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Ma il petrolio, per i lucani, è ricchezza o una beffa?

Lo scempio del territorio lucano posto in essere dalla massima istituzione regionale e dalle Compagnie Petrolifere. Intorno alla disgrazia petrolio ci ricamano anche i politici per estorcere consensi
14 ottobre 2008 - Antonio Montano
Fonte: Corriere del Giorno

trivelle in azione Lo scempio del territorio lucano posto in essre dalla massima istituzione regionale e dalle Compagnie Petrolifere, diventa, man mano che si va avanti nel tempo, sempre più lacerante, stravolgente e lesivo della salute e interessi dei cittadini lucani incapaci di protestare e ribellarsi contro chi li rappresenta sia nel massimo organismo regionale sia contro lo Stato, fedifraghi e latitanti nell’adempimento delle promesse e dei "Doveri" nei confronti del territorio e delle popolazioni bisognose e bistrattate e ora anche sfruttati nella loro ricchezza sepolta nelle viscere del loro habitat: il petrolio.

Da parte della Regione si sono pattuite le Royalty al ribasso (7%), ma la Regione non conosce , né si premura di appurare la quantità di greggio che ogni giorno viene estratto per cui entra nella discrezionalità delle compagnie petrolifere di dichiarare il volume di estrazione all’atto della liquidazione delle royalty (Cicero pro domo suo) la cui percentuale rispetto al valore del prodotto estratto è miserevole (7%) rispetto alle royalty del Venenzuela, Ecuador e Bolivia, dove il controllo sui volumi di estrazione è severo, e dove si stanno rinegoziando le royalty al 50% del valore di prodotto estratto.

Ormai il lungo tempo ci ha fatto sperimentare che il petrolio lucano non dà lavoro ai giovani, né trasforma la deprivata economia lucana. Si è creduto ingenuamente che la scoperta dei giacimenti costituisse una manna. Invece si è rivelata una disgrazia soprattutto per la salute delle popolazioni allogate nelle aree estrattive dove l’aria è appestata dalle esalazioni di anidride solforosa, ossido di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, idrogeno solforato la cui emissione nella Val D’Agri è di oltre diecimila volte superiore a quella degli USA.

E’ recente la denunzia all’Autorità Giudiziaria del Dott.Pino Laveglia, medico chirurgo di Grumento Nova, per aver riscontrato nella popolazione da lui assistita un’esponenziale aumento, nella Valle, di casi di gravi bronconeuropatie e di tumori, diagnosi configgente con le rassicurazioni epidemiologiche diramate dalla Regione Basilicata. E non poteva non avvenire che l’affare petrolio assumesse connotati quantomeno strani. Infatti recentemente la Mediterranean Oil and Gas Company, società con sede in Australia, ha acquistato per la misera somma di 10.000 (diecimila) euro, vale a dire a prezzo 15.000(quindicimila) volte inferiore a quello della compravendita Gas- Concordia-Intergas, la concessione sul giacimento di Monte Grosso nelle prossimità della città di Potenza, del quale la Giunta Regionale, in data 5 novembre 2007, concede i permessi di ricerca.

Intorno alla disgrazia petrolio ci ricamano anche i politici per estorcere consensi mediante promesse subito disattese. E’ quanto hanno fatto il Senatore Viceconte e il Deputato Taddei del PDL con la promessa del dimezzamento del prezzo della benzina per i cittadini lucani mediante parziale rinunzia delle accise da parte dello Stato anche in considerazione della contropartita del pregiudizio per la salute delle popolazioni allogate nelle zone di estrazione e limitrofe.

Questi fatti denunciati ingenerano in noi totale sfiducia sia nel PDL sia nel PD incapaci di affrontare e risolvere i problemi della nostra terra e delle nostre popolazioni. Essi sono capaci soltanto di aggravarli di più per cui possiamo solo consigliare agli uomini responsabili e di buona volontà, di costituire un Comitato
di agitazione ed occupazione: agitazione contro l’inerzia, l’incapacità irresponsabile dei politici che ci governano e ci rappresentano; occupazione delle aree di estrazione del greggio per por fine allo sfruttamento, allo scempio e ai pericoli per la salute delle popolazioni.

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