A chi giova mantenere le truppe internazionali a Kabul e dintorni? Non alla maggioranza dei cittadini, costretta a vivere con 50 dollari al mese, ma ai corrotti e ai signori della guerra. Il problema principale non sono i talebani ma la povertà. E la comunità internazionale dovrebbe rivedere la sua politica di intervento nel paese
Lasciata la periferia di Kabul, appaiono presto le imponenti montagne che proteggono la valle del Panshir. Nei villaggi di fango privi di elettricità e acqua potabile è difficile scorgere i segni della «vittoria». La gente aspetta gli aiuti umanitari, ma non è disposta ad accettare la presenza dei soldati stranieri. Unica speranza per il futuro, i nuovi nati nel centro di maternità
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
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