
ALTAMURA DICE NO ALLA GUERRA LA PACE CAMMINA SULLE NOSTRE GAMBE
Torna a spirare aria gelida dall’Est. Le tensioni di queste settimane tra Ucraina e Russia stanno travolgendo l’intera comunità internazionale, riportando nella società civile lo spettro di una guerra che, in termini radicali, potrebbe davvero essere l’ultima per la quantità e la portata di armi a disposizione dei due poli contrapposti. Da un lato, occorre riconoscere la bassa lucidità della NATO e dei Paesi occidentali che hanno creduto possibile ammettere, sulla scorta di quanto già fatto a partire dal 1999 per altre nazioni, un Paese come l’Ucraina all’interno dell’Alleanza: azione, di per sé, a cui non poteva che seguire una risposta dura da parte della Russia; dall’altro, per l’appunto, la Russia di Putin, alleata della Cina e fornitore di energia di molti Stati europei (Italia inclusa), che mal digerisce l’espansionismo atlantico verso Est e che ha avviato un’azione cruenta contro l’Ucraina, soprattutto nelle regioni del Donbass e delle neo-nate Repubbliche popolari di Lugansk e Doneck, riconosciute dal Cremlino. In mezzo, l’ONU, incapace di aggiornarsi e imballato in schemi di veto ormai desueti, e un’Europa inabile nel prendere decisioni utili e a proporre una visione nuova, fuori dalle logiche violente perpetrate tanto dall’Alleanza Atlantica, quanto dalla Russia. Uno scenario, quindi, nuovo per molti di noi e che va a complicare una situazione già resa difficile e insopportabile dalla pandemia. Secondo le ultime indiscrezioni rilasciate dai media, l’Occidente si prepara a punire l’atteggiamento russo con pesanti sanzioni che, tuttavia, non spaventano il Primo Ministro di Mosca, Michail Misustin, che ha riferito della capacità russa di sostenere qualsiasi sanzione. Un braccio di ferro, dunque, che potrebbe risolversi davvero con l’ipotesi peggiore: un attacco militare che coinvolga, a catena, l’intero asset internazionale. A questa ipotesi – così come a qualsiasi altra azione sanzionatoria che graverebbe, in primis, sui cittadini e cittadine – vogliamo contrapporre un altro modo di intendere la politica e il bene comune basato sul dialogo e sulla cooperazione diplomatica tra gli Stati; una cooperazione, in altri termini, che prediliga il momento del confronto e del rispetto storico e che non dimentichi le atrocità commesse in passato. L’Unione Europea deve far sentire una voce libera, unica e unita, di condanna e rifiuto per qualsiasi forma di sopruso, come venne immaginata a Ventotene e come pensata e costruita dai padri fondatori. L’Italia, soprattutto, deve operare in virtù dell’articolo 11 della Costituzione che , attuando un’operazione diplomatica di ampio respiro che coinvolga tutti gli Stati membri. Questo è l’impegno per cui vogliamo batterci, invitando associazioni, gruppi organizzati, semplici cittadini a unirsi a questo grido di sollecitudine prima che sia troppo tardi e a partecipare al presidio che si terrà ad Altamura il giorno 27 Febbraio 2022 in p.zza Duomo, a partire dalle ore 10:00. Perché la pace cammina sulle nostre gambe.
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