PeaceLink Abruzzo

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Taranto come l'Aquarius
    Abbiamo maturato un'esperienza nella comunicazione globale delle emergenze umanitarie che poi abbiamo messo a disposizione della città di Taranto

    Taranto come l'Aquarius

    Tutta la mia azione sull'ILVA è stata sempre basata sull'indignazione verso chi poteva soccorrerci ed è rimasto indifferente. In questi anni avrebbero potuto salvare vite umane e non lo hanno fatto. Taranto è un caso evidente di razzismo ambientale, hanno scaricato su di noi quello che Genova non voleva più subire. E così ci hanno fatte affondare nella malattia e nella disperazione. Nessun governo ci ha offerto un porto sicuro dove poterci salvare. Ci hanno abbandonato come città alla deriva, senza protezione e senza tutele.
    15 giugno 2018 - Alessandro Marescotti
  • Rispedirli nei Paesi di origine?
    Gli slogan di Salvini

    Rispedirli nei Paesi di origine?

    Solo pochi giorni fa abbiamo potuto raccogliere, nel centro medico di Lampedusa, le testimonianze di persone che erano riuscite a fuggire dai lager libici. Testimonianze da far accapponare la pelle.
    12 giugno 2018 - Pietro Bartolo
  • Cosa prevedono le convenzioni internazionali sul soccorso in mare
    Migranti

    Cosa prevedono le convenzioni internazionali sul soccorso in mare

    Vedere una persona che ha bisogno di aiuto e guardare dall’altra parte è reato. Si chiama omissione di soccorso ed è contemplato dal nostro ordinamento giuridico, ma anche dalle convenzioni internazionali firmate dall'Italia.
    11 giugno 2018 - Alessandro Marescotti
  • Nega l'attracco alle navi che salvano vite umane
    Il ministro Salvini contro i migranti

    Nega l'attracco alle navi che salvano vite umane

    Prendiamo le distanze dal ministro Matteo Salvini: non rappresenta l'Italia della solidarietà.
    11 giugno 2018 - Alessandro Marescotti

No ad ogni rigurgito xenofobo e anti-migranti. Non sono nemici e non minacciano nessuno né tolgono diritti

Davanti al dramma di chi cerca di giungere in Europa per fuggire da guerre, miseria, persecuzioni politiche e al fallimento delle attuali politiche sulle migrazioni, l’azione comune deve essere quella per costruire Comunità civili, solidali e accoglienti in Italia e in tutta Europa. Comunità dove non si spendano immensi patrimoni solo per salvare le banche e comprare armi ma basate sull’equità economica e sul riconoscimento dei diritti di tutti, come richiesto anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e da altre convenzioni internazionali.
28 aprile 2015 - Alessio Di Florio

condizioni di vita dei migranti a Rosarno

La disinvoltura con cui in alcuni articoli giornalistici si cerca di sottolineare supposti privilegi di migranti non aiuta affatto a comprendere la portata del problema migratorio, mentre contribuisce a far crescere un rigurgito xenofobo, di odio nei confronti dei migranti, additati sciaguratamente da alcuni come un nemico da respingere, come coloro che rappresenterebbero una minaccia agli italiani a cui “ruberebbero” soldi, lavoro e diritti. Non è così!

 

Sottolineare, come recentemente è stato fatto, l’accoglienza in un albergo senza tenere conto che accanto a questa condizione esistono normalmente casi di detenzione in CIE, di luoghi angusti, insalubri, pessimi, di condizioni disumane, di schiavismo, di violenze e botte, va esattamente in quella sciagurata direzione. È lunghissima la lista di violazioni, abusi, soprusi, violenze denunciate e documentate. Film come “Mare Nostrum” e “Schiavi” del regista RAI Stefano Mencherini o “Come un uomo sulla terra” descrivono situazioni disumane, cruente, terribili. Anche nel nostro Abruzzo, anche nella nostra Provincia (è cronaca di queste ultime settimane e giorni) esiste ancora il caporalato, lo sfruttamento del lavoro nero, lo schiavismo in fabbriche-lager. Una inchiesta giornalistica di qualche mese fa denunciò veri e propri capannoni vicino Ragusa dove sono quotidianità persino le violenze sessuali, anche durante festini per parenti e amici dello sfruttatore, mentre la video inchiesta di Alessio Viscardi di Fanpage.it http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VSRSauSweK60HVE3 dimostra la realtà nel quale sono “accolti” tantissimi migranti. Altro che hotel di lusso! 

 

Compito di chi fa informazione è quello di non fornire notizie parziali e tendenziose. Compito della politica è non utilizzare quelle stesse informazioni in maniera strumentale alimentando odio e xenofobia. Perché i diritti violati dei migranti e le condizioni cui sono spesso costretti, non sono opponibili e contrari a quelli degli italiani. Non è l’immigrato che sceglie il lavoro a nero e sottopagato o di mantenere uno status non regolare: è spesso la sua condizione irregolare, a cui è costretto anche per la lentezza burocratica italiana (con attese anche oltre i 18 mesi per sbrigare pratiche che per le legge devono essere svolte in 45 giorni), a costringerlo ad accettare un lavoro da fame, per provare a campare.

 

Questa situazione di indigenza e irregolarità di molti migranti è conveniente solo ad un padronato che lucra sulla corsa al ribasso di salari e diritti, che può così tenere i lavoratori sotto un ricatto permanente, in quanto si afferma che ci sarà sempre chi sarà disposto a farsi sfruttare per ancor meno diritti, ancor più sfruttamento e salari sempre più bassi. Italiani e migranti dovrebbero quindi considerarsi parte dello stesso fronte sociale per l’affermazione di diritti che se fossero estesi senza distinzione di nazionalità, sarebbero un vantaggio per tutti, italiani e migranti. 

 

I migranti in Italia, quindi, non trovano affatto trattamenti di favore o tappeti rossi. Chi lo sostiene descrive qualcosa di ben diverso dalla realtà! Lo status di rifugiato politico non è un lusso o un privilegio, ma un diritto internazionale per chi fugge da condizioni disumane (di cui gli Stati occidentali hanno immense responsabilità!). Chi accetterebbe di rischiare o subire fame, guerre, torture, povertà, per avere il “lusso” o il “privilegio” di essere un rifugiato politico? Nessuno! Nemmeno Salvini o i suoi epigoni locali, nonostante la loro becera ed infame propaganda.

 

Pertanto, davanti al dramma di chi cerca di giungere sull’Europa per fuggire da guerre, miseria, persecuzioni politiche e al fallimento delle attuali politiche sulle migrazioni, l’azione comune deve essere quella per costruire Comunità civili, solidali e accoglienti in Italia e in tutta Europa. Comunità dove non si spendano immensi patrimoni solo per salvare le banche e comprare armi ma sia basata sull’equità economica e sul riconoscimento dei diritti di tutti, come richiesto anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e da altre convenzioni internazionali.

 

Arci Comitato Provinciale di Chieti

Associazione Antimafie Rita Atria

Associazione Culturale Peppino Impastato

CSOA Zona Ventidue

Partito della Rifondazione Comunista

PeaceLink Abruzzo

Sinistra Anticapitalista Abruzzo

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)