E’ attiva una segreteria organizzativa (segreteria@mow.it) che dalle 9.30 alle 16 risponderà al numero 0641609503. Le adesioni vanno inviate a adesioni@mow.it
19 febbraio 2005 - Il Manifesto
Lettera alla redazione del Manifesto e al Comitato fermiamo la guerra
Invitiamo ad una partecipazione massiccia alla manifestazione di domani sabato 19 febbraio a Roma che partirà alle 14 da piazza della Repubblica e si concluderà al Colosseo. Tutte le informazioni sono sui siti http://www.ilmanifesto.it e http://www.fermiamolaguerra.it Chi non potesse parteciparvi è invitato ad essere presente di fronte alla prefettura della propria città o in una piazza significativa, dandone comunicazione alla stampa e alle TV locali. Tutte le adesioni alla giornata di domani vanno comunicate a questo indirizzo e-mail: adesioni@mow.i
La giornata di ieri ha segnato un punto di svolta nella mobilitazione internazionale dei ragazzi e degli studenti, capaci di riempire le piazze delle principali capitali e città europee per gridare un secco "No" all'escalation bellica e alle politiche di tagli alla scuola e allo stato sociale.
Il Comune di Genova e la Regione Liguria diventino capofila degli enti locali italiani per l’acquisizione di autonomia e sovranità digitale. Se non ora quando?
Il numero lo abbiamo visto in TV durante la crisi istituzionale polacca. Ma l'atteggiamento dell'attuale ministro dell'Interno Piantedosi è oppositivo. Nel 2025 ha dichiarato pubblicamente più volte che la discussione sui numeri di identificazione è "del tutto inutile, persino provocatoria".
Una mobilitazione ampia e partecipata ha attraversato decine di città italiane. La convergenza tra studenti, lavoratori, portuali e movimenti civili (che già si è evidenziata nella chiamata alle piazze del 17 ottobre) indica la possibilità di costruire un fronte unitario contro l'economia di guerra.
Prevale, per la Cassazione, il rispetto del diritto e del bene supremo della vita e dell’ambiente. E sottolinea: “Il diritto al lavoro che lo Stato deve promuovere è un diritto al lavoro salubre e sicuro, non già sottoposto a condizioni inaccettabili".
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