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CONGO: Smart Wars, predazione mineraria per la nostra tecnologia

12 maggio 2026
ore 18:30 (Durata: 2 ore)
Cinema Teatro Antoniano, Via Guinizzelli 3, Bologna (BO)OSMGoogleApple

A Bologna, nell'ambito della Rassegna ZONE D'OMBRA - CONFLITTI IGNORATI, rassegna cittadina per non rassegnarsi alla guerra e fare comunità, JOHN MPALIZA (rete "Insieme per la pace in Congo") dialoga con GIACOMO D'ALESSANDRO (gruppo "Luci sul Kivu"). Introduce Siid Negash, consiliere comunale e fondatore di Next Generation Italy.

La rassegna è promossa da AGESCI, Antoniano, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Centro missionario diocesano, CNESC, Operazione Colomba, Percorsi di vita e Portico della pace.

Con il patrocinio del Comune di Bologna e di Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

Dal comunicato-stampa:

C'è un modo per stare dalla parte della pace che non si esaurisce nelle piazze della mobilitazione e dell'indignazione. È il modo di chi sceglie, ogni giorno, di costruire comunità, di tenere gli occhi aperti su ciò che accade lontano, di non rassegnarsi al silenzio. È da questa convinzione – maturata in decenni di presenza delle realtà promotrici accanto alle vittime dei conflitti nel mondo e agli scartati della nostra società – che nasce Zone d'ombra – Conflitti ignorati: una rassegna di cinque incontri pubblici che attraverserà Bologna da aprile a ottobre 2026, toccando luoghi simbolici della vita cittadina e portando nel cuore della città le voci di chi vive, resiste e costruisce pace nei teatri di guerra più dimenticati del mondo.

Bosnia, Congo, Ucraina, Palestina, Siria: cinque conflitti, cinque serate, cinque occasioni di incontro diretto con testimoni, attivisti, giornalisti e operatori della pace. Perché nessuna guerra – nemmeno quella che non fa notizia – riguardi solo gli altri. Se andrà bene, è già in cantiere il proposito di proseguire nei mesi successivi per parlare di Sud Sudan, Cuba, Camerun.

Una città che non vuole rassegnarsi

Viviamo in un tempo in cui la guerra torna a essere raccontata come inevitabile, quasi normale. I media coprono alcuni conflitti e ne ignorano altri; l'attenzione collettiva si accende e si spegne. Eppure le ingiustizie continuano, silenziose, spesso alimentate – senza che ce ne accorgiamo – dalle stesse dinamiche economiche e geopolitiche che reggono il nostro stile di vita quotidiano.

Sperimentiamo tutti il senso di solitudine e di impotenza di fronte alle guerre che non riusciamo a fermare. Ma rassegnarsi non è una risposta. Zone d'ombra nasce per rompere il silenzio, nasce dalla convinzione che il contrario della guerra sia, prima di tutto, fare comunità: ritrovarsi, riconoscersi, costruire insieme quella cultura di pace che non si esaurisce nella protesta collettiva, ma diventa responsabilità viva e attiva. Non basta emozionarsi: occorre prendere posizione, informarsi, parlare linguaggi e attuare pratiche di pace positiva, diventare consapevoli e opporsi alle mille forme di guerra in casa, continuando a scegliere almeno una delle guerre presentate per farne la propria lotta.

Per maggiori informazioni:
Portico della pace (Alberto Zucchero)
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