A Taranto, nell’estremo sud italiano, la popolazione muore a fuoco lento da mezzo secolo, nell’indifferenza delle autorità. Responsabili le acciaierie, che generano inquinamento mortale a base di amianto, Co2 e diossina. Queste forniscono 10 milioni di tonnellate di acciaio per anno, ossia la più grossa produzione di Europa. Un sistema nel quale le fortune generate per alcuni valgono bene il sacrificio di qualche migliaio di operai e abitanti del vicinato.
L'idea che una accresciuta domanda pubblica di acciaio basata sul riarmo possa portare l'ILVA a superare la fatidica soglia del punto di pareggio fra costi e ricavi è semplicemente un abbaglio matematico. Abbiamo fatto i calcoli e il risultato è semplicemente grottesco.
Ma non è libero. Ora sconterà in Australia i restanti tre anni della pena in libertà vigilata, con supervisione e condizioni. La sua storia è grottesca e paradossale: denunciò i crimini di guerra dei soldati delle forze speciali australiani in Afghanistan. E lo hanno messo in carcere.
L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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