1973: l'oil shock e la svolta ecologica mancata. Una lezione per il presente
A Brescia, martedì 7 novembre 2023, Il Centro di storia dell'ambiente della Fondazione Luigi Micheletti organizza il convegno 1973: l'oil shock e la svolta ecologica mancata. Una lezione per il presente Qui il programma del convegno che si può seguire a distanza: https://www.fondazionemicheletti.eu/italiano/news/dettaglio_news.asp?id=537&pagina=undefined&filtro=undefined Mi permetto di aggiungere qualche osservazione sulla clamorosa attualità di questo evento: 1. allora (guerra del Kippur) come oggi era in corso un conflitto sanguinoso tra israeliani e palestinesi 2. allora come oggi il petrolio era il minaccioso fantasma che si agitava dietro le quintee (l’attuale preoccupazione dell'Occidente per una possibile estensione del conflitto non nasce tanto dalla volontà di tutela di quei due popoli martoriati, ma dalla paura di una crisi dei fossili ancor più dirompente e incontrollabile) 3. allora come oggi era all'ordine del giorno una svolta ecologica epocale: cinquant'anni fa non fu intrapresa, e ora? Eppure il 1973 era stato preceduto dalla “primavera ecologica”. Stoccolma avverte: Fare presto se no sarà troppo tardi, titolava Giorgio Nebbia su “Il giorno” del 20 giugno 1972 il suo report quotidiano dalla prima, e unica vera, Conferenza dell’Onu sull’ambiente umano tenuta a Stoccolma in quella mirabile stagione. Gli faceva eco, in Francia, “Le nouvel observateur” con il titolo L’ultima opportunità per la terra, del dossier Speciale ecologia del 1972. Del resto il Consiglio d’Europa, due anni prima, aveva proclamato il 1970 Anno europeo per la Conservazione della natura, con convegni di studio in diverse nazioni (in Italia a Milano con un migliaio di partecipanti) che sfociarono in un’impegnativa Dichiarazione. E quello stesso anno, il 22 aprile, per la prima volta fu celebrata con imponenti manifestazioni in tutto il mondo la Giornata della Terra. Una stagione intensissima alimentata da una quantità impressionante di saggi, pubblicazioni scientifiche, proposte operative per sanare la frattura tra tecnica e natura, tra uomo e ambiente, che culminarono con la pubblicazione del lavoro del prestigioso MIT di Boston, commissionato dal Club di Roma, I limiti dello sviluppo. Insomma era tutto predisposto, e a un livello qualitativo ben più elevato dell’oggi, per la svolta ecologica, che invece non ci fu Capire perché, può essere utile anche per orientarsi nell’oggi, come ci ricordava Giorgio Nebbia nel quarantennale del 1973, un anno per diversi aspetti periodizzante: http://www.eddyburg.it/2013/09/40-anni-dopo-il-1973.html Marino Ruzzenenti ruzzo@libero.it Centro di storia dell'ambiente della Fondazione Luigi Micheletti di Brescia
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