Ma una comunità non si salva alimentando rancore

Ci vogliono educare all’odio

Non ci si interroga sulle ingiustizie sociali, sui diritti perduti, sulla povertà culturale, sull’abbandono delle periferie, sulla solitudine crescente. E allora l’altro diventa il colpevole perfetto. Il povero contro il povero. Il penultimo contro l’ultimo.
25 maggio 2026
Giovanni Pugliese
Ci vogliono educare all’odio come fosse una virtù civile.
Ci vogliono insegnare a diffidare del vicino, a temere il diverso, a desiderare un nemico pur di non guardare il vero volto del degrado che avanza.
E il dramma è che tutto questo viene fatto lentamente, quotidianamente, attraverso parole ripetute fino allo sfinimento, slogan urlati, rabbie artificiali costruite per dividere le persone comuni mentre chi detiene il potere continua indisturbato a prosperare sulle macerie morali del Paese.
Perché un popolo impaurito è più facile da manipolare.
Non si interroga sulle ingiustizie sociali, sui diritti perduti, sulla povertà culturale, sull’abbandono delle periferie, sulla solitudine crescente.
E allora l’altro diventa il colpevole perfetto.
Il povero contro il povero.
Il penultimo contro l’ultimo.
Mentre il degrado vero, quello morale, culturale e umano, continua ad allargarsi come una ferita.
Ma una comunità non si salva alimentando rancore.
Non si costruisce civiltà seminando disprezzo.
Non esiste sicurezza nell’odio, perché l’odio divora anche chi crede di usarlo come arma politica o sociale.
Dovremmo ribellarci a questo imbarbarimento continuo del linguaggio e delle coscienze.
Dovremmo difendere la dignità umana prima ancora delle appartenenze.
Perché una società che perde la capacità di riconoscersi nell’umanità degli altri è una società già sconfitta.
E io continuo a credere che il compito più difficile, oggi, sia restare umani in un tempo che ci vorrebbe feroci.
Vinz (Vincent Cassel) nell'iconica scena del film "L'odio" (La Haine) che è del 1995, scritto e diretto da Mathieu Kassovitz, vincitore del Premio per la miglior regia al Festival di Cannes.

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