CyberCultura

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Imponente manifestazione a Taranto contro il decreto Salva-Ilva
    Decreto-legge Salva-Ilva o Ammazza-Taranto?

    Imponente manifestazione a Taranto contro il decreto Salva-Ilva

    I media nazionali non parlano della manifestazione del 15 dicembre e l'opinione pubblica è in parte convinta che la popolazione di Taranto gradisca il provvedimento del Governo che interferisce pesantemente con l'attività dei magistrati. Per sgombrare il campo da equivoci, basta sapere che molti nella città lo hanno battezzato decreto "Ammazza-Taranto"; pensano sia possibile puntare invece su salute, ambiente, cultura e reddito.
    18 dicembre 2012 - Lidia Giannotti
  • "Accade in Sicilia" è nuovamente libero
    La Corte di Cassazione ribalta le precedenti sentenze

    "Accade in Sicilia" è nuovamente libero

    E' un blog: non può essere equiparato ad un giornale
    11 maggio 2012 - Giacomo Alessandroni
  • Ho pagato una bustarella
    Cina: la corruzione si combatte sul web.

    Ho pagato una bustarella

    Sull'esempio del sito web indiano "I-paid-a-bribe", anche i blog cinesi sono all’opera per smascherare la corruzione, nonostante i rischi di oscuramento.
    30 agosto 2011 - Redazione China Daily
  • Countdown Internet Italia?

    Countdown Internet Italia?

    Da domani 6 luglio l'Agcom potrà oscurare siti internet accusati di violare il diritto d'autore.
    5 luglio 2011 - Loris D'Emilio

News e P2P: insieme per eliminare ogni forma di censura

19 aprile 2004 - programmazione.it

Secondo Ross Anderson, professore dell’Università di Cambridge, le reti peer to peer potranno agevolare la libera circolazione delle notizie, eliminando ogni forma di censura. Anderson, uno dei primi a diffondere il concetto dello scambio di file sui network peer to peer, auspica che le notizie, al pari dei file musicali e/o video, possano essere diffuse, bypassando il controllo dei grandi colossi editoriali, che monopolizzano l’informazione del pianeta.

Il professore di Cambridge indica anche una data, il 2010, entro cui ogni singola persona potrà pubblicare notizie, storie, testimonianze, inchieste attraverso i servizi P2P anonimi, che copriranno in questo modo tutti quei temi oggi ignorati dai media ufficiali.

"Attualmente – ha dichiarato Anderson alla BBC – le agenzie di stampa vendono solo le notizie ritenute interessanti per americani od europei, perché lì risiede il denaro. Ma se succede qualcosa in Perù che magari interessa qualcuno/ai in Cina o Giappone, è più che probabile che quella notizia non otterrà alcuna visibilità. E' importante intervenire per abbattere il dominio delle agenzie di stampa e permettere una comunicazione ed un’informazione più efficiente ed efficace".

Anderson ritiene che questo sia possibile sfruttando una versione nuova e più performante di Usenet, la rete dei newgroup. "E’ importante – ha proseguito il professore - non demonizzare questi grandi strumenti di libertà, indicandoli quali veicoli di informazione di criminali e terroristi dal momento che alcune basilari funzioni di controllo potrebbero comunque essere esercitate da vari comitati quali è ad esempio l’Internet Watch Foundation, che monitorizza la pedopornografia in rete. Serve una sorta di comitato internazionale che supervisioni, senza mai censurare, quanto passa attraverso questi network; quindi, ostacolare il passaggio di materiale (leggi pedopornografia) che tutti considerano negativo, ma diffondere quel che solo uno o pochi governi considerano dannoso o malevolo".

Una rete libera e felice, dunque? Non tutti concordano con la visione ottimistica del Professor Anderson. L’analista Bill Thompson, ad esempio, pur apprezzando l’idea di una libera circolazione delle notizie, che indebolirebbe di fatto il dominio dei principali colossi editoriali, ha replicato che probabilmente una simile tecnologia richiederà tempo e sforzi notevoli.

"La visione del Professor Anderson sottovaluta gli ostacoli politici di un tale sviluppo - ha detto Thompson - ed infatti la questione della censura non è affrontata in modo adeguato. Se si costruisce una tecnologia che elimini la censura, si elimina di fatto la censura e non è possibile che si riesca poi a controllare alcune parti, come ad esempio le immagini di abusi sui bambini. E questo è quanto i sostenitori del peer to peer dovranno affrontare". [FF]

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)