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AIDS,ASTINENZA

Uganda: si solleva il dibattito sull'astinenza

Un progetto politico sull'astinenza, emanato dalla Commissione dell'Uganda per l'AIDS, ha suscitato un dibattito sulla sua efficacia nella lotta contro l'HIV e l'AIDS.
28 aprile 2005 - Evelyn Kiapi Matsamura
Fonte: NewsfromAfrica

Sheena Kaiza (nome inventato) passa le sue serate nel pub Capital, un bar buio, affollato e rumoroso nel quartiere a luci rosse di Kabalagala, a sud della capitale Kampala. Anche se le sue motivazioni sono discutibili, la ragazza 21enne, madre di due figli, non si considera una prostituta: " Io chiedo solo una birra, e gli faccio compagnia. Se mi porta a casa, la mattina dopo gli chiedo di aiutarmi con qualche soldo per pagarmi l'affitto. Non è prostituzione, è comprensione"- dice.

Siccome sembri crederci, Sheena si confida : "Ma non posso passare la notte con un uomo senza condom. Chi si prenderà cura dei miei figli se contraggo l'AIDS?" - mi spiega e, prontamente, mi mostra un pacchetto di preservativi Protector. Sheena ha già sentito parlare di HIV/AIDS e del progetto del Ministero della Salute per combattere questa malattia. Il progetto si chiama ABC, iniziali che stanno per Astinence - Be faithful - Condom, ossia, in italiano: Astinenza, fedeltà e prevenzione.

Delle tre, lei crede soprattutto nell'utilità dei condom: " Astenermi? E perché dovrei? Non perdi nulla, se fai sesso sicuro, no?", dice, accendendosi una sigaretta.

Oggi, a Kampala, ci sono molte ragazze che, come Sheena, lavorano col sesso. I loro corpi sono mezzi di sotentamento, delle vere e proprie attività commerciali. E, se possono usare il preservativo, possono fare sesso sicuro. Questo è il punto a cui è arrivata la lotta all'HIV/AIDS in Uganda: anche le categorie sociali più a rischio, come ad esempio le prostitute, conoscono l'importanza dei "gommini", dei "CD" o degli "stivali di gomma", come loro chiamano i condom.

Nonostante nelle aree rurali, specialmente laddove vi sono dei conflitti (come nel Nord dell'Uganda), l'accesso ai preservativi rimanga limitato, nei centri urbani questi sono venduti in quasi tutti i negozi e supermercati, per 30 centesimi di $ a pacchetti di 3. In alcune cliniche ospedaliere sono gratis.

Per questo motivo, il Presidente dell'Uganda Yoweri Museveni è stato accreditato davanti all'opinione pubblica internazionale per il risultato positivo che ha avuto la lotta all'AIDS nel suo paese, ricevendo ben tre riconoscimenti internazionali. Il programma ABC è stato ritenuto efficace nella riduzione dei casi di HIV dal 30% al 6%, nel periodo che va dai primi anni '90 ad oggi. Questa vittoria, per molti, è attribuibile proprio alla franchezza con cui il governo ha parlato dell'importanza dell'uso del preservativo.

In tutti i casi, alcuni esperti, insieme a gruppi per i diritti civili, hanno espresso le loro preoccupazioni in merito del progetto " Astinenza e fedeltà (AB)", emanato, nel novembre 2004, dalla Commissione dell'Uganda per l'AIDS.
Tale progetto è dell'avviso che informare i giovani sui condom, nello stesso momento in cui si parla loro di astinenza, può portare ad una "confusione".
I gruppi per i diritti civili affermano, al contrario, che proprio un'informazione parziale offerta ai ragazzi e alle ragazze - ossia indicare solo l'astinenza come metodo di prevenzione - mette in pericolo i progressi fatti dell'Uganda, in relazione al problema dell'AIDS.

Il 30 Marzo anche Human Rights Watch, che ha sede in USA, ha criticato in una relazione il finanziamento degli Stati Uniti al progetto "solo-astinenza", poiché questo "potrebbe clamorosamente annullare i progressi fatti dall'Uganda nella lotta all'HIV/AIDS, soprattutto per l'influenza che avrà sulle nuove generazioni".

Ma il governo americano ha già stanziato 90 milioni di dollari per i programmi che prevederanno solo-astinenza in Uganda, come parte delle finanze destinate dal Presidente George W. Bush al piano globale di lotta all'AIDS.

Nel documento di 80 pagine, intitolato "Meno sai, meglio è: i programmi solo-astinenza in Uganda per la lotta all'HIV/AIDS", HRW testimonia il fatto che non vengono più fornite informazioni critiche su HIV/AIDS nelle scuole elementari, come, ad esempio, informazioni sull'uso del preservativo, sul sesso sicuro e sui rischi di contrarre l'HIV durante il matrimonio.
"L'Uganda sta gradualmente eliminando l'uso del preservativo dalle sue campagne contro HIV/AIDS e le conseguenze saranno fatali" - ha affermato Tony tate, un ricercatore di Human Rights Watch, della divisione per i diritti dei bambini, co-autore del documento.
In esso scopriamo, inoltre, che è distribuito del materiale informativo, nelle scuole medie inferiori e superiori, il quale diffonde l'idea che il lattice dei condom avrebbe dei fori microscopici che possono essere penetrati dal virus; il sesso pre-matrimoniale sarebbe, poi, una forma di "devianza".

"I programmi solo-astinenza fanno in modo che i bambini dell'Uganda rimangano a rischio di contrarre l'HIV" - ha detto Jonathan Cohen, un ricercatore del Programma di Lotta all'HIV/AIDS per l'Human Rights Watch. Anche lui è uno degli autori del documento. "I messaggi sull'astinenza dovrebbero completare le altre strategie di prevenzione, non indebolirle" - ha detto.

E' stato nel maggio del 2004 che Museveni ha cambiato strategia, passando dal programma ABC ad una dichiarazione pubblica, durante la quale ha affermato che i condom dovrebbero essere venduti solo alle prostitute.
Il Presidente ha cambiato idea proprio nel momento in cui l'America ha dichiarato di fornire il finanziamento dei 90 milioni di dollari.
Da quel momento, numerose sono state le dichiarazioni simili sull'argomento.

Addirittura, l'anno scorso, sua moglie la First Lady ha eseguito una sorta di "censimento" di tutte le ragazze vergini, inserito come parte integrante della lotta all'HIV/AIDS.
"Abbiamo bisogno di sapere la percentuale di tutte le ragazze che non hanno mai fatto sesso e di coloro che, invece, sono passate ad un'astinenza solo dopo aver perso la verginità" - ha affermato.
Ha anche tenuto un party, per alcune delle 70.000 vergini dell'Uganda.

Inoltre, alla fine dello scorso anno, c'è stata una calo dei condom sul mercato, a causa del ritiro di alcune partite di preservativi Ngabo, per la loro presunta incompatibilità ai test di controllo qualità. Ciò fa sì che sorgano alcune domande, fin'ora senza risposta, sull'improvvisa diminuzione delle importazioni di preservativi da parte del governo e sulla legittimità delle sue nuove posizioni.

I gruppi per i diritti civili pongono questo interrogativo: come potranno funzionare i programmi solo-astinenza in un Paese in via di sviluppo, dove il 38% dei cittadini vive al di sotto della soglia di povertà (ossia con meno di 1 $ al giorno), quando non funzionano neanche in America?
"Solo astinenza? E come puoi verificarlo? Si rivelerà un metodo controproducente e ci sarà solo più gente con l'HIV." - dice Chris Baryomunsi, consigliere per l'HIV/AIDS del Fondo per la popolazioni delle Nazioni Unite (UNFPA).
"Secondo il mio punto di vista, l'astinenza in Uganda non può funzionare, perché i giovani sono sessualmente attivi". Di fatto, gli studi da lui svolti rivelano che, all'età di 15 anni, il 30% delle ragazze ha avuto un rapporto sessuale, mentre, a 18 anni, il 72% delle ragazze vorrebbe averlo fatto. "I ragazzi e le ragazze sono più attivi, sessualmente, in età più giovane: abbiamo bisogno, quindi, di diverse strategie per combattere l'HIV. Chi si astiene può continuare a farlo"- spiega.

I medici hanno delle opinioni a riguardo: biologicamente è molto difficile astenersi, soprattutto quando si è già avuto dei rapporti -ci dice il Dott. Vincent Karuhanga, un medico privato di Kampala. "Quando i ragazzi e le ragazze parlano di astinenza, di solito si riferiscono ad un periodo di tempo limitato. Ti puoi astenere per poco, qualche ora, ma è molto più difficile se hai già avuto esperienze sessuali appaganti. Certo, puoi essere costretto all'astinenza, ma il sesso è un argomento su cui pochi dicono la verità: i ragazzi o le ragazze possono dire che si astengono, ma poi, magari, non è vero".

Un editore giornalistico, James Tumusine, pensa che non esista alcun motivo per cui debba essere rotta la combinazione dei tre elementi del programma ABC. "L'astinenza - ci dice - può funzionare per alcuni, ma non per tutti. Nessun metodo, usato da solo, può funzionare: una prevenzione efficace deve derivare dalla combinazione di differenti metodi".

Note:

traduzione di Roberta Casillo per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
fonte, l'autore e il traduttore

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