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Un evento importante, ancora una volta, dall'ISIS "Leonardo da Vinci" di Firenze! Ecco l'anteprima video dell'incontro del 10 maggio scorso che ha visto protagonisti Yukari Saito del centro di documentazione "Semi sotto la neve", il bravo docente-organizzatore Girolamo dell'Olio, e naturalmente, il protagonista della mattinata, il manga a fumetti "No alla guerra, no al nucleare" di Rokuro Haku, figlio di una sopravvissuta della Bomba atomica su Nagasaki.

Certo non è una storia di avventure. O meglio, è la storia dell'avventura vera e drammatica del "sogno nucleare" nato da quelle ricerche che portarono alla Bomba e che nell'illusione umana dell'energia eterna si trasforma nelle moderne centrali nucleari: avveniristiche ma dalla sicurezza mai perfetta, e con lo strascico nefasto del riciclo delle scorie - e non tutte - in nuove armi dagli effetti collaterali spesso taciuti ma tremendi nella loro complessa tragicità.

Una storia reale e riccamente documentata. Una storia raccontata da un ragazzo per i ragazzi. E tanti sono stati i ragazzi, attenti e pensierosi, che abbiamo trovato in Aula Magna.

Qui sopra un breve flash report, in attesa di montare il video dell'intera conferenza.

E nel riquadro popup qui sotto, ecco una forte riflessione del fisico nucleare Angelo Baracca. Da leggere attentamente e da meditarvi in profondità, accostando le immagini dei miti del progresso con le tante manifestazioni della stupidità umana.

Ché le forze artificiali create dal "nuovo Prometeo" non possono venire disattivate dai processi naturali della Terra...

No dai, non buttiamola in politica! Su una scelta così delicata per la salute e la sopravvivenza umana non c'è da mostrar la tessera di partito. E non credo che chi è nuclearista debba esser sempre di destra, e chi non lo è faccia per forza il tifo per Marx. Qui c'è da scegliere solo su come alimentare le nostre fabbriche, illuminare le nostre case, e magari con un occhio di riguardo a chi dopo di noi verrà - i nostri figli o nipoti o chi sarà.

E se c'è da spenger qualche lampadina, o rinunciare al ciò che di superfluo si sa che brucia più energia, che mi dite, se po' fà? Non si tratta di tornar nelle caverne - ché anche un cinquant'anni fa, noi non si stava poi tanto male, e anzi chissà eravamo pure più ottimisti e contenti, no?

E usiamolo, poi, questo sole! Se perfino al nord dell'Europa il fotovoltaico regge, e dappertutto si moltiplicano i sistemi e gli impianti, anche per un elettrico fai-da-te, piccole isole indipendenti di luce e di calore, senza scomodare gli inquinanti e neppure l'urto voluto di atomi e neutroni dall'equilibrio assai precario dispendioso e a rischio estremo, why not?

Homo sapiens, tecnologicus, dall'estrema creatività. Un piccolo sforzo, anche di riadattamento a rinnovate abitudini. Non mi direte mica che il salto di qualità è impossibile...!

 

Roberto Del Bianco


Note:

Vedere anche:

Firenze: un racconto a fumetti sul nucleare giapponese
“Prima” a Firenze di un racconto a fumetti sul nucleare. Giapponese.
Dal Giappone il fumetto che dice no al nucleare

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