti europei
Nell’immobilismo e nella chiusura all’Altro risiede la vera follia, nella sapienza il gusto della vita, la capacità di vedere un Dio che grida per le strade.
Giselle Gomez
Lettera aperta alla Corte Penale Internazionale, società civile, associazioni, europarlamentari, comunità internazionale,...
I funerali del dittatore hanno messo in evidenza che il pinochetismo è ancora vivo, con la sua "Constituzione dittatoriale" e con le sue leggi applicate sino ad oggi a danno del popolo mapuche e per profitto delle multinazionali.
25 dicembre 2006 - Esiliati cileni, mapuche e associazioni solidali
“I diari della motocicletta” di Walter Salles ripropongono, senza retorica, il viaggio di Ernesto Guevara e Alberto Granado nell'America latina dei primi anni Cinquanta.
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
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