Importante riconoscimento di una corte d'appello Usa. "Non avrei mai immaginato che sarei vissuto per vedere i nostri tribunali condannare le attività della Nsa come illegali e nella stessa sentenza vedermi attribuito il merito per averle rivelate", ha commentato dello stesso Edward Snowden.
L'impossibilita' di rimuovere la batteria dal dispositivo mobile sembra piu' obbedire a standard di controllo graditi alla Nsa che a esigenze tecniche.
Chiude il servizio di posta elettronica usato da Snowden. Appello di PeaceLink per la difesa dell'articolo 15 della Costituzione sulla libertà e la segretezza della corrispondenza
12 agosto 2013 - Alessandro Marescotti
Il caso di Edward Snowden, il giovane americano perseguitato per aver svelato l'esistenza della NSA, l'ente segreto che spia le telecomunicazioni nel mondo intero.
La conferenza stampa del Presidente Obama - tenutasi il 9 agosto 2013 e incentrata sul caso Snowden, sui rapporti con la Russia e sullo spionaggio condotto dall'ente americano NSA - spicca per le sue tante omissioni. Perciò colmiamo le lacune noi.
L'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato questa dichiarazione, che condanna un sistema di sfruttamento che si è protratto per quattro secoli e un regime mondiale che ha codificato gli esseri umani e i loro discendenti come proprietà ereditaria, alienabile e perpetua.
La risoluzione riconosce l'impatto della schiavitù transatlantica, durata oltre 400 anni, che ha coinvolto milioni di africani deportati, famiglie distrutte e discriminazione razziale persistente. Tre voti contrari (Argentina, Israele e Stati Uniti) e 52 astensioni, tra cui Regno Unito e membri UE.
Il Parlamento europeo ferma le scansioni di massa di Chat Control in una votazione al cardiopalma. L'assemblea ha oggi bocciato il controllo automatizzato di foto e messaggi privati. Il segreto delle comunicazioni digitali torna in vigore.
L'inchiesta pubblicata dal New York Times rivela i retroscena di una delle scommesse strategiche più azzardate della storia recente del Medio Oriente: l'ipotesi che una guerra avrebbe potuto trasformarsi nel detonatore di una rivoluzione popolare in Iran. Una scommessa persa.
Parla Marlon Ochoa, del Consiglio nazionale elettorale, che denuncia brogli diffusi, ingerenze straniere e una strategia per escluderlo dalle istituzioni. “Vogliono impedirmi di indagare e mettere a tacere chi si oppone”
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