NPT PrepCom 2012

Vienna International Center, sede europea delle Nazioni Unite. Un insieme serrato di palazzi radunati attorno a una grande vasca circondata dai pennoni su cui sventolano tutte le bandiere del mondo. Persone a passo veloce o riunite a piccoli gruppi in chiacchiericcio multiforme. Aria quasi di festa globale, multietnica e senza barriere; e con gli unici - ma essenziali - punti che accomunano questa varietà di popolo: l’ansia per il nostro futuro, e, naturalmente, la lingua inglese...
Primo piano, sala M2. Affianco, la grande sala che ospita in conferenza i rappresentanti delle Nazioni. Qui, i numerosi speakers dalle ONG accreditate si alternano, sciorinando cifre e illustrando problemi.
IPPNW. IPB. ICAN. IALANA. INES. WILPF. Sigle sconosciute ai più ma che racchiudono un insieme di organizzazioni mondiali che analizzano, studiano e propongono, ciascuna nella sua specificità, una realtà anch’essa nascosta o minimizzata da governi e media, ma che incombe in modo drammatico sulle sorti del mondo. L’ingente quantità tuttora presente di armamenti atomici, la possibilità concreta che anche un errore o un malfunzionamento tecnico possano innescare la guerra totale (e più di una volta ci siamo andati vicini), la spinta al disarmo che sembra entrare nelle menti delle Nazioni ma che viene affiancata a progetti di rimodernamento degli ordigni.
No, non è ancora il tempo del riposo.
N.B. Vedi anche Trattato di non proliferazione: qualcosa sta cambiando di Rebecca Johnson (direttore dell'"Acronym Institute for Disarmament Diplomacy" e Vicepresidente di ICANW).
Fu sottoscritto il 1° luglio 1968 da Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica ed entrò in vigore il 5 marzo 1970. Altre Nazioni vi aderirono successivamente: Francia e Cina nel 1992 e Corea del Nord nel 1985 ma ritirandosi quest’ultima successivamente nel 2001. Attualmente gli Stati firmatari sono 189. Il Trattato si basa su tre principi: disarmo, non proliferazione e uso pacifico del nucleare. Il trattato, composto di 11 articoli, proibisce agli stati firmatari "non-nucleari" di procurarsi tali armamenti e agli stati "nucleari" di fornir loro tecnologie nucleari belliche. Inoltre il trasferimento di tecnologie nucleari per scopi pacifici deve avvenire sotto il controllo della AIEA (l’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica). Ogni 5 anni è prevista una conferenza di revisione del Trattato; e mentre la Conferenza del 2005 fu un fallimento, nel 2010 gli Stati firmatari riuscirono ad adottare in via consensuale un documento finale che fissa obiettivi di disarmo progressivo, fino alla prossima Conferenza di revisione del 2015.

A fianco delle assemblee, e lungo il grande spazio che circonda le sale del palazzo M, ecco i numerosi banchi delle "iniziative correlate", animate dagli attivisti di numerosi Movimenti e Associazioni.
Dal "Japan Council against A and H Bombs (Gensuikyo)" che ha allestito Under the Mushroom Cloud, mostra descrittiva delle conseguenze dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, al tavolo che riunisce i rappresentanti del movimento "Mayors for Peace". E poi il video preparato da ICAN, le testimonianze degli Hibakusha, le bandiere arcobaleno e le "gru" di carta realizzate in origami colorati. Tutto un insieme quasi da festa popolata dai numerosi visitatori che s'intrattengono in sorridenti conversazioni.
Un'immagine di come l'umano voglia vivere, e vivere in pace, e vivere assieme. Anche questo un appello per costruire, dentro le sale in assemblea, decisioni concrete per evitare nel futuro l'olocausto globale.
Mentre, davanti all'ingresso dell'International Center, gli attivisti del Versöhnungsbund Wien hanno portato in video le loro aspettative di azione concreta.
Ed ecco qui sotto un breve clip, illustrante alcuni dei "Side Events" ospitati a fianco delle sale conferenza.
Ulteriori video autoprodotti sono visibili nel sito "Delbia Multimedia" o nel canale Youtube dell'Autore.
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