Altro che favoritismi, i migranti in Italia trovano sfruttamento e diritti violati
Abbiamo appreso dalla stampa che anche nel nostro territorio, a Vasto e Ortona, si è aderito alla iniziativa di Salvini e della Lega Nord contro i rifugiati politici. Secondo quanto riportato da alcuni articoli, a Vasto il promotore è stato il consigliere comunale Davide D’Alessandro. Sembrano passati secoli, ma sono invece solo 8 anni, dai tempi del PD di Casalbordino …
Nel lancio dell’iniziativa si fornivano statistiche e si lanciavano accuse che non sembrano minimamente corrispondere a quanto vivono coloro che sono accanto ai migranti tutti i giorni. E, tra le cifre fornite da loro e quelle fornite da chi appare ormai impegnato in una quotidiana opera di delegittimazione, criminalizzazione e avversione contro i migranti, la sceltà per noi è pressoché obbligata. Stupisce che chi è stato brillante giornalista in un prestigioso quotidiano nazionale questo confronto pare non averlo neanche voluto ipotizzare.
Tra i capisaldi fondamentali sull’immigrazione sicuramente ci sono la legge Bossi-Fini e quanto decretato dal Governo Italiano nel 2009. Bossi per anni e anni è stato leader della Lega Nord che, sia all’epoca dell’approvazione della legge che porta anche il suo nome che nel 2009, era partito al potere in Italia. E stando al governo si determinano leggi, regolamenti, finanziarie, diritti, tutele e tanto altro. Oggi si accusano altri di non difendere e tutelare i diritti degli italiani, dimenticandosi che fino a ieri si era al potere e si son determinate le stesse identiche politiche. “Prima gli italiani” nei fatti, da sempre, è apparso “Prima alcuni italiani”. I ben soliti noti. Perché chi veramente mette da sempre “prima i lavoratori”, chi è senza diritti, chi viene quotidianamente discriminato e soffre la crisi economica e le ingiustizie sa bene che nessun diritto nega un altro, che migranti e “italiani” possono e devono lottare insieme e che non esiste alcuna “concorrenza”.
I migranti in Italia vengono rinchiusi in CIE (ex Cpt), luoghi su cui è lunghissima la lista di violazioni, abusi, soprusi, violenze denunciate e documentate. Film come “Mare Nostrum” del regista RAI Stefano Mencherini o “Come un uomo sulla terra” descrivono situazioni disumane, cruente, terribili. Anche nel nostro Abruzzo, anche nella nostra Provincia (è cronaca di queste ultime settimane e giorni) esiste ancora il caporalato, lo sfruttamento del lavoro nero, lo schiavismo in fabbriche-lager. Come anche in Puglia (dove è in corso anche un processo per riduzione in schiavitù, uno spaccato importante è documentato dal film “Schiavi” sempre di Stefano Mencherini), a Rosarno, in Sicilia. Una inchiesta giornalistica di qualche mese fa denunciò veri e propri capannoni dove sono quotidianità persino le violenze sessuali, anche durante festini per parenti e amici dello sfruttatore.
Lo status di profugo viene riconosciuto, solo al termine di complesse procedure a Persone che fuggono da guerre, fame, miserie, violenze. Persone in cerca di umanità che abbandonano (con la morte nel cuore e, troppo spesso, costretti a lasciarvi parenti e familiari con un dolore atroce) luoghi dove l’umanità viene calpestata e violata. Non riusciamo a comprendere come questo possa essere oggetto di polemica politica e di attacchi a chi vede riconosciuto questo status. Tra queste persone ci sono oggi anche coloro che fuggono dall’ISIS. Persone che fuggono quindi dalle violenze, dalla guerra, dalle atrocità che vediamo denunciate e condannate anche nella nostra Italia. E per questo le si attaccano, criminalizzano, avversano?
Associazione Antimafie Rita Atria
Associazione Culturale Peppino Impastato
Zona Ventidue
PeaceLink Abruzzo
Articoli correlati
Helsinki chiude le porte, Madrid le apreMigranti, due Europe a confronto
Mentre la Spagna sceglie di regolarizzare mezzo milione di migranti, la Finlandia risponde con muri, hub di rimpatrio e un contributo in denaro al posto della solidarietà. Due visioni del mondo inconciliabili.5 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink invita a votare NO al referendum costituzionaleLa giudice che ha detto no al decreto del Governo
C'è una figura che ha incarnato il significato più alto della difesa della Costituzione, irritando non poco il Governo. È Roberta Marra, giudice di Brindisi. Ha rimesso alla Consulta il decreto Piantedosi che aveva fermato la nave di soccorso migranti Ocean Viking26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di TarantoLa priorità dimenticata: salvare vite umane
In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La decisione del Tribunale di PalermoL’organizzazione Sea-Watch dovrà essere risarcita dallo Stato italiano per il fermo della nave
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la decisione “assurda” e ha criticato l’operato dei magistrati, sostenendo che lo Stato sia stato ingiustamente condannato a risarcire la ONG. La polemica sta alimentando l'attenzione per il referendum costituzionale.21 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink

Sociale.network