Un migliaio di attivisti da tutta Italia nella città palladiana per il campeggio contro l'apertura dell'impianto militare. Ieri un primo corteo «disturbato» dai fascisti. E si prepara una manifestazione europea
Comitati, Associazioni ambientaliste, pacifiste e cattoliche, Centri Sociali si aggregano dimostrando che è possibile superare gli sterili particolarismi e mettere a fattor comune le energie per rivendicare con la forza della propria rappresentanza il diritto alla difesa dei territori, contro gli affarismi speculativi di industriali corrotti e malavita, oltre l'inettitudine della politica.
Napoli riscopre il piacere di far sentire la propria voce e la politica non potrà non tenerne conto.
Il progetto avrà un impatto pesantissimo sul fiume Xingu, sulla pesca artigianale, sull’agricoltura di sussistenza, e, più in generale, sulle popolazioni che vivono sul corso d’acqua. La battaglia delle donne indios non intende fermarsi.
Alcuni poliziotti hanno contestato - oltre allo striscione di Pax Christi - anche una maglietta con le parole dell'articolo 11 della Costituzione: «L'Italia ripudia la guerra». Il gruppo di pacifisti si stava recando dal Papa a San Pietro per pregare.
Mikhail e Aleksandr Kononovich per anni nella sinistra ucraina hanno denunciato il ruolo di gruppi neofascisti e di associazioni paramilitari legate ai settori più estremisti della galassia nazionalista. Hanno descritto apertamente di vivere in un clima di minaccia costante alla loro vita
Gli studenti hanno potuto assistere alla proiezione di “Taranto chiama”, documentario d’inchiesta diretto dalla giornalista e formatrice Rosy Battaglia. Al centro del video l’emergenza sanitaria in una città definita ufficialmente dall’ONU “zona di sacrificio”.
A margine dell’Assemblea, alcuni aderenti sono stati fermati in piazza San Pietro mentre partecipavano alla preghiera per la pace. È stato sequestrato uno striscione di Pax Christi e contestata una maglietta con l’articolo 11 della Costituzione.
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