Mediterraneo...tornare al cuore. L'alternativa nasce dal Sud.
Provincia di Bari - Comune di Bari - Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia - Pax Christi, Bari - Scuola di Pace "don Tonino Bello", Molfetta - Missionari Comboniani, Bari
Venerdì 3 giugno ore 10:00
Saluto del Presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella.
Saluto del Sindaco di Bari, Michele Emiliano.
Intervento dell'On. Oscar Luigi Scalfaro, Presidente Emerito della Repubblica, Padre Costituente:
Nel Mediterraneo con la nostra identità: la Costituzione.
Intervento dell'On Niki Vendola, Presidente della Regione Puglia:
La politica nei sogni, cammini e risposte concrete di liberazione dal sud.
ore 17.30
Prof. Franco Cassano, sociologo (Università di Bari):
Per un'Europa non più confine dell'impero. Il Mediterraneo come ponte.
Prof. Antonino Perna sociologo ed economista(Università di Messina e Reggio Calabria):
La vera questione meridionale: stili di vita mediterranei. Un mezzogiorno che dona speranza al Nord.
Sabato 4 giugno ore 18.00
P. Alex Zanotelli (Missionario Comboniano)
I poveri non ci lasceranno dormire: tra responsabilità e condivisione per la giustizia e la pace
Serata musicale con i RadioDervish ricordando la Resistenza.
Riflessioni fondative del 3 e 4 giugno
Il momento storico che viviamo è di estrema delicatezza. Il pianeta è sempre più a rischio. Non solo per i problemi ambientali che si stanno acuendo, dalla mancanza di acqua all'inquinamento chimico e nucleare, ma per la scelta di concentrare gran parte delle risorse nella lotta al terrorismo che sta distogliendo l'attenzione del mondo dalle vere cause dell'instabilità, cioè dal pericoloso circuito tra povertà, malattie infettive, degrado ambientale e crescente competizione per l'accesso al petrolio e ad altre risorse che costituisce il vero asse del male. Secondo il Rapporto 2005 del Worldwatch Institute, bisogna ammettere che, nonostante il formidabile incremento dei conflitti armati, la povertà coglie più vittime della stessa guerra.
E' una guerra diversa, totale, quella che questo sistema economico-finanziario fa contro una parte di umanità, generando povertà, e criminalizzando i poveri. Questo ci sembra ancor più vero qui al Sud. Ci sembra, infatti di essere caduti nella trappola di un male politico-economico-militare che ci assoggetta, ci impoverisce, ci svilisce e ci rende funzionali ad un sistema inumano che non ha a cuore il bene di ogni persona e di ogni popolo ma mira alla privatizzazione e al profitto ad ogni costo. La rampante militarizzazione del nostro territorio che si sposa con tutto il sistema mafioso già ben radicato nel territorio. Un sud, riserva privilegiata di personale a buon mercato per gli eserciti. Un sud sempre più pattumiera di rifiuti tossici e di scorie nucleari. Un sud canale privilegiato di flussi migratori, risultato del "nuovo ordine mondiale" e avviato a divenire, secondo la logica di leggi inique quale la Bossi-Fini, un grande centro di permanenza temporanea (CPT) nel quale rinchiudere come criminali, i cittadini del mondo in cerca di solidarietà.
E' a partire da queste considerazioni che abbiamo pensato ad un momento di riflessione che ci aiuti a prendere le distanze da un modello di vita a noi alieno, per recuperare tutta la nostra specificità di popolo mediterraneo.
A livello nazionale è urgente far emergere l'idea del bene comune che è alla base della Costituzione. Questa è l'espressione di un qualcosa di condiviso e richiede solidarietà e impegno comune. Una Costituzione che è atta a fondare e motivare l'Italia, e la stessa Europa, nel suo cammino di originalità, di identità mediterranea e quindi "naturale" alternativa ad una cultura omologante e mortifera. Accettare l'alterità e la pluralità della vita stessa, ri-motivare il senso di solidarietà per una convivialità delle differenze. Si tratta di superare l'egoismo strutturale e la cultura dello scontro di civiltà che esso genera. Questo percorso potrebbe aiutarci a rielaborare una nuova, comune e condivisa legalità.
Sentiamo urgente il bisogno di "spostare l'asse nord-ovest, per un'Europa non più confine dell'impero" e riscoprire il bisogno che il Sud sia capace di pensarsi con una sua propria forma di vita. Ecco allora la vera questione meridionale: il Mediterraneo è la nostra TERRA e la Costituzione la nostra PATRIA. Il Sud dovrà intraprendere le sue vie peculiari per riscattarsi dal ruolo marginale e periferico che il neoliberismo ha imposto. Bisogna ritornare a stili di vita più indigeni, più locali. Passare cioè, da un benessere misurato con criteri di economia (prodotto interno lordo) ad uno che guardi alle Qualità Regionali dello Sviluppo (QUARS) della vita. Uno stile più mediterraneo sarà generatore di politiche di pace perché radicate nella giustizia e nella nonviolenza. Ecco la visione di un profeta della pace del nostro tempo, d. Tonino Bello: "la Puglia che si estende nel suo mare per essere laboratorio di sintesi di civiltà. Arca di Pace e non arco di Guerra". I poveri non ci lasceranno dormire se non riprendiamo una cultura di responsabilità e di condivisione. Garantire il pane a tutti e imparare a spezzare e a mangiare insieme lo stesso. Nessuno ha il diritto ad essere povero!
Siamo certi che questo ritorno ad essere più mediterranei, costituisce il cuore della questione. La sobrietà di vita e l'approssimarci al diverso, sono gli antidoti che il Sud può suggerire ad un Nord violento e tutto imperniato sul PIL. Basti pensare che in Lombardia ci sono 158 industrie di armi.
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