Un Ministero che si chiama “...del Merito” dovrebbe per forza riconoscere il merito; altrimenti diventa come l’orwelliano Ministero della Verità che diffondeva invece bugie. Purtroppo, questo principio non viene sempre rispettato dal MIM, come dimostra il Concorso Scuola 2024 appena concluso.
18 dicembre 2024 - Patrick Boylan
In questi giorni molti ragazzi stanno scoprendo l'operosità e il valore dei ricercatori nelle nostre Università
Concorsi dell´agenzia delegata alla protezione ambientale. Caccia a tecnici e dirigenti. Settanta precari da stabilizzare, 33 tecnici e 6 dirigenti da reclutare con concorso entro fine anno.
Ci rivolgiamo Ai precari e alle precarie, ai lavoratori e alle lavoratrici. Ai nativi ed ai migranti, uomini e donne. Ai contorsionisti della flessibilità, alle equilibriste del quotidiano. Ai cocoprecarizzati, alle interinali, alle false partite IVA, ai precari a tempo indeterminato e ai garantiti chissà fino a quando. Agli studenti, ai ricercatori, alle ricercatrici ed alle precarie della formazione e dell'informazione. A tutti/e quelli/e che cercano reddito e salario, a tutti/e coloro che pretendono diritti.
26 aprile 2007
Giornalisti e non insieme per un giornale autoprodotto. Un'iniziativa irriverente e l'invito all'azione comune su una realtà dilagante
Distribuita ieri a Milano in cinquantamila copie una free-press autoprodotta in solidarietà con la vertenza dei giornalisti. Ironia e dissacrazione per parlare dei «precari dell'informazione» e del rifiuto degli editori di rinnovare il contratto di lavoro scaduto da due anni. Ma anche critiche verso i sindacati e la sinistra politica, colpevoli di avere avallato in passato il lavoro precario
L'idea che una accresciuta domanda pubblica di acciaio basata sul riarmo possa portare l'ILVA a superare la fatidica soglia del punto di pareggio fra costi e ricavi è semplicemente un abbaglio matematico. Abbiamo fatto i calcoli e il risultato è semplicemente grottesco.
Ma non è libero. Ora sconterà in Australia i restanti tre anni della pena in libertà vigilata, con supervisione e condizioni. La sua storia è grottesca e paradossale: denunciò i crimini di guerra dei soldati delle forze speciali australiani in Afghanistan. E lo hanno messo in carcere.
L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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