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Internet Explorer, segnali di crisi Non si ferma la flessione di clienti

Alessio Balbi

ROMA - Internet Explorer perde quote di mercato. Per il terzo mese consecutivo il browser di casa Microsoft, il programma più usato per navigare su internet, perde clienti in favore dei software concorrenti, Mozilla su tutti. Una flessione modesta (l'1,8 per cento in tre mesi), ma costante, che suona come un campanello d'allarme per il colosso di Redmond. Dalla fine degli anni Novanta, Internet Explorer aveva sempre guadagnato nuovi clienti.

Il calo di Explorer è iniziato a luglio, quando una serie di attacchi informatici hanno messo in allarme utenti ed esperti circa la sicurezza del browser di casa Microsoft. Persino il Cert, la task-force del governo statunitense per le emergenze telematiche, aveva segnalato la possibilità di usare browser alternativi per non esporsi alle vulnerabilità di Explorer.

Secondo i dati della società di ricerche WebSideStory, a giugno, Internet Explorer deteneva il 95,5 per cento del mercato. Tre mesi più tardi, la sua quota e scesa al 93,7 per cento. Le cifre dimostrano che chi ha abbandonato il software Microsoft è passato praticamente in blocco a Mozilla e Firefox, browser nati da una costola del vecchio Netscape, che si dividono il 5,2 per cento del mercato. Una minima parte, lo 0,1 per cento, ha scelto il browser Opera.

Bill Gates e soci minimizzano: "Non abbiamo registrato nessuno spostamento significativo", ha dichiarato un portavoce. In effetti, il dominio di Microsoft è stato solo scalfito e non si vede nessuno in grado di mettere in discussione, nel breve termine, il suo primato nel mercato dei browser. Ma la tendenza c'è, ed è preoccupante.

Gli operatori di settore, invece, vedono positivamente la crescente diversificazione nel settore dei browser: "Il web è un ecosistema che trova giovamento e possibilità di evoluzione solo nella diversità", dichiara a Repubblica.it Giacomo Tufano, desktop e mobility practice manager per Sun Microsystems Italia. "Per gli utenti diversità significa libertà di scelta. E la presenza di piattaforme alternative giova anche a quelli che sono i pilastri della rete, cioè i server che ospitano le pagine Web".

D'altro canto, l'improvvisa popolarità ha esposto anche la famiglia Mozilla a problemi di sicurezza. Un browser che supera il 5 per cento del mercato comincia a diventare un boccone ghiotto per i pirati informatici. Per questo, il mese scorso, gli sviluppatori del software hanno deciso di pagare gli utenti che li aiutano a scovarne le vulnerabilità. I primi frutti di questa inedita politica si sono visti proprio questa settimana: Mozilla ha reso note dieci grave falle dei suoi browser, ma nello stesso momento ha rilasciato le versioni "aggiustate" dei software, battendo sul tempo qualunque malintenzionato.

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