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Eldy: Integrazione sociale e nuove tecnologie, il pc per gli over 55

27 giugno 2006

Comunicato Stampa - Vicenza, 27 giugno 2006

Integrazione sociale e nuove tecnologie: il pc per gli over 55

Eldy

L'avvento delle nuove tecnologie della comunicazione, e in particolare di Internet, ha cambiato in maniera radicale lo scenario in cui ci muoviamo e il nostro sistema di comunicare, contribuendo al processo di globalizzazione e in alcuni casi portando l'accesso alle informazioni in luoghi in cui prima era difficilmente pensabile poter essere aggiornati in tempo reale.
Il web ha ancora grandi possibilità inesplorate che con un pizzico di creatività e di inventiva possono essere utilizzate per ridurre il disagio sociale.
Nella parte di mondo in cui viviamo (l'Europa, e l'Italia in particolare), la popolazione di over 65 si sta percentualmente allargando, ma la comunicazione di massa poco si occupa di questo tema, se non per evidenziare carenze e problemi una volta che siano già emersi: talvolta deve accadere una “catastrofe” (basti pensare agli effetti del caldo eccezionale dell'estate del 2003) perché l'attenzione si concentri su questa fascia di età.
Per questo, se molto sappiamo dei giovani e delle loro abitudini, che vengono strettamente monitorate dai mezzi di comunicazione, forse soprattutto per scopi commerciali, poco sappiamo della categoria “anziani”, come veniva indicata fino a poco tempo fa, o meglio della categoria “over 65”. L'etichetta “over 65” ha sicuramente i suoi limiti, come del resto tutte le etichette, ma lascia più spazio al concetto che ormai gli stili di vita in questa fascia di età sono talmente vari, numerosi e diversificati da costituire ognuno un microcosmo di bisogni, aspettative, problematiche, soddisfazioni o carenze affettive, alle quali l'amministrazione pubblica non si sente in grado di rispondere, o non riesce a farlo in tempo.
In una tendenza generale alla graduale diminuzione del Welfare, come è ormai riconosciuto, le associazioni di volontariato cercano in qualche modo di fornire sostegno sociale e prevenzione nelle aree in cui lo Stato non è, o non è più, possibilitato ad arrivare, e cercano di intercettare in anticipo i nuovi problemi – dovuti ai veloci cambiamenti sociali e culturali in corso – che si affacciano alla superficie.
Come spesso accade nel nonprofit, l'avventura dell'associazione Eldy è cominciata con una domanda: “Possono le nuove tecnologie aiutare gli over 65 che si trovano in situazioni di solitudine, emarginazione o che si sentono tagliati fuori da un mondo che cambia continuamente? Possono essere di conforto a chi vive la sensazione che i cambiamenti stiano travolgendo quelli che sono stati punti di riferimento di una vita?”.
I costituenti e i simpatizzanti dell'associazione Eldy pensano che la risposta sia affermativa.
Una maggiore diffusione delle nuove tecnologie in questa fascia di età potrebbe portare dei benefici non indifferenti; d'altronde a nuovi problemi è lecito pensare di rispondere con nuovi strumenti.
Innanzitutto la diffusione dell'informatica, ma un'informatica studiata ad hoc, con software e dispositivi opportunamente creati o adattati per le diverse problematiche, può consentire di tenere monitorato lo stato di salute degli over 65 che hanno bisogno di particolari cure o servizi medici. Il computer, infatti, può essere un ottimo strumento per ricordare alle persone un po' smemorate di prendere le medicine e di effettuare le analisi prescritte o per cercare informazioni in internet sui vari problemi e le varie cure.
Inoltre consente di rimanere in comunicazione con il proprio dottore (pensiamo alla facilità di mandare un'e-mail al nostro dottore al posto di rincorrerlo per ore cercando di entrare in contatto telefonico).
L'informazione medica è importante per consentire alle persone di capire cosa sta succedendo al proprio corpo e condividere con altri i problemi fisici che l'avanzamento dell'età inevitabilmente crea o acuisce, in modo che non si sentano fuori posto all'interno di un mondo in cui i flussi comunicativi spingono ad essere belli, giovani e forti.
La condivisione di esperienze nell'affrontare malattie anche gravi, è importante per ridurre le sofferenze psicologiche che queste portano con sé, e la comunicazione via internet con altri malati o con i dottori, sebbene possa risultare un po' impersonale perché mediata, può viceversa portare la persona troppo timida, che si sente a disagio a parlarne a viso aperto, a comunicare quello che sta vivendo . All'estero (per esempio in America) questa pratica è molto in uso e le persone nei forum online si scambiano consigli e suggerimenti di tipo medico o su come affrontare i nuovi problemi che inevitabilmente si riflettono nella vita quotidiana e nel rapporto con gli altri.
Per gli over 65 che hanno confidenza con il computer, inoltre, questo strumento può essere usato come mezzo di comunicazione in un'accezione più tradizionale, per mantenersi in contatto con i familiari, specialmente con quelli che hanno residenza in un'altra città o regione o che si trovano all'estero. Le videochiamate da computer a computer, infatti, consentono alle persone di rimanere in contatto con dei costi irrisori e di vedere le altre persone mentre si parla, contribuendo a ridefinire la percezione della lontananza che le separa.
Questo è importante sia per ridurre la sensazione di emarginazione e di abbandono che ci si può trovare a sperimentare, sia perché queste forme di comunicazioni dalle generazioni più giovani sono molto utilizzate. Non diffonderle tra gli “over” vuol dire quindi privarli della possibilità di venire a contatto con un universo esperienziale con cui i loro parenti o vicini più prossimi sono in costante relazione e quindi privarli di uno strumento per capire come stia cambiano il mondo in cui vivono.
Queste tecnologie possono diventare improvvisamente inestimabili per le persone che hanno problemi e difficoltà a muoversi da casa e che sono comunque ancora vivaci, curiose e desiderose di mantenere relazioni. Comunicare con gli altri e informarsi sul mondo è infatti non solo un segno di vitalità ma uno strumento prezioso per alimentare la gioia di vivere.
Uno dei problemi maggiori avvertiti in questa fascia di età è la paura di venire considerati come un peso e questa percezione può venire accentuata dalle barriere visive o fisiche facilmente riscontrabili nella vita di tutti i giorni. Il computer offre la possibilità di leggere le notizie con caratteri ingranditi, là dove i giornali continuano ad adottare strategie tipografiche che possono portare le persone che soffrono di diminuzione visiva alla rinuncia alla lettura. Trovare un modo agevole per continuare a leggere le notizie può essere opportuno non solo per mantenersi aggiornati ma anche per ridurre la sensazione che la società voglia escludere chi non riesce a stare al passo.
Se le tecnologie fossero già diffuse tra le persone in oggetto, inoltre, è facile pensare che molte amicizie tra coetanei che adesso si perdono perché non si riesce più a spostarsi fisicamente e a incontrarsi con periodicità, potrebbero essere mantenute a distanza con le videochiamate e l'invio di foto, ricette e quant'altro possa risultare stimolante. Inoltre non è difficile pensare che si potrebbero condurre delle partite di carte virtuali tramite il computer e condividere altre passatempi stando comodamente seduti a casa propria.
Se il rapporto con i familiari è di vitale importanza, anche il rapporto con i coetanei è fondamentale. Con essi, infatti, si può parlare di problemi (e soluzioni) che si vivono in prima persona e che non sempre possono essere compresi appieno dalle generazioni più giovani, in quanto appartengono a quella sfera del vissuto di una persona che non sempre è facile condividere con chi non vive le stesse esperienze.
Il computer non deve e non può essere un sostituto dei rapporti “reali”, ovvero faccia a faccia, ma può aiutare a combattere e a prevenire la solitudine nei tempi di attesa, e nei casi in cui la scarsa mobilità cominci a dare alla persona la sensazione di vivere una situazione di isolamento o di abbandono.
Una volta risposto in maniera positiva alla domanda sull'opportunità di diffondere le nuove tecnologie tra gli anziani, si è cominciato a pensare a un modo per agire nel concreto.
Il primo problema riscontrato dai componenti dell'associazione Eldy è stata una mancanza di programmi software facilmente adattabili alle idee sopra espresse. Per il momento infatti molti over 65 non si avvicinano al computer perché lo ritengono troppo complicato da usare: non hanno ben chiaro come settare monitor e funzionalità per riuscire a vedere bene quanto scritto, così il pc rimane per loro un oggetto misterioso. Come tutti gli strumenti che si guardano con diffidenza, inoltre, si ha paura che ci sia una truffa nascosta da qualche parte. Non ultimo, la maggior parte delle nuove tecnologie e delle loro applicazioni sono state pensate da e per i giovani, dando l'impressione al resto della popolazione che la cosa non la riguardi, e non la possa riguardare.
L'associazione Eldy ha quindi sfruttato le capacità informatiche di alcuni dei suoi componenti e di alcuni simpatizzanti per mettere a punto un nuovo sistema operativo che sia semplice e facile da usare, che abbia le caratteristiche dell'usabilità adatte agli utilizzatori più attempati e che sia integrabile con una serie di hardware volti a ridurre il più possibile le barriere fisiche di accesso alla macchina.
È nata così la prima distribuzione Linux dedicata agli over 55, creata con il supporto della comunità open source e di un gruppo di potenziali destinatari che hanno portato testimonianze delle loro esperienze, o della loro diffidenza, nei confronti della tecnologia e che dopo alcune riserve iniziali hanno aiutato i programmatori a orientare il lavoro, esprimendo le proprie aspettative e i propri bisogni, nonché le proprie perplessità quando si stava andando fuori strada.

Perché sono stati coinvolti gli over 55 e non solo gli over 65?
È presto detto: da una parte perché si è pensato al concetto, ormai quasi banale, che “prevenire è meglio che curare”, e quindi di cominciare a promuovere l'idea di tecnologia amica già in una fascia di età più giovane, coinvolgendo persone che possono aiutare a diffondere un nuovo approccio culturale nel vivere il rapporto con i computer, sia perché in Italia molte persone in questa fascia di età sono già in pensione e possono potenzialmente essere interessati all'uso di internet per recuperare informazioni sui viaggi o il tempo libero in generale, ma non sanno da che parte cominciare. Nel delicato momento di passaggio dalla dimensione della vita lavorativa a quella del ritiro, la possibilità di imparare l'informatica e compiere altre attività stimolanti e di relazione è importante per contribuire a evitare eventuali depressioni o sensazioni di inutilità, che molte persone avvertono in questa fase.
I risvolti della attività di Eldy per quanto riguarda l'aggregazione sociale, speriamo di vederli presto in atto con l'organizzazione di corsi in cui verranno coinvolte generazioni diverse e si chiederà ai più giovani, informaticamente super-alfabetizzati, di insegnare ai più maturi, facendo sì che l'approccio al computer per chi non si sia mai avvicinato ad esso, sia anche un'occasione di confronto con l'entusiasmo vissuto da chi “è nato con il computer in mano” e cercando di partire da ciò per creare un dialogo su due universi esperienziali spesso poco interagenti fra loro. L'intenzione è di effettuare anche lezioni a domicilio, per includere nel progetto proprio quelle persone che, non potendosi muovere da casa, forse più hanno da guadagnare dalle possibilità messe a disposizione.
Eldy è anche in contatto con associazioni che si occupano delle esigenze di persone diversamente abili, per capire come integrare dei moduli a loro dedicati nel nuovo sistema operativo.

Chi siamo
Eldy (www.eldy.org) , oltre a essere il nome del progetto, è un' associazione nonprofit che ha come scopo la promozione dell'alfabetizzazione informatica e dell'accesso alle nuove tecnologie per gli over 55.
Il progetto è sponsorizzato per la parte tecnico-informatica dalla società Vegan Solutions (www.vegans.it) di Vicenza.

Ci dedichiamo a...
...avvicinare la fascia di eta' over 55 alla tecnologia, perché questa diventi uno strumento di inclusione e miglioramento sociale e venga a cadere il 'digital divide' che coinvolge una così larga fascia della popolazione.
In quest'ottica stiamo portando avanti dei progetti di ricerca e sviluppo volti a capire come progettare e disegnare software (open source) e hardware adeguati alle esigenze specifiche.
Siamo inoltre interessati a mettere in moto l'opinione pubblica – anche tramite la formazione di communities – perché, una volta presenti gli strumenti , non vengano a mancare il contesto pronto ad accoglierli e i contenuti per la fruizione.

Per informazioni:
http://www.eldy.org
http://www.vegans.it
http://www.sourceforge.net

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