DDL 1731 - Continuità operativa stabilimenti ex-ILVA
L'obiettivo principale di questo nuovo provvedimento salva-ILVA è di assicurare la continuità produttiva dello stabilimento siderurgico, una questione su cui PeaceLink non concorda.
Infatti vengono usati per l'ILVA fondi pubblici, gestiti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Sono concessi finanziamenti a titolo oneroso (prestiti) per sostenere la gestione e la continuità operativa dello stabilimento ILVA, nel limite massimo di 320 milioni di euro per il 2024.
La rilevanza di questo decreto dal punto di vista di PeaceLink è cruciale e critica in quanto tutto ciò che oggi viene utilizzato per finanziare uno stabilimento morto e ormai sepolto è una sottrazione di risorse per i lavoratori e la loro riconversione verso attività capaci di futuro.
L'ILVA è indebitamente considerata una impresa di "interesse strategico nazionale" perché un'azienda morta non è strategica ma è solo una palla al piede per l'intera nazione che può tranquillamente andare avanti senza l'ILVA in un mercato mondiale in cui vi è sovrabbondanza d'acciaio. Il che dimostra l'illogicità della definizione di "strategica" a una produzione di un bene economico sovrabbondante.
La definizione di impresa di "interesse strategico nazionale" è stata usata unicamente per fare decreti che forzassero le regole ambientali e per drenare risorse economiche che per di più non hanno portato verso la salvezza dei lavoratori ma verso l'attuale disastro che i lavoratori stessi stanno pagando drammaticamente.
I finanziamenti pubblici di questo provvedimento sono destinati al mantenimento in esercizio dell'impresa ma, data la gravità della situazione economica in cui versa lo stabilimento, sono largamente insufficienti, e i sindacati lo hanno evidenziato. Ma del resto incrementare le risorse per la continuità produttiva dello stabilimento non è altro che rinviare il funerale di un'ILVA già morta.
Questo provvedimento legislativo, apparentemente tecnico e dal complesso contenuto normativo, è in realtà leggibile come un rattoppo disperato dentro un quadro di provvedimenti passati che non hanno funzionato. Questo nuovo provvedimento non sembra appartenere alla sfera economica ma a quella "metafisica" in quanto è un atto di fede verso un'impossibile salvezza. Vuole resuscitare un morto. È la dimostrazione finale e conclusiva di un fallimento strategico.
PeaceLink propone che nel provvedimento in esame si includa invece una clausola di trasparenza che renda pubbliche - mese per mese - le perdite di Acciaierie d'Italia. Chiede inoltre che venga quantificata la spesa pubblica per cassa integrazione dei lavoratori ILVA. E che infine venga costituita una commissione di esperti indipendenti che valuti l'attuale sostenibilità economica dell'intera crisi dell'ILVA, comparata con alternative più sostenibili economicamente e socialmente, ossia più capaci di tutelare un reddito certo a tutti i lavoratori coinvolti in questo disastro.
Per PeaceLink
Adriana De Mitri
Lidia Giannotti
Carlo Gubitosa
Allegati
Relazione alla IX Commissione permanente del Senato a cura dell'Associazione PeaceLink
PeaceLink94 Kb - Formato pdfAnalisi critica delle misure urgenti per la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA (D.L. 1° dicembre 2025, n. 180, in corso di conversione in legge con DDL. S. 1731/2025)
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