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  • Black list

    Ludovico Vico

    L'on. Ludovico Vico ha votato per convertire in legge il decreto che dissequestra l'area a caldo dell'Ilva di Taranto. Entra perciò nella black list dei parlamentari che hanno votato un provvedimento finalizzato a limitare i poteri della magistratura che era intervenuta a difesa della salute pubblica
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    20 dicembre 2012 - Luciano Manna
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    Parlamentari contro la magistratura e contro la Costituzione. Una nuova Mani Pulite parte da Taranto e colpisce la regnatela delle protezioni politiche all'industria inquinante

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    Nei prossimi giorni ci saranno parlamentari che - fedeli alle direttive di Bersani e Berlusconi - convertiranno in legge il decreto 207/2012 che interferisce con i poteri della magistratura. Tale decreto (dagli evidenti profili incostituzionali) serve a dissequestrare gli impianti della famiglia Riva, quegli impianti dell'Ilva che la Procura di Taranto ha posto sotto sequestro perché pericolosi per la salute degli operai e dei cittadini. In una telefonata intercettata, Fabio Riva dicesa che un paio di morti per tumore sono "una minchiata". Fabio Riva è a Londra e non si è consegnato alla magistratura italiana, ma dall'Italia ci sono parlamentari che penseranno a dissequestrare i suoi impianti che emetteono fumi cancerogeni sulla città. Nella foto c'è la città di Taranto che scende in piazza per difendere la magistratura e contro i politici "salva-Ilva"
    17 dicembre 2012 - Alessandro Marescotti
Ilva, che fare?

Riconvertire le spese di guerra, avviare le bonifiche

Precipita la situazione dopo la conferma degli arresti domiciliari per i Riva
17 gennaio 2013 - Associazione PeaceLink

Fiaccolata del 5 ottobre per sostenere i magistrati e ricordare le vittime dell'inquinamento

La Cassazione conferma gli arresti domiciliari per i Riva ed ecco che l'azienda sembra sprofondare nel caos. E' saltata una commessa americana. Un'altra commessa dall'Irak è in forse.
L'azienda appare in caduta libera.
E' evidente che la legge sull'Ilva è stata solo un tentativo di procrastinare un finale già segnato.
Quest'azienda era aggrappata al salvagente politico.
Ma ormai Ilva evidenzia delle criticità strutturali anche sotto il profilo economico che gli esperti del settore ben conoscono. Lo confermano gli studi di sostenibilità finanziaria che ne fotografano la profonda crisi.
"I debiti finanziari totali della società ILVA Spa sono passati da 335 milioni di euro nel 1996 a 2,9 miliardi di euro nel 2011", si legge sul sito del Centro Studi Siderweb. L'analisi è severa e si conclude così: "La prosecuzione dell’attività  dell’ILVA nel medio periodo appare molto difficile". (1)
Oggi l'Ilva è ormai un problema e nessun politico pro-Ilva verrà a metterci la faccia.
Ai cancelli ci sono gli operai abbandonati e traditi.
Occorre una svolta immediata. Occorre che venga ritirato il contingente italiano che fa la guerra in Afghanistan sprecando ogni anno 780 milioni di euro in armi, personale, bombardamenti e pericolosi combattimenti. 
Le spese di guerra vanno riconvertite in spese di pace: quei soldi devono servire per salvare Taranto che sta franando. 
Entriamo nelle bonifiche, usciamo dalla guerra.
Note:

Ecco perché l'ILVA è in crisi
http://lists.peacelink.it/news/2012/12/msg00016.html

Queste le nostre proposte per la messa in sicurezza d'emergenza della falda e la bonifica
http://www.peacelink.it/ecologia/a/36464.html

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