E’ attiva una segreteria organizzativa (segreteria@mow.it) che dalle 9.30 alle 16 risponderà al numero 0641609503. Le adesioni vanno inviate a adesioni@mow.it
19 febbraio 2005 - Il Manifesto
Lettera alla redazione del Manifesto e al Comitato fermiamo la guerra
Invitiamo ad una partecipazione massiccia alla manifestazione di domani sabato 19 febbraio a Roma che partirà alle 14 da piazza della Repubblica e si concluderà al Colosseo. Tutte le informazioni sono sui siti http://www.ilmanifesto.it e http://www.fermiamolaguerra.it
Chi non potesse parteciparvi è invitato ad essere presente di fronte alla prefettura della propria città o in una piazza significativa, dandone comunicazione alla stampa e alle TV locali. Tutte le adesioni alla giornata di domani vanno comunicate a questo indirizzo e-mail: adesioni@mow.i
Molti media italiani ed europei hanno immediatamente parlato di una "incursione russa". Questa narrazione è rimbalzata ovunque, alimentando tensioni geopolitiche senza alcuna verifica preliminare. Persino l'ANSA ha titolato "Drone russo colpisce centrale elettrica in Estonia".
Palazzo Chigi e il ministro della Difesa Crosetto citano questi accordi nei chiarimenti recenti senza però pubblicarne i testi. La questione dell'ammissibilità dei trattati segreti nel vigente ordinamento costituzionale è stata al centro di un lungo dibattito giuridico.
Una volta verificato che non si trattava di voli logistici ordinari ma di operazioni non coperte dai trattati bilaterali Italia-Usa (Nato Sofa del 1951 e accordi successivi), il ministro della Difesa Crosetto ha ordinato il divieto di atterraggio tramite il capo di Stato Maggiore Luciano Portolano.
Quando uno Stato viene aggredito militarmente da forze esterne, non è il regime che lo governa ad essere colpito, ma è una nazione e la sua popolazione
Gli assembramenti di oltre 50 persone vengono considerati fuorilegge. Una misura che colpisce direttamente il diritto fondamentale al dissenso e che sta suscitando preoccupazione tra organizzazioni per i diritti umani, attivisti e osservatori internazionali. Pena di morte verso l’approvazione
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