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Amy Weiss, una portavoce dell'associazione dei giganti dell'industria discografica, quando le è stato chiesto se la RIAA sapesse dell'età di Brianna, ha risposto che l'associazione non ha a disposizione informazioni personali riguardanti gli accusati.
La madre della ragazza ha sottoscritto un abbonamento di tre mesi per KaZaA, pensando quindi che scaricare musica tramite quel servizio fosse legale. Brianna e gli altri accusati dovrebbero pagare 150.000 dollari per ogni canzone scaricata. La RIAA concede l'"amnistia" a coloro che cessano di utilizzare il noto programma di file-sharing, ma non a chi è già stato citato, come Brianna.

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