Newsletter numero 11
Indice l I fatti Abyei / Raggiunto un nuovo accordo Darfur, 1 / Scontro tra Corte penale internazionale e governo di Khartoum Darfur, 2 / Ong inglese: «Bambini soldato per i ribelli» Sud Sudan e Uganda / I miliziani dell'Lra tornano a uccidere Equatoria / 45 morti per dissenteria Sudan / Il Pam taglia i propri voli umanitari per mancanza di fondi l Il commento Non c'è pace con l'Lra l I documenti Darfur / Il settimo rapporto del Corte penale internazionale l La Campagna Sudan Chi siamo I fatti (Fonti: Afp, Al Jazeera, Ansa, Ap, Bbc, Misna) Abyei / Raggiunto un nuovo accordo Il 7 giugno il presidente sudanese Omar al-Bashir e il vice presidente Salva Kiir Mayardit (il quale è anche presidente del Sud Sudan) hanno firmato a Khartoum un accordo relativo alla regione petrolifera di Abyei. L'accordo garantisce piena libertà di movimento alle truppe Onu e un’amministrazione temporanea del territorio affidata a un rappresentante del Sud Sudan e un vice di Khartoum. Un ente internazionale di arbitrato traccerà il confine che le parti hanno affermato di voler accettare. Dopo l'accordo di pace tra governo di Khartoum e Spla nel 2005 una commissione internazionale aveva collocato Abyei in Sud Sudan ma Khartoum non aveva accettato. Da allora la regione è periodicamente funestata da scontri armati tra soldati dell'Spla e soldati dell'esercito di Khartoum, oltre che da conflitti tra gruppi missirya e gruppi dinka ngok. In maggio gli scontri avevano provocato la morte di almeno 22 soldati, la quasi totale distruzione di Abyei e la fuga di circa 90.000 persone. Un paio di giorni dopo l'accordo il Comitato di difesa congiunto (Jdb) Nord-Sud ha cominciato il dispiegamento delle sue truppe nella regione di Abyei. Il portavoce del Jdb, Bior Ajang, ha precisato che «in base agli accordi il battaglione sostituirà le forze di sicurezza sudanesi (Saf) e le truppe dell'Spla». Darfur, 1 / Scontro tra Corte penale internazionale e governo di Khartoum Luis Moreno Ocampo, procuratore della Corte penale internazionale, ha dichiarato in un rapporto presentato al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che «l'intero apparato del Sudan» è implicato nei crimini contro l'umanità perpetrati in Darfur. La Corte avrebbe le prove che «alti ufficiali» del governo sudanese sono collegati alle milizie janjawid che hanno massacrato i civili in Darfur. In un’intervista a una televisione egiziana il presidente sudanese Omar al Bashir ha commentato le dichiarazioni di Ocampo definendo la Corte penale internazionale un’organizzazione «di stampo terroristico» alla quale «il Sudan non consegnerà alcun sospettato». Darfur, 2 / Ong inglese: «Bambini soldato per i ribelli» L'organizzazione non governativa Waging Peace il 6 giugno a Londra ha reso pubblico un rapporto in cui dimostra che nelle regioni orientali del Ciad, al confine con il Darfur, ci sarebbe una compravendita di bambini – tra i 9 e i 15 anni - i quali verrebbero utilizzati come soldati dai gruppi ribelli in Ciad e anche dai gruppi ribelli del Darfur, in particolare dallo Jem. I bambini sarebbero prelevati in particolare nei campi che accolgono i profughi sudanesi. L'esercito del Ciad e quello del Sudan chiuderebbero un occhio. Dopo l'attacco dello Jem a Khartoum del 10 e 11 maggio, il governo di Khartoum ha dichiarato di aver catturato 89 bambini soldato dello Jem, di età compresa tra i 10 e i 17 anni. I giornali sudanesi hanno pubblicato le loro foto invitando le famiglie a riconoscerli. Una delegazione dell'Unicef ha visitato in prigione i bambini soldati. Sud Sudan e Uganda / I miliziani dell'Lra tornano a uccidere Il 7 giugno i ribelli ugandesi dell'Lra hanno ucciso almeno 23 persone (14 soldati e 9 civili, tra cui 6 bambini) nei villaggi di Nabanga e Yamba nella regione del Sud Sudan prossima ai confini con la Rd Congo. Il capo dell'Lra, Joseph Kony, e tre dei suoi comandanti sono ricercati dalla Corte penale internazionali per crimini di guerra e contro l'umanità. Il ministro dell'informazione del Sud Sudan, Gabriel Changson Chang, ha dichiarato: «L'Lra ha ricominciato la guerra», riferendosi alla mancata firma di un accordo di pace tra Lra e governo di Kampala il 10 aprile nei colloqui di pace che si svolgevano a Juba, la capitale del Sud Sudan. Il 9 giugno il governo del Sud Sudan ha stabilito di inviare rinforzi ai circa tremila soldati che già sono dispiegati nello stato dell'Equatoria occidentale, che confina con l'Uganda settentrionale. Equatoria / 45 morti per dissenteria Almeno 45 persone sono morte per un'epidemia di dissenteria acuta nella regione di Equatoria. Circa 640 sono i casi di infezione registrati. Lo ha comunicato la Croce rossa internazionale (Irc), citando dati del ministero della Salute sudanese aggiornati alla fine del mese di maggio. La maggior parte dei casi sono stati segnalati nel solo mese di maggio presso l’ospedale di Juba, dove sono morte 26 persone. Sudan / Il Pam taglia i propri voli umanitari per mancanza di fondi Il Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp) ha annunciato il 10 giugno che è costretto a rinunciare a un elicottero e a due aerei per mancanza di fondi. In questo modo verrà rallentata la frequenza e diminuito il numero totale dei viaggi aerei. I voli del Pam verso il Darfur e verso altre regioni del Sudan trasportano non solo cibo ma anche passeggeri, in modo particolare gli operatori umanitari. In molti caso l'aereo è l'unico mezzo che permette di raggiungere alcune località sudanesi. Il Pam ha anche annunciato di essere costretto ad aumentare il prezzo del contributo monetario (“il costo del biglietto”) che gli operatori umanitari pagano per essere trasportati in Darfur. Il commento Non c'è pace con l'Lra Quest'anno doveva essere la volta buona per firmare una pace tra i ribelli del Lord Resistance Army e il governo di Kampala. La mediazione era portata avanti dal governo del Sud Sudan e i colloqui di pace si erano svolti, fino a questa primavera, a Juba. Andavano avanti da due anni, il mediatore era Riek Machar, vicepresidente del Sud Sudan. L'Lra è accusata di aver ucciso circa 100mila persone e di aver rapito 25mila bambini nel corso della ventennale guerriglia contro il presidente Museveni. Nel 2005 la Corte penale internazionale dell'Aja aveva emesso un mandato di arresto per crimini di guerra contro Joseph Kony – il leader dell'Lra - e tre comandanti ribelli. Come tutti i conflitti a bassa intensità scoppiati nei paesi confinanti del Sudan, anche la ribellione in Uganda contro Museveni ha avuto conseguenze internazionali, e per un po' di anni il governo di Khartoum, islamico, ha appoggiato e finanziato i fanatici cristiani dell'Lra chiedendo loro in cambio di combattere l'Spla (la quale veniva sostenuta dal governo di Kampala) in territorio sudanese. Ma dal 2005, con la firma dell'accordo di pace per il Sudan e la creazione del governo di unità nazionale, i margini di manovra per l'Lra si sono stretti al punto che la leadership ha iniziato a pensare di poter arrivare a un accordo con Museveni (altrimenti avrebbe dovuto rifugiarsi in Rd Congo o in Repubblica centrafricana). Però i comandanti dell'Lra non voglio rispondere dei crimini che hanno commesso, né davanti alla Corte penale internazionale né davanti a un vero tribunale africano. Così il tanto atteso accordo è saltato e i miliziani/banditi/criminali dell'Lra sono ancora in libertà, da qualche parte in qualche foresta africana. (Diego Marani) I documenti Darfur / Il settimo rapporto del Corte penale internazionale Il documento di 17 pagine è stato pubblicato il 29 maggio 2008. Il procuratore Luis Moreno Ocampo definisce l’intera regione del Darfur come «la scena di un crimine». Le indagini della Corte sullo stato di attuazione della risoluzione 1593 del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che prevedeva la piena collaborazione da parte del governo sudanese per l’arresto dei colpevoli di crimini di guerra, dimostrano invece la sua totale mancanza di cooperazione e in particolare la decisione di non intervenire nei confronti di Ahmad Harun e Ali Kushayb, verso i quali la stessa corte aveva emesso un ordine di arresto trasmesso alle autorità sudanesi il 27 giugno 2007. Secondo l'accusa Ahmad Harun, tuttora ministro di stato per gli Affari umanitari, ha coordinato l’esercito governativo e le milizie janjawid nell’attaccare la popolazione civile nei villaggi «violentando e torturando individui che non avevano preso parte a nessun conflitto, causando esodi di massa»; Ali Kushayb, leader dei janjawid, è considerato responsabile di numerosi attacchi. Secondo la Cpi l’impunità sta alimentando la violenza nella regione: «I criminali, nel loro obiettivo di distruggere le comunità del Darfur, stanno ostacolando i tentativi di mantenere la sicurezza e i sostegni umanitari. Arrestare Harun disgregherebbe le attività criminali e potrebbe contribuire alla realizzazione di vere condizioni di pace e sicurezza». La seconda parte del rapporto è incentrata sul monitoraggio degli ultimi mesi. «I civili sono uccisi, le case bruciate, donne e bambine di 5-6 anni violentate, famiglie costrette ad assistere. Non si tratta di un prodotto incidentale della guerra. È un crimine calcolato, finalizzato ad arrecare danni irreparabili alle comunità». Allo stesso modo sono pianificati - per moltiplicare l'insicurezza e scoraggiare la ricostruzione futura - gli esodi forzati dei civili, le incursioni aeree, gli attacchi alle scuole, ai centri profughi, agli operatori umanitari, le incursioni nei campi oltre confine. Il documento si può leggere sul sito della corte (www.iccnow.org). (a cura di Cristiana Paladini) La Campagna Sudan Chi siamo La Campagna italiana per il Sudan è una campagna nazionale di informazione, sensibilizzazione ed advocacy che opera dal 1994. Raggruppa organizzazioni della società civile italiana (Acli Milano e Cremona, Amani, Arci, Caritas ambrosiana, Caritas italiana, Mani Tese, Ipsia Milano, Missionari e missionarie comboniane, Nexus, Pax Christi) e lavora in stretta collaborazione con enti pubblici e privati italiani e con varie organizzazioni della società civile sudanese. In Italia la Campagna ha fatto conoscere la situazione del Sudan e ha sostenuto i processi volti al raggiungimento di una pace rispettosa delle diversità sociali, etniche, culturali, religiose della sua popolazione. Il sito che illustra l'attività della Campagna è in via di rifacimento; per informazioni sulle sue attività passate www.campagnasudan.it.
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