E' importante sapere se è contaminato o no
Ecco le foto del foraggio raccolto sotto la "ciminiera della diossina"
Pochi giorni fa è stato raccolto il fieno in balle a poca distanza dall'area industriale di Taranto e in particolare dal camino E312 dell'Ilva. Da quel camino che vedete in foto fuoriesce più diossina che quattro nazioni messe assieme, stando ai dati ufficiali dell'Eper sulle emissioni industriali europee. Anche se abitaste lontano, chiedetevi per un attimo: sulle vostre tavole potrebbe arrivare la diossina di Taranto?
1 giugno 2009
PeaceLink, Comitato per Taranto, AIL, Amici di Beppe Grillo Taranto
Dal registro europeo Eper (dati 2004) si possono ricavare questi dati di emissione industriale per la diossina: Spagna 75,6 grammi/anno Svezia 20,6 grammi/anno Regno Unito: 68,9 grammi/anno Austria: 1,5 grammi/anno TOTALE 166,6 grammi/anno Ilva di Taranto emette 172 grammi/anno di diossina stando alle proiezioni effettuate dall'Arpa Puglia disponendo dei dati delle rilevazioni del febbraio 2008. Tale quantitativo, che supera quello di 4 nazioni messe assieme, proviene dal camino E312 all'ombra del quale viene raccolto il foraggio che vedete nelle foto scattate pochi giorni fa. Il Comitato per Taranto, l'AIL e PeaceLink chiedono dove va a finire questo foraggio, quali animali alimenta e se vi sono rischi di contaminazione della catena alimentare. Il problema di fondo è la tracciabilità dell'alimentazione animale, dato che il 98% della diossina entra nel corpo umano attraverso l'alimentazione. Gli alimenti a rischio sono in particolare, stando all'allevamento basato su fieno:

- il latte; - il formaggio; - la carne. Da indiscrezioni raccolte sembrerebbe che quelle alcune delle rotoballe avvistate possano andare a Matera. Ma sarenne importante avere una verifica ufficiale sulla destinazione delle balle di fieno. Sapere se il foraggio è contaminato è essenziale perché dall'alimentazione animale dipende la sicurezza alimentare delle persone. Quel foraggio in quale parte d'Italia andrà? Sulle tavola di qualcuno distante da Taranto farà capolino la diossina di Taranto?

Articoli correlati
Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONUCosa sono le "zone di sacrificio"?
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
La Costituzione Italiana è stata protetta dai cittadiniVittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.23 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink

sociale.network