oltre ad una dissimulata derisione con cui certi rispettati-delinquenti si permettono di spiegare "come gira il mondo" a chi vive con quattro soldi ma nel rispetto delle leggi, del prossimo e di se stesso.
Proseguiamo la riflessione in memoria di don Tonino, rilanciata all’assemblea nazionale di Pax Christi. La Pira, Balducci, Milani: tra testimonianza e progettualità.
Conversazione con il politologo Ilvo Diamanti sull’Italia di oggi: dalla paura del diverso all’accoglienza, dalla partecipazione e resistenza civile al lavoro.
Lettera della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Istituti Missionari (CIMI) alle comunità missionarie in Italia nel contesto del corrente clima sociale politico culturale in relazione ai migranti
A partire dall’11 settembre 2001 le relazioni tra islam e occidente sembrano definitivamente ese. Eppure è possibile uscire dal ciclo della violenza e della paura. Ne parliamo con Khaled Fouad Allam.
L'obiezione di coscienza sta diventando una pratica molto diffusa in Israele. Persone che amano la propria nazione ma si rifiutano di uccidere innocenti di un altro popolo. Una testimonianza di eccezione.
Ciò che veniva fatto di nascosto è oggi diventato pubblico, segnando un passaggio di estrema gravità politica. All'inizio del conflitto, la segretezza di centri come Wiesbaden evitava che il coinvolgimento della NATO apparisse eccessivo. Ora invece si opera allo scoperto verso l’escalation.
A Bydgoszcz, in Polonia, sorge un edificio che potrebbe cambiare il modo in cui l'Occidente fa la guerra. È il JATEC, il Centro congiunto di analisi, addestramento e istruzione in cui ufficiali ucraini e alleati lavorano fianco a fianco, letteralmente, per analizzare le "lessons learned" dal fronte.
Joint Analysis, Training and Education Centre (JATEC) è la prima organizzazione congiunta tra la NATO e l'Ucraina, istituita all'interno della struttura di comando dell'Alleanza. Inaugurato nel 2025 in Polonia, rappresenta un ponte tra la NATO e l’esercito ucraino per “imparare” dalla guerra.
Se la priorità in un conflitto scivola dall'elaborazione di una soluzione diplomatica alla necessità di affinare le tecnologie e di garantire rendimenti finanziari al capitale militare, la pace cessa di essere l'obiettivo strategico. Diventa, al contrario, un fattore di disturbo economico.
Il corteo è partito alle 10 dal faro del porto e sta percorrendo la riva, portando con sé un simbolo che squarcia l'allegria estiva: un sudario bianco lungo 25 metri e largo 8 con i nomi e le età dei bambini e delle bambine uccisi a Gaza.
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