News e P2P: insieme per eliminare ogni forma di censura

19 aprile 2004
programmazione.it

Secondo Ross Anderson, professore dell’Università di Cambridge, le reti peer to peer potranno agevolare la libera circolazione delle notizie, eliminando ogni forma di censura. Anderson, uno dei primi a diffondere il concetto dello scambio di file sui network peer to peer, auspica che le notizie, al pari dei file musicali e/o video, possano essere diffuse, bypassando il controllo dei grandi colossi editoriali, che monopolizzano l’informazione del pianeta.

Il professore di Cambridge indica anche una data, il 2010, entro cui ogni singola persona potrà pubblicare notizie, storie, testimonianze, inchieste attraverso i servizi P2P anonimi, che copriranno in questo modo tutti quei temi oggi ignorati dai media ufficiali.

"Attualmente – ha dichiarato Anderson alla BBC – le agenzie di stampa vendono solo le notizie ritenute interessanti per americani od europei, perché lì risiede il denaro. Ma se succede qualcosa in Perù che magari interessa qualcuno/ai in Cina o Giappone, è più che probabile che quella notizia non otterrà alcuna visibilità. E' importante intervenire per abbattere il dominio delle agenzie di stampa e permettere una comunicazione ed un’informazione più efficiente ed efficace".

Anderson ritiene che questo sia possibile sfruttando una versione nuova e più performante di Usenet, la rete dei newgroup. "E’ importante – ha proseguito il professore - non demonizzare questi grandi strumenti di libertà, indicandoli quali veicoli di informazione di criminali e terroristi dal momento che alcune basilari funzioni di controllo potrebbero comunque essere esercitate da vari comitati quali è ad esempio l’Internet Watch Foundation, che monitorizza la pedopornografia in rete. Serve una sorta di comitato internazionale che supervisioni, senza mai censurare, quanto passa attraverso questi network; quindi, ostacolare il passaggio di materiale (leggi pedopornografia) che tutti considerano negativo, ma diffondere quel che solo uno o pochi governi considerano dannoso o malevolo".

Una rete libera e felice, dunque? Non tutti concordano con la visione ottimistica del Professor Anderson. L’analista Bill Thompson, ad esempio, pur apprezzando l’idea di una libera circolazione delle notizie, che indebolirebbe di fatto il dominio dei principali colossi editoriali, ha replicato che probabilmente una simile tecnologia richiederà tempo e sforzi notevoli.

"La visione del Professor Anderson sottovaluta gli ostacoli politici di un tale sviluppo - ha detto Thompson - ed infatti la questione della censura non è affrontata in modo adeguato. Se si costruisce una tecnologia che elimini la censura, si elimina di fatto la censura e non è possibile che si riesca poi a controllare alcune parti, come ad esempio le immagini di abusi sui bambini. E questo è quanto i sostenitori del peer to peer dovranno affrontare". [FF]

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